Inchiesta: Inchiesta Aiazzone

Aiazzone: concordato B&S al 7,48%. Proposta Holding al 14,65%?

Prosegue la nostra inchiesta ? Ufficiale la notizia già anticipata da Nannimagazine.it. I fornitori: "E' uno scandalo, una truffa a mano armata. Siamo contrari". Ma temono l'intesa tra le banche. Sindacati in sciopero nazionale.

Cronaca economica Ulisse Spinnato Vega — 23/12/2010
Fonte: Ulisse Spinnato Vega

Le ganasce della tagliola si aprono, la trappola è pronta a scattare. Ora i furbetti del comodino attendono solo che i fornitori, vittime sacrificali, mettano il piedino nel tranello.

B&S PUNTA AL 7,48%. E' ufficiale la notizia che Nannimagazine.it aveva già anticipato: il Tribunale di Tivoli ha accolto la proposta di concordato B&S al 7,48%, una quota pagabile tra i 48 e i 72 mesi. Le comunicazioni ufficiali emesse dal commissario giudiziale, Marcello De Sanctis, stanno giungendo in queste ore ai creditori, che quindi dovranno votare per il sì o per il no. L'appuntamento è fissato il prossimo 2 febbraio, ore 15, nel settecentesco palazzo di giustizia della ridente cittadina laziale.

UN DEBITO DA 200 MILIONI. B&S Spa (nata dal turbolento matrimonio imprenditoriale tra la famiglia Borsano e quella di Renato Semeraro) ha un bilancio 2009 non ancora approvato dall'assemblea dei soci. Il suo debito, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 200 milioni di euro, è sostanzialmente in mano a un pool di banche e a oltre una cinquantina di fornitori di merci e servizi. Tra gli istituti di credito ci sono i colossi Unicredit e Intesa, c'è il Montepaschi e ci sono anche banche minori come la Popolare del Lazio, che secondo fonti riservate avrebbe 17 milioni di esposizione oltre l'affidato.

LA TRAPPOLA. I fornitori, però, sono i più preoccupati. Giudicano "scandalosa" la proposta del 7,48%, ma temono che gli istituti bancari – detenendo probabilmente più del 60% dei crediti maturati – possano far valere la maggioranza per accettare la ristrutturazione del debito che, a quel punto, i mobilieri in minoranza sarebbero costretti a subire. "E' una presa in giro. Noi fornitori diremo no. Già ne ho sentiti una ventina e tutti sono orientati per il rifiuto – dice un creditore che si prepara alla battaglia – Adesso bisogna organizzarsi in vista della comunicazione del 2 febbraio. Ci vorrebbe pure un gran battage mediatico".

"LE BANCHE NON POSSONO DECIDERE LE NOSTRE SORTI". I creditori extra-bancari temono che l'accordo tra le banche possa essere orchestrato da Unicredit, il cui vicepresidente, Fabrizio Palenzona, è fratello di Giampiero, uno dei furbetti del comodino. "Abbiamo incaricato un legale per verificare la possibilità di denunciare il cartello degli istituti di credito – annuncia un altro creditore che chiede l'anonimato – Questi signori di Aiazzone con le banche hanno usato le garanzie immobiliari di B&S Real Estate. Mentre grazie ai fornitori, che hanno consentito loro il business, si sono aperti i punti vendita. E ora hanno il coraggio di proporci una percentuale di questo genere". Poi rincara: "Tra tutti quelli che ho sentito, nessuno si è detto favorevole. Lo Stato non può permettere questa truffa a mano armata. Io non riesco a coprire i debiti con gli incassi concordati, che peraltro sono spalmati su 48-72 mesi. E' uno scandalo, le banche non possono decidere le sorti della gente che si alza ogni mattina per guadagnare la pagnotta".

HOLDING DELL'ARREDO: PROPOSTA AL 14,65%? Insomma, secondo le aziende creditrici "si vuole evitare il fallimento e quindi la bancarotta fraudolenta ai furbetti del comodino", che nel frattempo continuano a incontrarsi abitualmente nell'elegante Bar Norman di Torino, sotto i portici della centrale via Pietro Micca, proprio all'incrocio con via Giovanni Botero. Intanto, anche la procedura di concordato di Holding dell'Arredo si starebbe perfezionando. Si raccolgono ancora i dati dei creditori, le comunicazioni partiranno a breve, tuttavia la proposta di transazione dovrebbe essere intorno al 14,65%; comunque al di sotto di quel 20-30% che era considerato il minimo accettabile dai fornitori.

LO SCIOPERO NAZIONALE. Sul fronte sindacale, Cgil, Cisl e Uil hanno indetto lo sciopero nazionale di tutti i punti venditi Aiazzone-Emmelunga per il 23 e 24 dicembre. Il nodo chiave è relativo agli stipendi, in particolare si discute dei mancati versamenti del mese di ottobre alle scadenze pattuite del 13 e 20 dicembre. Le sigle dei lavoratori esprimono "preoccupazione" per il progetto di rilancio targato Panmedia, mentre alcuni fatti solo apparentemente secondari o locali continuano a dimostrare come questo rilancio sia ogni giorno più difficile. Alessandro Alibrandi ha una piccola società immobiliare ed è proprietario dei due capannoni che ospitano la logistica Aiazzone di Fiano Romano. A Nannimagazine.it Alibrandi racconta: "Anche io sono vittima di questa banda. Non mi versano l'affitto da nove mesi sui due contratti che riguardano due fabbricati attigui l'uno all'altro. Complessivamente parliamo di 25-26mila euro al mese. Una voce di bilancio per me importantissima, perché comunque su quei capannoni sto pagando tasse e mutui. E così non ce la faccio ad andare avanti".

"PANMEDIA ABUSIVA A FIANO". Poi, però, l'imprenditore tira fuori la notizia più clamorosa: "In quei capannoni Panmedia è abusiva. Non dovrebbe nemmeno starci. Vuol sapere come mai? Quando, a luglio, B&S ha ceduto a Panmedia il ramo d'azienda, ha ceduto anche gli affitti in essere. Ma con noi ha commesso un errore gravissimo: non poteva passare di mano il nostro contratto perché esso era stato risolto pochi giorni prima. Avevamo infatti ottenuto lo sfratto e il giudice aveva sciolto il contratto che, dunque, non esisteva più al momento del passaggio di testimone da B&S a Panmedia".

A MARZO INTERVERRA' LA FORZA PUBBLICA. Alibrandi spiega allora i motivi per cui il rapporto con la società torinese è proseguito: "Incontrai l'amministratore Gallo in agosto e mi assicurò che avrebbe pagato. Me ne sono stato buono, ma a fine novembre non avevo visto ancora una lira. Poi mi dissero che stavano preparando il bonifico per un mese, però questo bonifico non è mai arrivato. Ora – aggiunge Alibrandi – dicono che se ne andranno via presto perché puntano a esternalizzare il servizio a Gondrand, tuttavia io credo che l'azienda di logistica non voglia esporsi troppo con Panmedia". Morale della favola: tra fine dicembre e inizio gennaio l'ufficiale giudiziario dovrebbe eseguire le prime notifiche di sfratto sui due contratti di Fiano. E ai primi di marzo potrebbe intervenire la forza pubblica per lo sgombero dei locali. Sul fronte del concordato con B&S, invece, Alibrandi è più tranquillo: "Ho scoperto che gli affitti sono tra i crediti privilegiati, come le tasse o i lavoratori. In ogni caso, credo che loro useranno gli immobili di proprietà per tener buone le banche".