Inchiesta: Inchiesta Aiazzone

Aiazzone: via libera alla cassa integrazione. Resta il nodo stipendi

Prosegue la nostra inchiesta ? L'incontro Panmedia-sindacati del 16 novembre ha portato l'intesa sugli ammortizzatori per 236 unità. Sbloccate alcune forniture, ma il cash flow rimane scarso e i dipendenti attendono ancora metà del salario di settembre.

Cronaca economica Ulisse Spinnato Vega — 18/11/2010
Fonte: Immagine dal web

L'accordo sulla cassa integrazione a 12 mesi più 12 per 236 unità. La conferma della dismissione di sei logistiche. La chiusura degli uffici amministrativi di Roma, Barberino di Mugello e della vecchia sede torinese di Largo Giachino che faceva capo a Renato Semeraro. La secca smentita sulle ipotesi che continuano a circolare in merito a tagli draconiani del numero dei punti vendita. L'amministratore unico di Panmedia Giuseppe Gallo ha incontrato martedì a Torino i sindacati e ha cercato di rassicurarli: "Il marchio Aiazzone tornerà sano, lascio sei negozi per non chiuderne altri. Ho fatto l'accordo con la quasi totalità dei fornitori e al 31 dicembre il 90% dei clienti riceverà la merce".

SBLOCCATE ALCUNE FORNITURE. Davanti alle Rsa provenienti da tutta Italia, il 59enne manager originario del potentino ha giurato che il fronte dei mobilieri è sotto controllo e durante la riunione ha persino chiamato in causa un'azienda per fugare lo scetticismo dei presenti. Qualcosa in effetti si sta muovendo, anche perché pare che Giovanni Semeraro si sia mosso in prima persona per sbloccare le provviste di alcune imprese con cui intrattiene rapporti diretti. "Sì, ci sono stati degli scarichi", confermano da Barberino. E qualche fornitura è addirittura giunta ai magazzini prima del previsto. Di conseguenza, una piccola quota di consegne è stata portata a termine e i poveri clienti hanno potuto tirare un sospiro di sollievo.

LA SEGNALAZIONE ALL'ANTITRUST. Poche gocce in un mare di guai? Così sembra a giudicare dalla protesta dell'Aeci (Associazione europea consumatori indipendenti) che appena due giorni fa lamentava: "Sono ormai centinaia i consumatori che si sono rivolti a noi per il caso Aiazzone-Emmelunga. Hanno pagato o si sono coperti di debiti e ancora non hanno ricevuto i mobili. Da quando è subentrata Panmedia, rileviamo una continua assenza e rifiuto di ogni forma di dialogo. Quello che possiamo evidenziare – rincarano dall'associazione – è che anche il nuovo contratto che Panmedia fa sottoscrivere ai consumatori presenta clausole vessatorie". L'Aeci si è addirittura rivolta all'Antitrust che ha aperto una pre-istruttoria a carico della società torinese.

IL NODO STIPENDI. Gli sforzi della nuova gestione paiono onesti e generosi a non pochi dipendenti, tuttavia qualcuno segnala che la cronica carenza di forniture e la crescente diffidenza della clientela hanno contribuito a mettere in difficoltà i venditori. "Nell'ultimo trimestre 2010 il fatturato crollerà al 25-30% rispetto al già difficile 2009", afferma un addetto che vuole restare nell'ombra. E un altro dipendente conferma: "E' vero che c'è stata qualche consegna inattesa, però manca l'assortimento e le vendite hanno subito un calo impressionante". Se il cash flow primario scarseggia e le casse sono vuote, va da sé che anche pagare i salari diventa un'impresa. Ai più lo stipendio di settembre è stato versato al 50% (la scadenza prefissata per saldarlo era il 15 ottobre) e "a questo punto sono preoccupato per l'altra metà. Inoltre non voglio pensare che fine faranno la paga di ottobre e la 14esima", chiosa un terzo venditore.

APPPUNTAMENTO AL 26 NOVEMBRE. L'incontro di due giorni fa in realtà è durato poco. Il prossimo appuntamento è in calendario il 26 novembre, sempre a Torino, e in quella sede Panmedia dovrà abbozzare un piano industriale da portare poi al ministero dello Sviluppo economico. In specifico, dovrebbe essere presentata l'analisi aziendale sulla redditività dei negozi, per cui Gallo spiegherà come intende riorganizzare le vendite e riallocare il personale. "In più non è ancora chiaro chi e con che cadenza temporale dovrà andare in cassa. Se e come ci sarà una rotazione", dicono le 'vittime sacrificali' di Barberino di Mugello. Infine, non tutti gli uffici destinati alla dismissione verranno chiusi in contemporanea: ci sono alcune funzioni che resteranno attive un po' più a lungo per consentire lo smaltimento del lavoro. Il tavolo romano a Via Veneto potrebbe essere invece fissato per il 5-6 dicembre.

SEMERARO ATTENDE I CONCORDATI. Come detto, la presenza di Giovanni Semeraro qualche primo effetto benefico lo ha generato. E risulta confermata la notizia secondo cui l'imprenditore di Erbusco rileverebbe sei store da valorizzare o da salvare in caso di catastrofe finanziaria del marchio. Adesso, però, circolano voci non riscontrate secondo cui a Siracusa, Catania, Bari, Pescara, Firenze e Corsico (Milano) potrebbero aggiungersi altri cinque punti vendita. In tutti i casi, Semeraro non ha ancora siglato l'accordo definitivo con Panmedia (la firma forse in settimana?) e di certo attende di capire come si risolveranno i concordati di B&S e Holding dell'Arredo prima di sciogliere ogni riserva.