Inchiesta: Inchiesta Aiazzone

Aiazzone: sbocco difficile per Panmedia, dissidi interni sul piano di rilancio

Prosegue la nostra inchiesta - Si allungano i tempi della trattativa con il Gruppo Semeraro. Ci saranno altri partner? Parla Chefdeville: "Sono andato via perché non condivido la soluzione di Gallo". Ecco il contratto di affitto del ramo d'azienda.

Cronaca economica Ulisse Spinnato Vega — 29/10/2010
Fonte: Immagine dal web

"Noi siamo convinti che Panmedia stia facendo delle cose buone. Anche grazie al nostro intervento qualche cliente è riuscito a recuperare i mobili e con molti altri l'azienda ha riattivato un rapporto. Però i problemi di fondo restano e la situazione non è del tutto chiara". L'Associazione europea consumatori indipendenti (Aeci) raccoglie ormai un gran numero di segnalazioni da parte di utenti alle prese con le mancate consegne Aiazzone/Emmelunga. Basti pensare che alla sola sezione laziale arrivano circa 500 'sos' ogni settimana per una protesta "che è esplosa da fine settembre e ora è un fiume in piena".

UNA TRATTATIVA DIFFICILE. La piccola Spa torinese, che si occupa di pubblicità e si è imbarcata da agosto nel business del mobile italiano a buon prezzo, cerca insomma di tappare come può le falle che si aprono da tutte le parti. Eppure la tanto attesa svolta che dovrebbe portare a una partnership importante non sembra proprio dietro l'angolo. L'annuncio ufficiale non arriva. Quali intoppi? Quali difficoltà? Nannimagazine.it ha svelato le trattative dell'amministratore di Panmedia, Giuseppe Gallo, con il Gruppo Semeraro mobili di Giovanni Semeraro, omonimo di quel Renato Semeraro che parrebbe uscito di scena dopo il fallimentare tentativo di rilancio ad opera del Gruppo B&S e di Holding dell'Arredo. Per la verità, sembra che Gallo stia trattando anche con altri potenziali partner e da queste pagine si è più volte insistito sulla necessità di un sostegno finanziario (un fondo, una banca o qualcosa del genere) da porre accanto alle competenze di un operatore del settore come Giovanni Semeraro. Simile era peraltro l'idea iniziale della stessa Panmedia e su questo punto si sarebbe da poco consumata, in seno alla società torinese, una clamorosa rottura di cui daremo conto a breve nel servizio.

LE CONDIZIONI DEL CONTRATTO DI AFFITTO. In un primo momento pareva, comunque, che la chiusura dell'accordo con Giovanni Semeraro fosse questione di ore. Invece adesso i tempi si allungano ed emergono nuove carte e nuovi elementi che non fanno presagire nulla di buono. Intanto Nannimagazine.it è entrata in possesso del contratto di affitto con cui Holding dell'Arredo (Renato e Lorenzo Semeraro) ha ceduto il 20 luglio scorso il ramo d'azienda Aiazzone/Emmelunga a Panmedia. E' pubblicato in calce all'articolo e chiunque potrà notare che l'affittuario prende in gestione i marchi per 10 anni (con altri 10 di proroga eventuale) a un canone mensile di 90mila euro più Iva. Inoltre Panmedia esercita un diritto di prelazione per l'acquisto del ramo d'impresa alla scadenza del termine: il prezzo è fissato in 10milioni e 250mila euro, ma il contratto dice che saranno "dedotti i canoni di locazione già corrisposti". Quindi, in sostanza, se consideriamo che Panmedia pagherà 1milione e 80mila euro di locazione ogni anno, nel decennio potrebbe addirittura andare in surplus rispetto al prezzo pattuito per la vendita. E quindi si prenderebbe Aiazzone ed Emmelunga gratis. In altre parole, è come se Panmedia stia già pagando a rate l'acquisto del ramo d'azienda. E per giunta senza interessi, secondo quanto dice il contratto all'articolo 20.

LA POSIZIONE DI RENATO SEMERARO. Condizioni di assoluto favore per Gallo, non c'è che dire. E' vero che Renato Semeraro si trova con l'acqua alla gola (Nannimagazine.it pubblica infatti anche il verbale ufficiale di richiesta di concordato preventivo da parte di Holding dell'Arredo), però i termini contrattuali di affitto sembrano alquanto sbilanciati a vantaggio di Panmedia. Considerato che Renato Semeraro è tutto tranne che fesso, si infittiscono i sospetti e le voci (peraltro a Nannimagazine.it già smentite esplicitamente da Panmedia) secondo cui l'imprenditore 57enne di Crispiano non sarebbe in realtà fuori dai giochi. Il contratto non contempla tutti i punti vendita che Panmedia controlla, ma solo quelli di provenienza Emmelunga (tra l'altro a Sesto Fiorentino non hanno nemmeno firmato il passaggio di gestione, per cui lo store sarebbe ancora formalmente nelle mani di Emmedue). Inoltre non viene citato il gruppo B&S: ciò lascerebbe pensare che possa esserci un secondo contratto relativo agli altri centri vendita del marchio Aiazzone. Questo elemento, tuttavia, necessita di ulteriori conferme.

PANMEDIA MODIFICA I VECCHI CONTRATTI CON I CLIENTI. In ogni caso, l'atto di locazione contiene tutti gli aspetti fondamentali dell'accordo: la cessione dei marchi, le cifre di affitto e di eventuale acquisto, il diritto di opzione senza interessi. Inoltre all'articolo 11 si dice che "la parte affittuaria potrà (non 'deve' o 'dovrà') subentrare in tutti o in parte degli ordinativi clienti non evasi dalla parte locatrice alla data di entrata in vigore del presente contratto". La scelta di quel 'potrà' mette in allarme l'Aeci: "Vuol dire che non sono obbligati a sobbarcarsi i vecchi clienti?". Le preoccupazioni crescono. In più Nannimagazine.it è in grado di dimostrare che Panmedia sta modificando a proprio favore i contratti pendenti con la clientela e risalenti alle precedenti gestioni. In pratica viene operato un cambio di intestazione dell'ordine (per esempio da Holding dell'Arredo a Panmedia), mutano la data e il numero di commissione, sparisce pure l'acconto dato dal cliente. Rimane soltanto la cifra a saldo, invariata, che Panmedia iscrive tra i propri incassi come fosse un introito ex novo. La sigla dei consumatori commenta: "E' una manovra singolare. Quantomeno richiederebbe una comunicazione per raccomandata al cliente che deve essere informato del cambio di interlocutore. Sappiamo che Panmedia a qualcuno, solo a qualcuno, ha inviato delle lettere in carta semplice, ma non è la stessa cosa. In generale – aggiungono dall'Aeci – Panmedia sta mostrando buona volontà, però c'è una certa improvvisazione di metodo, un caos organizzativo che non lascia presagire cose buone".

PARLA CHEFDEVILLE: "NON ERO D'ACCORDO CON GALLO". I colpi di scena, tuttavia, non sono finiti. Nannimagazine.it aveva molto insistito sulla singolare figura di Olivier Chefdeville, presunto amministratore delegato di Panmedia che poi amministratore delegato non era. E che, infine, è uscito di scena "perché aveva esaurito il suo compito in azienda", aveva tagliato corto una fonte interna alla società torinese. L'ex direttore commerciale di Emmelunga ha deciso di farsi vivo, ha raccontato la sua verità e ha gettato nuove ombre sulla trattativa tra Gallo e Giovanni Semeraro: "La mia soluzione a questa crisi non coincideva con gli obiettivi dell'amministratore di Panmedia. Il progetto non è maturato come pensavo, quindi sono andato via. Dovevano entrare un partner industriale e uno finanziario, lo avete scritto, ma ora le trattative non stavano procedendo come io speravo". Sembra che Chefdeville stesse lavorando su canali francesi per una partnership economica e a Nannimagazine.it ha ribadito un concetto: oltre alle competenze di un soggetto commerciale ci vogliono i soldi. Ecco perché "alla fine sono stato io a rescindere l'accordo con qualche giorno di anticipo e ad andar via per una differenza di vedute con Gallo. Non voglio dire nulla su altri interlocutori che erano in ballo – ha proseguito – ma adesso vedo che è saltato fuori Giovanni Semeraro e ne sono stupefatto. Auguro comunque a Panmedia che la cosa vada in porto, benché io abbia i miei dubbi. Questo non è il progetto di ampio respiro al quale stavo lavorando con Gallo".

"DOVEVO DIVENTARE AD. MA LE COSE SONO ANDATE MALE". Olivier Chefdeville manda un messaggio forte come il suo accento francese: "Ho una visione manageriale, pensavo a un'iniziativa a lungo termine perché bisogna mettere fine a questi cambi di gestione ogni anno o ogni due anni: prima Emmelunga, poi B&S e Holding dell'Arredo, ora Panmedia, poi magari un altro. Sono in Italia da 18 anni e so che lo scopo primario di questo progetto deve essere quello di tutelare i lavoratori e i clienti. Siamo di fronte a un marchio importante, un'azienda ancora appetibile, l'unica catena interamente italiana per questo target". Sulle ambiguità del suo ruolo in seno alla società torinese, il manager ha spiegato: "Gallo mi voleva come amministratore delegato. Anzi, avremmo dovuto ricoprire entrambi questo ruolo su fronti diversi. Lui diventava anche presidente e io, in particolare, avrei avuto responsabilità sul ramo mobili. Che ci posso fare se Panmedia mi ha fatto i biglietti da visita e la casella mail da amministratore delegato? Sarei dovuto diventarlo – si è difeso Chefdeville – avevo un contratto a termine, come avete scritto, che si doveva trasformare in un contratto da dirigente. Poi ci sono stati i problemi con i sindaci dimissionari e le difficoltà a mettere in piedi un Cda. Insomma, la situazione è grave, è inutile nasconderlo. I vostri interrogativi comunque sono leciti, ecco perché ho voluto chiarire".

L'INCONTRO DEL 5 NOVEMBRE. Infine, un'ultima notizia: Panmedia ha convocato a Bologna tutte le rappresentanze sindacali per il 5 novembre. L'amministratore Gallo ha chiesto anche la presenza di Confindustria Torino. Secondo alcuni questo non sarebbe un buon segnale. Si proporrà una ristrutturazione aziendale? Si annunceranno esuberi? Qualcuno è convinto che il bubbone stia per esplodere. 


LINK
- Contratto d'affitto Holding dell'Arredo-Panmedia (pdf)
- Renato Semeraro: richiesta di accesso alla procedura di concordato preventivo (pdf)
- Esempio di ordine di vendita in originale (pdf)
- Lo stesso ordine di vendita modificato da Panmedia (pdf)
- Registrazione incasso di Panmedia (pdf)