Inchiesta: Inchiesta Aiazzone

Aiazzone: Panmedia tratta anche con Giovanni Semeraro

Prosegue la nostra inchiesta - La Spa torinese solleva dall'incarico Olivier Chefdeville: si scopre che era solo un consulente, pur essendosi spacciato per amministratore delegato. Nannimagazine.it svela il negoziato con il gruppo mobiliare di Erbusco

Cronaca economica Ulisse Spinnato Vega — 22/10/2010
Titolo: Il marchio registrato dal Gruppo Semeraro facente capo a Giovanni Semeraro

A pensar male si fa peccato, ma per lo più ci si azzecca. Nannimagazine.it aveva acceso un faro sul fantomatico ruolo di Olivier Chefdeville, sedicente amministratore delegato di Panmedia che in realtà non appariva negli organi direttivi della Spa torinese. Ebbene, sembra che l'amministratore (vero) Giuseppe Gallo abbia deciso di non avvalersi più dell'opera dello stimato manager, nome importante nella grande distribuzione. Una fonte interna a Panmedia conferma voci già circolate: "C'era solo un contratto di consulenza che peraltro scadeva tra pochi giorni. Gallo e Chefdeville hanno deciso una risoluzione anticipata perché Chefdeville aveva esaurito il suo compito nell'affare Aiazzone". Perfetto, perché spacciarsi allora per amministratore delegato? Perché troncare in fretta e furia un rapporto a pochi giorni dalla scadenza naturale? Un po' di fiato sul collo?

TRATTATIVE CON SEMERARO MOBILI. Un'altra indiscrezione riguarda la (o le) partnership che Panmedia sta cercando per il rilancio dei marchi Aiazzone/Emmelunga. Nannimagazine.it ha avuto sentore di contatti con la Semeraro Partecipazioni Srl di Giovanni Semeraro, sul quale però non bisogna fare confusione: si tratta, infatti, di un semplice omonimo di Renato e Lorenzo Semeraro, padre e figlio cui fa capo (assieme a Borsano) la fallimentare B&S Spa. Da Panmedia ancora conferme: "Sì, è vero. Ci sono colloqui anche con Giovanni Semeraro, ma non soltanto con lui". In verità, non stupisce che la Semeraro Partecipazioni possa non essere l'unico alleato voluto da Gallo: già in estate si era infatti parlato di un partner commerciale operativo affiancato da uno finanziario.

B&S, UN OSTACOLO AL NEGOZIATO? In ogni caso la trattativa è ancora aperta. Non sembra che entro questa settimana possano esserci sviluppi decisivi, né in senso positivo né negativo. Pare invece che adesso i Semeraro di B&S non vedrebbero di buon occhio un ingresso in pompa magna di Giovanni, al quale preferirebbero concedere solo una posizione marginale. Quali i motivi di questa ipotetica opposizione? Di certo, fa riflettere l'insistenza con cui Giovanni Semeraro ha chiesto a Nannimagazine.it di evidenziare la sua estraneità rispetto alla B&S. "Può darsi – sostengono da Panmedia – che Giovanni Semeraro sia stato contattato da B&S prima del nostro ingresso in questa storia. Noi comunque abbiamo affittato il ramo d'azienda, mentre B&S si sta occupando dei propri obblighi nei confronti dei debitori. Quindi decidiamo in autonomia".

CHI É GIOVANNI SEMERARO? Ecco dunque entrare in scena Giovanni Semeraro, 61 anni e origini pugliesi, omonimo (lo ripetiamo) di Renato e Lorenzo, i due co-protagonisti dello sfascio di B&S Spa. Se dovesse andare in porto l'accordo, Panmedia affiderebbe le sorti dei marchi Aiazzone/Emmelunga a uno che conosce bene il mestiere, visto che Semeraro lavora da trent'anni nel settore dell'arredo retail e addirittura da quaranta nelle manifatture dei mobili.

I NUMERI DELL'INTERLOCUTORE DI PANMEDIA. La Semeraro Partecipazioni Srl, 100mila euro di capitale, appartiene al gruppo Semeraro Partecipazioni-Semeraro Investments, che ne detiene il 99,5%. Naturalmente non ha dipendenti o sedi proprie, essendo soltanto una scatola creata per contenere partecipazioni in altre società. I ricavi 2009 sono pari a 750mila euro e gli utili sono a quota 577mila euro. L'attivo patrimoniale è invece di 18,4milioni. La Srl con sede a Erbusco (Brescia) controlla tra l'altro la Semeraro casa e famiglia Spa (5,2milioni di capitale) e la Ovvio Italia Spa (520mila), che si occupano del retail nel settore arredi.

LUIGI ZAVAGLIO: MANAGER DALLE MILLE POLTRONE. Giovanni Semeraro, cui fanno capo tra l'altro la Semeraro Holding Spa (trasferita più volte tra Brescia e Roma) e la Semeraro Immobiliare Spa, è amministratore (da meno di un anno) della Semeraro Partecipazioni in tandem con Luigi Zavaglio, 44 anni, bresciano, esperto dell'area finanziaria del comparto arredamento. Nel curriculum di Zavaglio troviamo le membership nell'Associazione internazionale dei financial executives institutes (Iafei) e nell'Associazione nazionale direttori amministrativi e finanziari (Andaf). Nel 1992 è diventato direttore esecutivo della Ovvio Spa e oggi ne presiede il Cda. Zavaglio detiene cariche (spesso da amministratore unico) in almeno una ventina di società tra Spa e Srl, con interessi che spaziano dal real estate all'intermediazione finanziaria, fino, naturalmente, ai mobili. Il manager bresciano è persino delegato rappresentante della parrocchia Sant'Urbano di Torbole Casaglia, ente ecclesiastico che ha dovuto iscriversi alla Camera di commercio nel 2003 per il suo bar e l'attività di somministrazione di alimenti e bevande.

L'OFF SHORE DEL GRAN DUCATO. Zavaglio, però, ha anche dimestichezza con le società anonime lussemburghesi. Il suo nome compare, infatti, in alcuni elenchi del Gran Ducato (riferiti al periodo 1999-2004) accanto alla Group Participation e alla Merfin, che fanno capo a Giovanni Semeraro. Nel documento del 2004 il manager lombardo risulta nominato amministratore della Group Participation dall'assemblea straordinaria fino al 31 dicembre 2008. Con lui c'è anche Lorenza Semeraro, 36 anni, figlia di Giovanni, ottimi studi di marketing in Inghilterra e Stati Uniti per poi avviare una brillante carriera da manager director e product manager nelle imprese di famiglia. Renato (l'uomo degli spot Aiazzone e della malmessa B&S Spa) e Giovanni saranno solo omonimi, però è curioso che abbiano entrambi battezzato i figli Lorenzo e Lorenza. La giovane capitana d'azienda ha una familiarità davvero precoce con il paradiso fiscale lussemburghese: fin dal 1999 la si vede apparire accanto a Zavaglio e a papà Giovanni, appunto, nella Group Participation e nell'assemblea della Merfin. Niente di illegale, per carità, roba normale per i nostri imprenditori, dai più grandi a quelli di media dimensione. L'off shore sta cadendo in disgrazia? Da San Marino a Santa Lucia, è ancora buona cosa avere un 'santo' in paradiso. 


DOCUMENTI
- Elenco delle società lussemburghesi (2004)