Inchiesta: Inchiesta Aiazzone

Aiazzone: partnership in arrivo per Panmedia?

Prosegue la nostra inchiesta ? Una fonte interna all'azienda torinese: "Entro questa settimana potremmo chiudere l'accordo con un importante operatore commerciale". Pagati intanto gli stipendi di agosto.

Cronaca economica Ulisse Spinnato Vega — 19/10/2010
Fonte: Immagine dal web

Finalmente la svolta? Ecco forse la novità che potrebbe sbloccare la situazione e far tirare un sospiro di sollievo a lavoratori, clienti e fornitori dei marchi dell'arredamento Aiazzone-Emmelunga. Sembra infatti che Panmedia Spa (la società che ha preso in comodato i rami d'azienda dalle fallimentari B&S e Holding dell'Arredo) sia vicina alla chiusura di un accordo con un importante partner commerciale, accordo necessario a raddrizzare le sorti di 850 lavoratori in 44 punti vendita sparsi per l'Italia.

PARTNERSHIP IN ARRIVO? Dopo giorni e giorni di pressing, Panmedia ha deciso di rispondere a Nannimagazine.it. Una fonte interna che chiede l'anonimato rivela che "entro questa settimana l'amministratore Giuseppe Gallo dovrebbe siglare l'intesa per una partnership importante". L'anticipazione va presa con le dovute cautele e inoltre non è chiaro se si tratti di un operatore del settore arredi, di un player finanziario o di entrambi. In ogni caso, la fonte aggiunge che "Gallo sta lavorando alacremente perché tiene parecchio a questa avventura industriale, è molto assorbito e in agosto ha preso soltanto due giorni di ferie. In più – si difende l'azienda – Panmedia sta facendo grossi sforzi anche sul fronte dei fornitori e dei clienti, non per niente è stato messo in piedi un call center che, come lei immagina, impegna molte risorse".

QUALCHE SPIRAGLIO PER I FORNITORI. Per la verità, alcuni dei fornitori buggerati dal trio delle meraviglie Borsano-Semeraro-Palenzona avevano già deciso a monte di tagliare i ponti con la nuova gestione Aiazzone, mentre altri continuano a lamentare una difficoltà di comunicazione e un approccio puramente burocratico da parte di Panmedia. Qualche azienda, invece, fa sapere di aver ricevuto in queste ore i bonifici che attendeva da mesi, per cui pare che la situazione stia migliorando un po' a macchia di leopardo. Sul tema call center, tuttavia, piovono ancora lamentele in merito alle inefficienze del servizio da parte dei clienti che hanno firmato contratti, pagato anticipi e sottoscritto finanziamenti senza vedersi arrivare a casa la mobilia. Da Panmedia comunque rispondono pure ad alcune domande già proposte tempo fa nel corso di quest'inchiesta. "Renato Semeraro? No, è definitivamente fuori dal business", taglia corto la fonte interna. Mentre resta un alone di mistero sul ruolo di Olivier Chefdeville, il sedicente amministrazione delegato che agli atti non risulta nel board della società pubblicitaria torinese.

LA SITUAZIONE DEI LAVORATORI. La figura di Chefdeville appare poco nitida anche agli occhi del sindacato. Sabina Bigazzi, che segue il dossier Aiazzone-Emmelunga per la Filcams Cgil, si stringe nelle spalle: "No, non so nulla di lui. Ho solo sentito il suo nome dalla bocca dei lavoratori". Poi fa sapere che lo stipendio di agosto è stato pagato, mentre la mensilità di settembre dovrebbe essere saldata dall'azienda entro il 31 ottobre. Successivamente sarà corrisposta la quattordicesima (da erogare inizialmente entro il 20 luglio), di cui Panmedia si è fatta carico ma che sarebbe toccata per legge alla precedente gestione. Anche i sindacati, infine, sono in attesa di notizie in relazione alla partnership che è stata loro annunciata dalla Spa torinese a inizio ottobre. "Avevamo fissato con Panmedia un incontro per giorno 25 – spiega Bigazzi – e poi avevamo chiesto di anticiparlo al 22. Adesso, però, non so se ci sarà davvero. I lavoratori hanno bisogno di essere rassicurati sullo scenario finanziario e sul progetto industriale. La società ci ha detto di aver fatto nuovi accordi con i fornitori, ma i dipendenti testimoniano una situazione non certo sotto controllo nei punti vendita".

GLI ARTIFICI FINANZIARI DI MOCALI. Intanto, emergono aneddoti di ordinaria mala gestione legati alle vecchie proprietà dei marchi. Per esempio, pare che da giugno 2009 la B&S Spa non abbia più ottemperato al pagamento dell'affitto per l'ex capannone Emmelunga di Zola Pedrosa, vicino Bologna. Il fabbricato era stato acquistato dalla Giove Srl a seguito di un lease-back che aveva consentito ad Alessandro Mocali (il titolare di Emmelunga prima di Borsano e Semeraro, l'uomo che ha messo in ginocchio Mobildiscount) di intascare 3,6milioni che avrebbero dovuto dare ossigeno alla sua difficile condizione finanziaria. Mocali aveva continuato a occupare il capannone da conduttore, ma quando sono subentrati i Borsano e i Semeraro, il contratto di affitto è stato disdetto unilateralmente. La Giove, che attraverso la pigione ripagava l'investimento, è rimasta così nei guai. Sembra, infine, che il fabbricato sia stato abbandonato da B&S in pessime condizioni e con diversi danni materiali.