Inchiesta: Risorgimento

Risorgimento, a Livorno la storia e la gloria di Garibaldi

╚ dedicata alla Spedizione dei Mille, cui presero parte tanti toscani, e all'uomo che la guid˛, la grande esposizione ospitata dal Museo Fattori a 150 anni dallo storico avvenimento.

Mostre Francesco Amorosino Ś 14/10/2010
Titolo: Ritratto di Giuseppe Garibaldi
Fonte: Museo Fattori

Garibaldi. Basta questo cognome per evocare in ognuno di noi emozioni, ricordi, speranze e delusioni. Garibaldi è uno di quei personaggi storici che vive in noi come monito, come fardello, come esempio, sempre lì a ricordarci cosa si può ottenere con l'impegno e la passione, come si può entrare nella Storia e cambiare davvero il mondo. Eppure è un eroe con le sue ombre e con i suoi detrattori, che in quella campagna per l'unificazione d'Italia vedono una guerra di conquista che tanta sofferenza ha provocato in molte zone del nostro Paese.

A svelare i retroscena del 'padre della Patria' ci pensa una mostra, allestita fino al prossimo 12 dicembre presso i Granai di Villa Mimbelli: 'Giuseppe Garibaldi e i Mille. Dalla realtà al mito', curata da Aurora Scotti, docente di storia della letteratura e storia dell'arte al Politecnico di Milano, e Marco Di Giovanni, docente di storia contemporanea presso l'Università di Torino. L'esposizione è uno dei più significativi appuntamenti dell'Anno Garibaldino, il calendario di eventi che il Comune di Livorno ha promosso per celebrare i 150 anni della Spedizione dei Mille a cui presero parte tanti livornesi . 

Attraverso più di 250 pezzi tra dipinti, sculture, cimeli ma anche documenti storici originali e autografi, la mostra offre la possibilità di intraprende un viaggio nell'epopea risorgimentale e conoscere quel garibaldinismo che a Livorno è stato vissuto come fenomeno di massa, connesso allo spirito libero e cosmopolita della città. L'esposizione è divisa in quattro sezioni e segue un percorso cronologico e tematico per indagare la forte presenza de 'L'eroe dei due mondi' nell'immaginario collettivo. 

G. Induno 'Garibaldi sulle alture'

Sono posti a confronto, per esempio, molti ritratti di Garibaldi realizzati nelle diverse epoche: nell'800 con la pittura realista rappresentata dai dipinti di Giovanni Fattori, di Gerolamo Induno con 'Un grande sacrificio' e dalla scultura di Adriano Cecioni in gesso colorato, fino  all'interpretazione celebrativa di Vittorio Corcos, che nel suo 'Ritratto di Giuseppe Garibaldi' datato 1882, anticipa la stagione dei grandi monumenti all'eroe su molte delle piazze italiane, Livorno compresa.

Si passa quindi al simbolismo del '900 con il 'Garibaldi' di Plinio Nomellini del 1906 di proprietà del Museo Fattori, un'opera che godette di grande fama sin dalla sua prima esposizione alla biennale di Venezia del 1907. Ancora '900 con il grande Guttuso che, in pieno neorealismo, ha fatto di Garibaldi l'eroe dei suoi quadri più belli come nel caso dello studio d'insieme dell'opera monumentale 'La Battaglia di ponte dell'Ammiraglio', realizzata nel 1951.

C. Bartolena 'I volontari livornesi'

Interessante è l'inserimento nel percorso di opere di autori contemporanei prestate dalla collezione della Pinacoteca  del Consiglio Regionale della Toscana, tra cui spiccano quelle di Ugo Nespolo, Angiolo Volpe e Silvano Campeggi, e opere moderne dai titoli curiosi come 'Nato con la camicia' di Paolo della Bella e 'Mille paesaggi Mille' di Luciano Pasquini, fino a concludere con il lavoro di Piero Mega dal titolo 'I mille papaveri rossi' che, secondo la curatrice Aurora Scotti, guarda alla storia d'Italia con l'occhio del presente e quindi "Sembra fatta apposta per chiudere la rassegna, una sorta di richiamo verso la riscoperta di valori forse troppo a lungo trascurati".

Garibaldi a cavalloAi quadri e alle sculture degli artisti più importanti si affianca un'iconografia popolare rappresentata da una serie di ritratti di autori ignoti e da oggetti e cimeli: orologi 'Garibaldi Memorial', tele ricamate e foulard con al centro l'immagine del condottiero, tabacchiere, spille e ciondoli in oro smaltato, suppellettili domestiche come porcellane e perfino una sedia in faggio recante sullo schienale un tondo con il ritratto di Garibaldi. E poi manifesti, proclami, stampe litografiche, un gruppo di ritratti fotografici ad albumina di Garibaldi eseguiti fra il 1860 e il 1870, telegrammi, dispacci , bollettini e diplomi massonici, per finire con caricature e vignette satiriche in perfetto stile livornese. 

Una sezione della mostra è interamente dedicata alla Spedizione dei Mille attraverso immagini e oggetti che sottolineano l'importanza dell'impresa nel faticoso traguardo verso l'Unità. Accanto a cinque camicie rosse e copricapo indossati da garibaldini livornesi restaurate per l'occasione,  e medaglie celebrative, alla spada e al poncio indossati dal Generale, spiccano i dipinti di Giovanni Fattori, con 'Episodio della Battaglia del Volturno' del 1899-1890, di Vincenzo Cabianca, con 'L'addio del volontario' del 1858, di Gerolamo Induno, con 'Un grande sacrificio' del 1860, e di Cesare Bartolena, con 'I volontari livornesi' del 1872.

Concludono la rassegna i volti dei garibaldini livornesi partiti con il primo contingente il 5 maggio del 1860, presenti al momento del primo sbarco in Sicilia, a Marsala. Una colonna di altri 80 garibaldini livornesi guidati da Andrea Sgarallino effettuò una deviazione verso lo Stato Pontificio per far credere che fosse Roma l'obiettivo della spedizione militare. Successivamente allo sbarco a Marsala, partirono da Livorno centinaia di volontari provenienti anche da altre città toscane (in tutto circa 1200 di cui 800 livornesi) che andarono ad ingrossare le file dell'esercito meridionale. Sembra giusto, dunque, che sia proprio la città toscana a dedicare questa importante esposizione ad un uomo che ha segnato, nel bene e nel male, il volto del nostro Paese.


INFORMAZIONI: 
Titolo: 'Giuseppe Garibaldi e i Mille: dalla realtà al mito'
Dove: Granai di Villa Mimbelli, Museo Fattori, Via San Jacopo in Acquaviva, 71, Livorno
Quando: dal 9 ottobre al 12 dicembre 2010
Orari: tutti i giorni tranne il lunedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19
Ingresso: intero 4 euro, ridotto 2,50 euro, gratuito solo per la prima sala espositiva del piano terra
Tel: 0586/808001-811114
E-mail: museofattori@comune.livorno.it