Inchiesta: Inchiesta Aiazzone

Aiazzone, i fornitori e l'istanza di fallimento

La nostra inchiesta - Nannimagazine.it può confermare le voci di un'azione legale intrapresa contro B&S Spa. Una delle aziende creditrici: "Borsano e Semeraro erano già nei debiti per conto loro. Poi si sono presi l'Emmelunga che andava a rotoli..."

Cronaca economica Ulisse Spinnato Vega — 08/10/2010
Fonte: Immagine dal web

"Borsano? In passato con lui avevo già avuto rapporti difficili, per fortuna sono riuscito a recuperare i soldi e poi ho tagliato i ponti. Semeraro Renato? Ah, sì, quello con i baffetti dello spot. Mi ha già fregato una volta e poi non ho voluto averci più nulla a che fare". Uno dei fornitori maggiori del marchio Aiazzone preferisce restare anonimo, ma con Nannimagazine.it trattiene a stento la propria rabbia.

"PER ME SONO SOLDI PERSI". "Noi siamo in credito di qualche milioncino, mica spiccioli. E le confermo che abbiamo presentato istanza di fallimento a luglio presso il Tribunale di Roma. Ma sa, la giustizia italiana è quella che è. Già la vecchia Emmelunga di Mocali ci doveva molto danaro - racconta il mobiliere - Questo Mocali acquistava da noi per 10-11 milioni l'anno, però stava andando male e a un certo punto ha deciso di vendere a quei due (Borsano e Semeraro, ndr) che erano indebitati per conto loro". Il fornitore strepita: "Ma dico io: perché acquisti una società in perdita se già vai a rotoli di tuo? Questi di Aiazzone facevano pagamenti in cambiali, spesso con la garanzia della Real Estate (che, come visto, risulta inattiva al registro delle imprese). Io comunque non ci spero più, per me sono soldi persi. Ci rimbocchiamo le maniche e andiamo avanti". É cambiato qualcosa con il subentro di Panmedia? La risposta è secca: "Per carità, ormai da giugno non gli diamo nemmeno un ripiano".

LE CAMBIALI TRAMITE UNICREDIT. Un'altra azienda di arredamento, creditore minore di B&S Spa, apprende da Nannimagazine.it la notizia dell'istanza di fallimento già presentata: "Potremmo essere interessati ad accodarci". Sui metodi di pagamento di Aiazzone, questo secondo imprenditore racconta: "Da diversi mesi respingevano le ri.ba. (ricevute bancarie). In qualche caso facevano bonifici con un certo ritardo e poi, dall'inizio dell'anno, hanno iniziato a emettere cambiali con una tempistica di un paio di mesi. Le prime le hanno saldate, tra gennaio e aprile. Quindi, da fine maggio, sono iniziati ad arrivare i protesti". Tutto avveniva attraverso Unicredit, banca che ha tra i vicepresidenti Fabrizio Palenzona, il fratello di quel Giampiero che siede nel board di B&S. "Sarà un caso, ma alle cambiali con scadenza 31 maggio, che dovrebbero essere dichiarate insolute dopo 20 giorni o un mese al massimo – prosegue il creditore – è corrisposta una comunicazione alla nostra banca dopo quasi tre mesi".

"CLAUSOLE VESSATORIE ANCHE CON NOI". Aiazzone stipulava con i clienti finali contratti pieni zeppi di clausole vessatorie. Ma quest'azienda rivela: "Anche con noi fornitori faceva accordi tutti sbilanciati a suo favore. Chiedeva per esempio penali se una merce non veniva consegnata in tempo. Ma noi siamo riusciti a imporre di abolirle se il ritardo era dovuto ai mancati pagamenti. Noi comunque non facciamo più consegne da luglio e abbiamo notato grande confusione e disorientamento anche nei negozi: non chiedono notizie sugli ordini, non gestiscono bene la fatturazione. È un caos". E con Panmedia? "Ancora non abbiamo ricevuto comunicazioni ufficiali – chiude il mobiliere – Si era detto che avrebbero rilanciato il marchio con tre partner: una banca, una società che si occupa di logistica e un'azienda di arredamento. Ma poi non se n'è saputo nulla".

L'ENIGMA PANMEDIA. Raggiunta più volte telefonicamente, Panmedia si nasconde dietro a un efficace schermo di "siamo impegnati", "non c'è nessuno", "richiami più tardi", "la ricontattiamo noi". Ma chi risponde al telefono a un tratto tradisce una frase sibillina: "Aiazzone? Non ne sappiamo nulla, noi siamo della nuova Panmedia". In che senso nuova? Torneremo ad approfondire la vicenda.