Inchiesta: Violenza sulle donne

Violenza sulle donne: crimine quotidiano e silenzioso

Donne Paola Simonetti — 27/09/2008
Titolo: Stop alla violenza sulle donne
Fonte: www.amnesty.it

Sommersa, variegata, tutt’altro che straordinaria e molto privata. La violenza sulle donne, in Italia, si nasconde fra le pieghe del quotidiano, per lo più all’interno delle mura domestiche al riparo dallo sguardo e dalla consapevolezza della società esterna. 

Pugni, percosse, stupri, insulti, umiliazioni, privazione di beni di sostentamento, persecuzioni e minacce (senza contare gli omicidi di genere) arrivano nella stragrande maggioranza dei casi dal volto conosciuto di un partner o un ex marito, o comunque dai uno dei membri maschili della cerchia familiare. 

E il più delle volte questi crimini restano impuniti perché non denunciati, a seguito, spesso, di forme di plagio e isolamento esercitate sulla vittima dal carnefice. I fatti che balzano agli onori della cronaca, sono solo la punta dell’iceberg di un fenomeno che si annida in ogni realtà sociale, culturale e territoriale.   

Da questo punto di vista, sono di fatto da considerarsi sottostimati i più recenti dati Istat, che parlano di 6 milioni 743 mila casi di donne da 16 a 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita. Di queste almeno 5 milioni donne hanno subito violenze sessuali (23,7 per cento), 3 milioni 961 mila violenze fisiche in generale (18,8 per cento). Circa un milione di donne è stata vittima di stupri o tentati stupri (4,8 per cento). Il 14,3 per cento delle donne con un rapporto di coppia attuale o precedente ha subito almeno una violenza fisica o sessuale dal partner, se si considerano solo le donne con un ex partner la percentuale arriva al 17,3 per cento. Le donne che, invece, hanno subito violenze da un altro uomo salgono al 24,7 per cento. 

Negli ultimi 12 mesi il numero delle donne vittime di violenza ammonta a 1 milione e 150 mila (5,4 per cento). Sono le giovani dai 16 ai 24 anni (16,3 per cento) e dai 25 ai 24 anni (7,9 per cento) a presentare i tassi più alti. La violenza sessuale incide sul 3,5 per cento di loro, quella fisica sul 2,7 per cento. Lo 0,3 per cento, pari a 74 mila donne, ha subito invece stupri o tentati stupri. La violenza domestica ha colpito il 2,4 per cento di loro, quella al di fuori delle mura domestiche il 3,4 per cento. Il 68,3 per cento delle violenze domestiche avvengono in casa. Nel 58,7 per cento dei casi nel domicilio della vittima, in strada, nella casa del partner o dell’ex fidanzato e in automobile. 

Ma le denunce da parte delle vittime scarseggiano. Il sommerso è elevatissimo e raggiunge circa il 96 per cento delle violenze da un non partner e il 93 per cento di quelle da partner. Una grave prassi registrata anche nel caso degli stupri, la cui quasi totalità non è denunciata (91,6%). Sintomatico il fatto che una consistente quota di donne non parla con nessuno delle violenze subite (33,9 per cento per quelle subite dal partner e 24 per cento per quelle da subite da estraneo). Da sottolineare anche il dato che la gravità della violenza non incide su un maggior ricorso alla denuncia.

Tra tutte le violenze fisiche rilevate, è più frequente l’essere spinta, strattonata, afferrata, l’avere avuto storto un braccio o i capelli tirati (56,7 per cento), l’essere minacciata di essere colpita (52,0 per cento), schiaffeggiata, presa a calci, pugni o morsi (36,1 per cento). Segue l’uso o la minaccia di usare pistola o coltelli (8,1 per cento) o il tentativo di strangolamento o soffocamento e ustione (5,3 per cento). Tra tutte le forme di violenze sessuali, le più diffuse sono le molestie fisiche, ovvero l’essere stata toccata sessualmente contro la propria volontà (79,5 per cento), l’aver avuto rapporti sessuali non desiderati vissuti come violenza (19,0 per cento), il tentato stupro (14,0 per cento), lo stupro (9,6 per cento) e i rapporti sessuali degradanti ed umilianti (6,1 per cento).  

Ma pesante e diffusa è anche la violenza psicologica, subita da 7 milioni 134 mila donne, che sono state isolate (46,7 per cento), controllate (40,7 per cento), private o minacciate sul fronte dell’autonomia economica (30,7 per cento), o che sono state svalorizzate o colpite nella loro dignità di persone (23,8 per cento), seguono le intimidazioni nel 7,8 per cento dei casi. Il 43,2 per cento delle donne ha subito violenza psicologica dal partner attuale, di queste, 3 milioni 477 mila l’hanno subita sempre o spesso (il 21,1 per cento).

L’incidenza maggiore di violenza si registra fra le donne separate e divorziate, con una percentuale che arriva al  63,9 per cento, il doppio del dato medio. Valori superiori alla media emergono anche per le nubili, le laureate e le diplomate, le dirigenti, libere professioniste e imprenditrici, le direttive, quadro ed impiegate, le donne in cerca di occupazione, le studentesse, le donne con età compresa tra 25 e 44 anni. La zona d’Italia in cui la violenza è più diffusa è il Centro-Nord, soprattutto nei centri urbanistici, con Emilia Romagna e Lazio detentrici di un triste primato.   

Documenti relativi
- Italia.gov.it
- Centri Antiviolenza in Italia
- Indagine Istat sulla violenza alle donne