Inchiesta: Sticker art

INTERVISTA - Street Art: Gregos, l'altra faccia dell'arte a Parigi

Intervista all'artista che da qualche anno installa calchi di gesso del suo volto per le strade della capitale francese, un intervento artistico iniziato per gioco e divenuto parte della città.

Correnti artistiche Francesco Amorosino — 24/06/2010
Fonte: www.gregosart.com

Una faccia che spunta dai muri lungo le strade di Parigi e senza farsi troppi problemi fa la linguaccia ai passanti, oppure sorride e fa segno che va tutto bene. Quei visi, però, non sono reali, ma fatti di gesso, attaccati indissolubilmente alla città, da cui sono nati e in cui vivono. Il volto è quello di Gregos, artista francese autore di questa forma di street art tridimensionale che unisce pittura e scultura, conquistando l'amore dei parigini per la sua qualità e vicinanza alle forme d'arte tradizionale, a differenza di tag o graffiti. Sul suo sito web è possibile ammirare foto di turisti e abitanti che interagiscono con le facce ed è anche possibile comprarne di bianche per poi dipingerle e rispedirle a Gregos che le installerà per le strade della capitale francese. 

Gregos, come ha avuto inizio questa originale performance di guerrilla creativa?
"Tutto è cominciato nel 2006 quando sono tornato da Boston, dove ho vissuto per tre anni. Mi sono trasferito a Parigi, nel quartiere Pigalle, vicino Montmartre, dove la street art è molto influente. Di fronte casa mia c'era una scuola di musica e gli studenti si intrattenevano spesso in strada a parlare di musica. Erano molto rumorosi, ma non volevo dir loro di andar via perché parlavano di arte, ma volevo comunque dire la mia, così ho fatto un calco di gesso della mia faccia con la lingua da fuori e l'ho installata vicino il luogo in cui si radunavano. Il giorno seguente, mentre scattavo una foto dell'opera, uno studente mi ha chiesto se la faccia fosse mia e perché l'avessi fatta e così ho avuto l'opportunità di dirgli che lui e i suoi amici erano troppo rumorosi e quella faccia stava lì a ricordagli che io li sentivo. Dopo quattro anni la faccia è ancora là".

L'idea, dunque, ti è così piaciuta che hai deciso di continuare?
“Sì, un mese dopo ho deciso di istallare un'altra faccia, poi un'altra e un'altra ancora. A quel punto ho cominciato anche a dipingerle e ho scoperto che alla gente piacciono molto e le fotografano, così ho capito che quello era un concept che poteva trasmettere dei messaggi. Fino ad oggi sono quasi 130 le facce istallate tra Parigi, Lione e Malta, e ho fotografato oltre 300 interazioni tra le mie opere e le persone".

Quante facce crei al mese e quante ne installi?
"Adesso sto lavorando più in fretta rispetto all'inizio, dipende comunque dai periodi. Durante l'inverno non posso mettere facce in giro perché la colla che utilizzo non si asciuga. Però durante l'estate realizzo tra le venti e le trenta facce che installo subito dopo averle dipinte. Ne farei anche di più, ma ho bisogno di tempo per lavorare sulle tele".

Di solito nella street art gli artisti scelgono l'anonimato, mentre tu ci metti letteralmente la faccia...
"Credo che gli street artist non vogliano essere così anonimi, altrimenti non firmerebbero le loro opere. Al giorno d'oggi, poi, è davvero semplice risalire a qualcuno partendo dalla sua firma, se lo si desidera".

Hai mai avuto problemi installando le tue facce in giro? Qualcuna è stata distrutta?
"No, non ho mai avuto problemi con le autorità, anzi spesso i poliziotti quando mi vedono si fermano ad osservare cosa sto facendo e vanno via senza dire nulla. A volte i muri vengono ridipinti ma le mie facce non vengono toccate. Alcune facce sono state rubate, ma non è semplice staccarle senza romperle e forse una decina in totale sono state rotte con un martello".

Hai iniziato con un volto che fa la linguaccia e poi sei passato ad un sorriso. È perché hai trovato ciò che stavi cercando?
"Ho cominciato con la linguaccia perché volevo dire la mia sulle cose brutte della vita, forse ero arrabbiato. E ora sì, sono accadute cose buone da allora, così ho deciso di dire la mia sulle cose belle della vita, con un sorriso".

Lavori con l'associazione francese 'Sos Racisme' nella lotta contro la discriminazione razziale, puoi dirmi qualcosa in più?
"Sono francese, sono bianco, sono cresciuto nella periferia di Parigi dove i miei amici erano neri, bianchi, gialli, cristiani, musulmani o atei. Lotto per loro e per tutte le persone che vengono discriminate. Siamo nel XXI secolo, ma stiamo tornando al passato e dobbiamo fare qualcosa adesso, altrimenti sarà troppo tardi".

Da gennaio 2010 sei responsabile della street art del distretto di Parigi, di cosa si tratta?
"Il mio compito è aiutare a trovare artisti per creare performance di live art e installazioni, così come connettere artisti con festival e mostre".

Com'è lo scenario della street art in Francia? E a Parigi? È ancora considerata vandalismo?
"La street art è molto influente in Francia, soprattutto nelle grandi città, e molto a Parigi, capitale francese della street art e forse una delle maggiori al mondo. Dovunque vai vedi tag, graffiti, sticker, poster, stencil, collage. Tag e graffiti sono ancora considerati vandalismo, anche se sono in mostra nelle gallerie e valgono migliaia di euro".

Quali sono i tuoi piani ora che le facce hanno attirato l'attenzione mondiale? Pronto a qualcosa di più grande?
"Mi leggi la mente? Sì, sto pianificando alcuni progetti in grande, e sto lavorando su alcune opere, ma se ne riparlerà la prossima estate, fino ad allora continuerò con le mie facce".

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- Gregos Street Art