Inchiesta: Crisi economica europea

Grecia, l'Isvap mette sotto esame le assicurazioni italiane

L'authority di vigilanza diffonderà a breve i risultati dell'indagine sull'esposizione complessiva delle compagnie nei confronti del debito greco. Ecco i primi dati riguardanti l'impatto dei cosiddetti 'Pigs'.

Crisi economica Ulisse Spinnato Vega — 09/05/2010
Fonte: Immagine dal web

Grecia, ma non solo. L'Istituto di vigilanza sulle assicurazioni private (Isvap) ha fatto recapitare alle compagnie un questionario per conoscere l'esatta esposizione dei loro bilanci verso il debito sovrano dei cosiddetti 'Pigs' (Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna).

L'ISVAP INDAGA. I risultati, aggiornati ad aprile, dovrebbero arrivare a breve. Tuttavia l'authority, guidata da Giancarlo Giannini, fa sapere che il rischio è stato già alleggerito da dicembre ad oggi. Ai prodromi della tempesta greca, l'Isvap aveva tastato il polso della situazione in maniera informale, ma il degenerare della crisi ha convinto l'istituto ad intraprendere un'indagine formale nei confronti delle assicurazioni italiane.

IL RISCHIO PER LE COMPAGNIE. Allo stato attuale appare limitato l'impatto del debito di Atene sui conti delle compagnie. Il colosso Generali ha un portafoglio di investimenti che supera i 400 miliardi, ma il rischio Grecia pesa per 749 milioni, ed è in calo rispetto ai 900 milioni di inizio anno. Tuttavia, l'esposizione del Leone di Trieste nei confronti dei 'Pigs' ammonta a circa 2,2 miliardi di euro. Altri operatori, come Unipol, hanno dichiarato un coinvolgimento per 54 milioni sul fronte greco, oltre a 179 milioni sulla Spagna, 120 sull'Irlanda e appena 1 milione di euro sul Portogallo.

LE POLIZZE LEGATE A TITOLI E INDICI. Queste cifre si riferiscono al rischio diretto delle società, rischio che concerne gli azionisti. Poi, però, ci sono le polizze 'unit linked' o 'index linked' (le più speculative perché legate a indici e mercati) che riguardano in modo specifico i singoli assicurati e che potrebbero essere vincolate a obbligazioni o indici greci. L'Isvap vuole capire meglio qual è la dimensione di quest'altro genere di esposizione, che va al di là degli investimenti diretti delle compagnie. E ha promesso che valuterà in profondità la questione analizzando la situazione società per società.

ANIA: "SIAMO POCO ESPOSTI". Ad ogni modo, parole rassicuranti sono state spese sia da Giannini che dal presidente dell'associazione degli assicuratori (Ania), Fabio Cerchiai: "L'esposizione non è significativa: siamo estremamente diversificati. Non c'è alcun rischio di investimento". A breve, dunque, arriveranno i risultati della valutazione trimestrale degli asset delle compagnie che l'Isvap regolarmente produce.

LA SCADENZA DI SOLVENCY II. Certo, al di là del rapporto diretto tra assicurazioni italiane e debiti sovrani dei Paesi nell'occhio del ciclone, gli andamenti di Borsa di questi giorni stanno punendo in modo forse eccessivo i titoli delle compagnie nostrane. Tutto ciò accade mentre all'orizzonte si staglia la scadenza di Solvency II, il nuovo sistema di parametri patrimoniali che dovrebbe entrare in vigore alla fine di ottobre 2012 e che potrebbe costare parecchio al settore, in termini di aumento di capitale.

IL POSSIBILE DIFFERIMENTO. L'Unione europea, comunque, sta valutando la possibilità di far slittare di due mesi la data fatidica: in tal modo Solvency II scatterebbe soltanto ad inizio 2013. La soluzione è apprezzata da Michel Barnier, commissario Ue per i servizi finanziari, che giustifica così l'ipotesi del differimento: "Credo sia opportuno che il momento di entrata in vigore di Solvency II coincida con la fine dell'anno finanziario".

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- Isvap