Inchiesta: Crisi economica europea

Grecia: la Germania apre ad Atene, aiuti per 8,4 miliardi di euro

La Merkel e il ministro delle Finanze pensano a un ddl entro il 3 maggio, ma si attende il sì definitivo del Bundestag. I negoziati greci con Bce e Fmi in via di conclusione. E Papandreu incontra le parti sociali per il piano di austerity.

Crisi economica Valentina Marsella — 29/04/2010
Fonte: Immagine dal web

La Germania apre agli aiuti alla Grecia. I colloqui a Berlino dei leader tedeschi con il presidente della Banca centrale europea (Bce), Jean-Claude Trichet, e con il direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi), Dominique Strauss-Kahn, pare abbiano convinto la cancelliera Angela Merkel e il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, a varare una procedura accelerata per aiuti tedeschi ad Atene nel quadro del programma di salvataggio dell'Unione europea. Merkel e Schaeuble vogliono preparare un disegno di legge entro il prossimo 3 maggio e farlo approvare dal Bundestag, il Parlamento federale, entro venerdì 7. La Germania è pronta ad andare in soccorso degli ellenici con 8,4 miliardi di euro quest'anno, e a garantire aiuti anche nel 2011 e nel 2012.

"La stabilità dell'euro - ha sottolineato Schaeuble - è a rischio, e la stabilità delle finanze greche è un problema dell'Europa intera, non di Atene". Ma ancora manca la certezza assoluta del verdetto finale dei legislatori tedeschi. "È assolutamente necessario che il governo tedesca decida rapidamente", ha spiegato il presidente Bce Trichet in un colloquio con Schaeuble e con i dirigenti di quasi tutti i partiti della Germania. E il ministro delle Finanze tedesco, in un incontro con la stampa insieme al presidente Bce e al direttore Fmi, ha detto che la Germania non lascerà cadere Atene, ed è pronta ad aiutarla. Ma a patto che i negoziati tra Grecia, Bce e il Fmi abbiano successo. Infatti la condizione è che la Grecia scenda a patti con le richieste di duro risanamento. Non un'impresa facilissima: il governo greco rifiuta la richiesta di tagli salariali nel settore pubblico. 

Europa e Fmi, secondo il presidente dell'esecutivo europeo, il belga Herman Van Rompuy, sono pronti ad aumentare il pacchetto di aiuti: il Fmi accrescerebbe la sua quota da 15 miliardi attuali a 25. Il budget dell'Unione europea è invece di 30 miliardi, di cui 8,4 miliardi della Germania appunto. In tutto, per salvare la Grecia dal baratro, ci sarebbero 135 miliardi di euro nei tre anni. Ma intanto sui mercati la situazione si aggrava col passare delle ore: l'euro è sceso a 1,31 sul dollaro, le Borse sono in flessione, tranne quella di Atene che inizia a vedere segnali positivi. In Germania, molti economisti e alcuni esponenti della maggioranza, sono in disaccordo sulle decisioni prese e si dicono perplessi. Un gruppo di europarlamentari governativi tedeschi avvertono che da ora alla fine del 2012 Atene avrà bisogno di ben più degli aiuti promessi dalla Ue e dal Fmi, almeno tra 100 e 120 miliardi di dollari. 

Emblematica la frase dell’economista Hans-Werner Sinn che fa notare "non riavremo mai quei soldi, perché la Grecia non è in grado di ripagarli". Anche dagli Usa, perplessità e preoccupazione per quanto sta accadendo. Il presidente Barack Obama, si dice "molto preoccupato per la situazione finanziaria della Grecia" e l'amministrazione segue la vicenda da vicino. Un portavoce della Casa Bianca ha spiegato che "il Tesoro e le altre Agenzie sono in stretto contatto con l'Europa in merito alla situazione del debito di Atene". Obama, ha avuto in queste ore un colloquio telefonico con la Merkel: i due capi di stato si sono detti d'accordo che per aiutare la Grecia a uscire dalla crisi serve "un azione risoluta e tempestiva", con il coinvolgimento "del Fondo Monetario Internazionale e l'Unione Europea". 

L'Europa è con il fiato sospeso. Il premier greco, George Papandreu, intanto, prima di mettere a punto il piano di 'austerity' sta preparando il terreno. Oggi terrà una serie di incontri ad Atene con i sindacati e le principali parti sociali per precisare il suo programma di riforme per i prossimi tre anni, necessario per accedere agli aiuti della zona euro e del Fondo Monetario internazionale. Papandreu ascolterà le obiezioni dei leader dei maggiori sindacati sul piano di 'austerity' dell'esecutivo socialista; e incontrerà anche industriali, commercianti e rappresentanti del settore turistico prima di perfezionare le misure che probabilmente annuncerà nel fine settimana, in coincidenza con la festa del Primo Maggio.

I negoziati tra Atene e le delegazioni del Fmi, della Commissione Europea e della Bce sulle condizioni degli aiuti dovrebbero concludersi nei prossimi giorni. Secondo la stampa locale, è certa la soppressione di due delle 16 mensilità per i funzionari pubblici. Si valutano nuove tasse su tabacco, alcol e gasolio, oltre all'aumento dell'Iva. Il programma di riforme sarà dettagliatissimo, accompagnato con una descrizione mensile sui progressi fatti, il che condizionerà il prosieguo del flusso di aiuti (sarà la prima volta che un Paese della zona euro sarà sottoposto a una supervisione così attenta). I sindacati, che hanno già annunciato uno sciopero generale di 24 ore per il 5 maggio, hanno avvertito che scenderanno in piazza perchè "la crisi deve essere pagata dai ricchi".