Inchiesta: Gioco compulsivo

Con 'Win for Life' sale la febbre del gioco

La Dea Fortuna ha già baciato i primi vincitori del nuovo prodotto Sisal, che offre una rendita vitalizia di 4mila euro al mese. Gli psicologi avvertono: "E' pericoloso". E una ricerca del Cnr conferma la dipendenza da 'gambling' di molti gli italiani.

Dipendenze Redazione/V — 05/10/2009

Assicurarsi un solido stipendio a fine mese, senza dover andare a lavorare. È il sogno di tutti, ma per qualcuno è già diventato realtà partecipando a 'Win for Life'. Il nuovo gioco arrivato in casa Sisal prevede infatti come premio più importante una rendita mensile sicura di 4mila euro pagati per venti anni, per una cifra complessiva di 960mila euro. 

Un vero toccasana in un periodo di crisi che ha bruciato centinaia di posti di lavoro e in cui  la disoccupazione ha raggiunto livelli drammatici. Non a caso lo slogan di 'Vinci per la vita', traduzione italiana del nuovo prodotto Sisal, è 'Spensierati e sistemati'. 

Ogni giorno è possibile consultare la Dea Bendata e attendere un suo segnale positivo: quello ricevuto dai primi vincitori già nel giorno del debutto. Alla seconda estrazione del gioco lanciato lo scorso 29 settembre, la fortuna si è fermata a Porcia, in provincia di Pordenone, dove è stata assegnata la prima rendita ventennale di 4mila euro. A tre ore di distanza dall'assegnazione del primo vitalizio, 'Win for Life' ha concesso il bis a Verres, in provincia di Aosta.  

Ma come funziona il gioco che ha già richiamato a sé migliaia di aspiranti 'stipendiati'? Basta scegliere 10 numeri, pagando un euro, sui 20 che compaiono sulla schedina. Il sistema poi assegnerà un undicesimo numero, definito "il Numerone". Proprio grazie a quest'ultima cifra, se indovinata insieme agli altri 10 numeri della serie, si avrà diritto al pagamento del vitalizio da 48mila euro l'anno, che andrà ad aggiungersi al premio previsto per chi realizza il 10. 

Quattro le diverse categorie di vincita. Sarà il giocatore a fissare il prezzo da incassare nel caso in cui la Dea Bendata decida di baciarlo: ad esempio, giocando 2 euro, le probabilità di vincere la rendita e gli altri premi raddoppiano. In quest'ultimo caso, peraltro, anche chi non avrà indovinato alcun numero pronosticato, ma avrà indovinato il 'Numerone', accederà alla rendita. È il caso del fortunato vincitore friulano, che ha totalizzato uno zero indovinando solo il 'Numerone'. 

La novità targata Sisal non poteva partire nel modo migliore, visto che al suo debutto ha incassato ben 692mila euro, di cui 449mila andati al montepremi di concorso. La prima estrazione ha invece già destinato quasi 160 mila euro all'Abruzzo, il 23% di quanto incassato complessivamente. La novità è infatti che la percentuale erariale (appunto il 23%) verrà interamente devoluta per la ricostruzione delle aree abruzzesi colpite dal terremoto. Il restante è suddiviso tra l'8% che va alle ricevitorie e il 4% che va alla Sisal e infine il 65% destinato al montepremi. Ma il fatto che con 'Win for Life' si possano puntare piccole cifre di denaro ogni giorno e più volte nelle 24 ore, ha già fatto bollare il gioco come pericoloso. 

A lanciare l'allarme la Società italiana di psicologia che avverte come per evitare di rimanere vittima di un meccanismo tanto semplice quanto letale, prima di giocare, è prudente fissare una soglia massima di spesa e dei limiti di tempo. I soldi che si puntano sono una spesa in divertimento. E' buona abitudine definire in anticipo il massimale di spesa e non superarlo. Quello dei giochi è infatti un mercato che non conosce crisi: nel primo semestre dell'anno, la vasta gamma di prodotti Sisal ha visto raddoppiare i giocatori arrivati a quota 12 milioni, con un giro di affari di 3,9 miliardi di euro e una crescita del 32,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E ciò grazie al 'Superenalotto', che la scorsa estate ha raggiunto record mai visti, e al poker online, fino allo scorso anno non autorizzato. 

A confermare la febbre del gioco che assale sempre di più gli italiani, una indagine condotta dall'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa, Sezione di Epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari, analizzando i dati dell'Italian population Survey on alcool and drugs (Ipsad) e dell'European school survey project on alcohol and other drugs (Espad) relativi al 2007/2008. 

Sono circa 15 milioni, il 38,3% della popolazione tra i 15 e i 64 anni, quelli che secondo la ricerca, almeno una volta nella vita, hanno giocato d'azzardo. E di questi a risultare maggiormente coinvolta sarebbe la popolazione maschile, attestandosi al 50% contro un 29,2% delle donne. Un fenomeno di certo diverso, si fa notare, dal boom di giocate indotto dal '6' da record messo in palio dal Superenalotto la scorsa estate, "ma che può essere interessante focalizzare proprio in corrispondenza della 'febbre' da jackpot, che ha ormai superato i 100 milioni". 

I soggetti di età compresa tra i 25 ed i 34 anni, rivela Sabrina Molinaro dell'Ifc-Cnr, "sono quelli che hanno maggiormente dichiarato di avere giocato almeno una volta: il 55,1% dei maschi ed il 34,5% delle femmine. Ma lo studio evidenzia soprattutto che ben il 10,8% dei giocatori, pari a un milione e mezzo di persone, prova l'impulso a giocare somme di denaro sempre più consistenti. Un fenomeno che riguarda il 13,1% degli uomini e l'8% delle femmine. Tra questi giocatori, il 5,3% nasconde addirittura l'entità del denaro speso ai familiari". 

Il dato più preoccupante è però quello della rilevante parte che rientra nella vera e propria dipendenza da 'gambling', termine inglese che tradotto in italiano vuol dire gioco d'azzardo. "Tra i residenti in Italia che hanno giocato almeno una volta - continua Molinaro - il 19,8%, pari a tre milioni di persone, potrebbe sviluppare una dipendenza da gioco d'azzardo, e fra questi il 12,4%, secondo la valutazione del 'Canadian Problem Gambling Index', è nella fascia a rischio minimo, il 4,6% a rischio moderato e lo 0,8%, ovvero 120mila persone, risulta avere un profilo da 'gambler' ". 

Neppure i più giovani sfuggono alla febbre del gioco: dall'indagine Espad 2008 citata dalla ricercatrice del Cnr, fra 45mila studenti di età compresa fra i 15 ed i 19 anni, è risultato che circa il 40% dei ragazzi delle scuole superiori italiane "dice di aver giocato con soldi almeno una volta nel corso del 2008. Nel  28,8% dei casi si è trattato di ragazze, nel 52,6 % dei loro coetanei". Il 'gratta e vinci', il gioco più gettonato dai giovanissimi di entrambi i generi, seguito da Lotto, Supenalotto e simili. Tipicamente maschili, invece, i videopoker, a cui hanno giocato almeno una volta il 14% dei maschi e il 4% delle ragazze, e le scommesse sportive (30% dei ragazzi e appena il 3% delle coetanee). 

Sulle somme di denaro investite, l'indagine ha evidenziato come il 69% degli studenti abbia speso nell'ultimo mese fino a 10 euro, il 24% tra gli 11 e i 50 euro ed il 7% dai 51 euro in su. "Per il 30% circa degli studenti 'giocatori' - conclude Molinaro - si rileva un profilo di gioco 'a rischio' basso o moderato, stimato utilizzando il 'South Oaks Gambling Screen: Revised for Adolescents'.  Per lo 0,4%, si è evidenziato un profilo di rischio problematico. Anche in questo caso sono i ragazzi a far rilevare i profili più gravi". 

La speranza di recuperare i soldi persi ha spinto solo il 5% dei giovanissimi a tornare a scommettere. Infatti il gioco in generale è un comportamento comunque percepito come rischioso dal 71,5% della popolazione fra i 15 ed i 64 anni, in particolare dal 75,8% delle donne e dal 66%degli uomini, e disapprovato dal 60,5% degli italiani, soprattutto dalla componente femminile.

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- Istituto di Fisiologia clinica Cnr