Inchiesta: Salute materna

Salute materna: nel Sud del mondo il 98 per cento di decessi neonatali

Gravidanza e parto restano, secondo l'ultimo Rapporto Unicef, i più gravi pericoli per le donne e la sopravvivenza dei neonati, nei Paesi in via di sviluppo. In poco meno di 20 anni, uccise 10 milioni di mamme per complicanze alla nascita.

Salute e Prevenzione Paola Simonetti — 29/01/2009
Titolo: Madri nel Mondo, 2006
Fonte: Save the Children

Dovrebbe rappresentare l’espressione più dirompente della natura umana. Invece la nascita è una continua sfida alla morte nei Paesi in via di sviluppo. Una battaglia primordiale ancora durissima e troppo spesso fallimentare in tre quarti del Pianeta. Nel Sud del mondo, il rischio di mortalità materna nel corso della vita è di 1 su 76 rispetto a una probabilità di 1 su 8mila per le donne dei paesi industrializzati. 
 
L'ultimo Rapporto Unicef  su "La Condizione dell'Infanzia nel mondo" 2009, dedicato alla salute materna e neonatale, racconta di una mattanza silenziosa, che compromette il futuro di intere popolazioni. Le cifre parlano di un 99 per cento dei decessi mondiali derivanti da complicazioni della gravidanza, consumati nei Paesi del Terzo mondo, dove avere un figlio resta tra i più gravi pericoli per la salute delle donne.

I PAESI PIU' A RISCHIO. La stragrande maggioranza dei casi si verifica in Africa e in Asia, "dove gli alti tassi di fertilità, la carenza di personale specializzato e deboli sistemi sanitari rappresentano - sottolinea l'indagine - una tragedia per molte giovani donne". I dieci paesi con il più alto rischio di mortalità materna sono Niger, Afghanistan, Sierra Leone, Ciad, Angola, Liberia, Somalia, Repubblica democratica del Congo, Guinea - Bissau e Mali. Il rischio di mortalità materna nel corso della vita in questi paesi va da 1 su 7 in Niger a 1 su 15 in Mali. E per ogni donna che muore, altre 20 soffrono di malattie o lesioni, spesso gravi e con danni permanenti.

PARTO MORTALE PER 500 MILA DONNE. Ogni anno, dicono le cifre dell'indagine, oltre mezzo milione di donne muoiono a causa di complicazioni relative alla gravidanza o al parto; tra queste circa 70mila sono ragazze di età compresa tra i 15 e 19 anni. Dal 1990, le complicanze legate alle nascite si stima abbiano ucciso complessivamente 10 milioni di donne. Dunque, le donne dei paesi più poveri "hanno 300 probabilità in più di morire di parto o per complicanze legate alla gravidanza rispetto alle madri di paesi sviluppati - ha dichiarato il Presidente dell'Unicef Italia, Vincenzo Spadafora -, mentre un bambino nato in un paese in via di sviluppo ha quasi 14 volte più probabilità di morire entro il primo mese di vita rispetto a un piccolo nato in un paese industrializzato. Non solo. Per ogni neonato che muore, altri 20 subiscono lesioni durante il parto, complicazioni dovute a nascita pre termine o ad altre patologie neonatali".

NEONATI A RISCHIO NEL PRIMO GIORNO DI VITA. Sul fronte dei decessi dei piccoli nati, il rapporto spiega che il rischio si rivela soggetto a ampie variazioni nel periodo neonatale. Il bambino corre il rischio maggiore di morire nel suo primo giorno di vita quando, secondo le stime, si verificano dal 25 al 45 per cento dei decessi. Circa tre quarti dei decessi neonatali, pari a 2,8 milioni (secondo gli ultimi dati disponibili), avvengono entro la prima settimana, il primo periodo neonatale. Come per i decessi materni, quasi tutti (il 98 per cento) i decessi neonatali si verificano nei paesi a basso e medio reddito. Il maggior numero di morti in culla, secondo gli ultimi dati disponibili, è stato registrato nell'Asia meridionale (41 su 100mila nati vivi) e nell'Africa occidentale e centrale (44 su 100mila nati vivi), ma a causa del maggior numero di nascite, l'Asia meridionale ha il numero più alto di decessi neonatali al mondo.

LE CAUSE DI MORTALITA'. La principale causa dell'aumento della percentuale delle morti in culla, secondo il rapporto Unicef, è da individuare nella difficoltà di fornire interventi efficaci e tempestivi a molti neonati partoriti in casa, anche se in molti paesi si verifica un successo nell'attuazione di interventi come la vaccinazione che ha ridotto sensibilmente i decessi post-neonatali in tutto il mondo in via di sviluppo. Quasi tutti i decessi, secondo il rapporto sulla condizione dell'infanzia del mondo 2009, sono, nell'86 per cento dei casi, la conseguenza diretta di tre cause principali: infezioni gravi, come sepsi/polmonite, tetano e diarrea, asfissia e parto pretermine. Si stima che le infezioni gravi rappresentino il 36 per cento di tutti i decessi neonatali. Si possono contrarre in qualsiasi momento durante il primo mese di vita, ma sono la causa principale di morte neonatale dopo la prima settimana.

STRATEGIE PER LA VITA. Un rafforzamento dei sistemi sanitari, prassi attente a igiene e procedure di intervento tempestivo di soccorso e l’impiego di personale specializzato, i nodi cruciali a cui mettere mano per arginare il drammatico rischio in cui incorrono madri e neonati nel Sud del mondo. "L’'dozione di pratiche igieniche durante il parto - sottolinea la ricerca Unicef -  è fondamentale per prevenire le infezioni". 

L'asfissia (difficoltà di respirazione dopo il parto) per esempio è responsabile del 23 per cento dei decessi neonatali e può essere prevenuta con un'assistenza migliore durante il travaglio e il parto. Il parto pretermine (parto che ha luogo prima della 37esima settimana completa di gestazione), che è una causa diretta del 27 per cento dei decessi neonatali, potrebbe essere arginata con una prevenzione efficace della malaria nelle donne in gravidanza, oltreché ad una migliore nutrizione delle future mamme che, essendo sotto peso partoriscono bambini prematuri e anch'essi sotto peso.

Strategico, secondo l’indagine, anche il distanziamento delle gravidanze, in modo da evitare i parti pretermine, le nascite sottopeso ed i decessi neonatali; gli studi dimostrano che un intervallo tra una gravidanza e la successiva inferiore a 24 mesi aumenta sensibilmente i rischi.


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- Unicef Italia