Inchiesta: Sticker art

Sticker art: la creatività si muove sulla strada

Omino71, creatore di "Stick my World", racconta come una Vespa e un auto coperte di adesivi riescano a combattere le brutture di una Roma poco curata. E il prossimo obiettivo è la "free art".

Correnti artistiche Francesco Amorosino — 14/01/2009
Titolo: Una sticker art di Omino71

Quando l'arte è scesa in strada, sui muri, tra la gente, è stata una rivoluzione. Ora, però, alla "street art" i vecchi ponti e le pareti stanno stretti; è l'ora di diventare veramente arte sulla strada, creazione mobile, mai ferma e sempre in cerca di spettatori in ogni angolo della città. L'idea alla base del progetto "Stick my World" di Omino71 è proprio questa: "Perché lasciare le mie creazioni sulla proprietà privata altrui quando posso usare i miei oggetti, i miei mezzi di trasporto, la mia Vespa, la mia automobile, e portarli in giro?".

Questa visione, che ricorda i vagoni di treni e metropolitane ricoperti di graffiti in giro per tutta Italia, viene dal cuore più puro dell'arte contemporanea, un impulso a creare che non rimane confinato nei musei e nelle gallerie, ma invade la gente con design e messaggi. Un modo per "diffondere il dialogo", dice Omino71, perché "la gente non distingue tra arte e tag, le scritte sui muri sono troppe e fanno davvero schifo. L'arte di strada, però, non è solo graffiti, ma anche clown, musicisti". Persone normali, insomma, che forse non hanno altro posto per esibirsi.

Omino è un'artista romano, uno di quelli che ha tante idee da sviluppare, tante cose da raccontare, e che ha visto la sua città cambiare nel tempo, e non in meglio. "Roma è una città impermeabile all'arte - spiega - perché c'è una bellezza diffusa mista a brutture, come le troppe insegne, una segnaletica stradale esagerata e confusa, per non parlare dei radiatori sul Colosseo". "Roma - prosegue - era più bella dieci anni fa e questo peggioramento non è dovuto all'arte di strada, anzi, semmai proprio alla mancanza di questo genere di espressione". La Capitale è forse davvero la città più bella del mondo, tanto densa di storia e cultura che spesso ci dimentichiamo di curare ogni aspetto come meriterebbe. È questo uno dei messaggi che viene dall'arte giovane, che non si accontenta di vivere in oasi protette, ma desidera esplorare tutti i luoghi della metropoli.

Una vespa e un'automobile piene di sticker, come quelle realizzate da Omino con la "complicità" di centinaia di artisti di tutto il mondo, diventano arte fruibile da tutti. Su internet è possibile vedere le foto della casa di Omino, un luogo popolato d'arte in ogni angolo, dove i cubi di Rubik o delle spugne diventano mosaici e i muri ospitano opere di amici street artist. Adesso in cantiere c'è una nuova tappa di "Stick my World", ma non solo. "Quello che mi piacerebbe realizzare a breve - racconta il creativo trentasettenne - è un evento di "free art", cioè una mostra sulla strada, dove chiunque può prendere un pezzo e portarlo via. Un modo per far conoscere e diffondere l'arte che sia non un punto d'arrivo, ma di lancio".

Eventi così ci sono già stati in altre città, ma Omino dice che "in Italia si tende a cristallizzarsi, se qualcuno fa qualcosa si pensa che non si possa più fare. Ma perché? C'è molto individualismo e siamo provinciali, si vuole sempre arrivare". Ma poi precisa: "Io, però, sono sleale, perché ho un'altra vita, un lavoro 'normale', una famiglia e mi posso permettere di fare arte quando voglio, per questo non mi faccio paladino di nessuno. Molti artisti - racconta - se la passano male e la gente va via, all'estero". E così dopo la fuga dei cervelli, siamo arrivati anche a quella dei colori.