Inchiesta: Gioco compulsivo

Gioco d'azzardo: terza "industria" d'Italia

Mercato miliardario per lotto, superenalotto, lotterie e gratta e vinci, un fatturato che fa concorrenza alle maggiori aziende italiane. Nonostante la crisi il 78 per cento degli italiani non rinuncia a spendere per rincorrere la fortuna.

Dipendenze Paola Simonetti — 09/01/2009
Fonte: dal web

Mentre la finanza mondiale langue, il business del gioco in Italia "ingrassa". In cerca del bacio della fortuna sono il 78 per cento degli italiani; 30 milioni di loro quasi ogni giorno rincorrono la sorte, mettendo comunque mano ad un magro portafogli. 

Un sogno che alimenta un giro d'affari da capogiro, uno dei più fiorenti al mondo: per il 2009 si stima infatti che gli introiti raggiungeranno i 50 miliardi di euro, piazzando il settore al terzo posto dopo Eni e Fiat per entità di fatturato prodotto. I primi dieci mesi del 2008 hanno fatto registrate quasi 39 miliardi di euro, più del doppio rispetto al 2003, anno in cui l'incasso è stato di oltre 15 miliardi di euro.

Queste le anticipazioni dell'Eurispes, su una ricerca ancora in cantiere che sarà presentata nei prossimi mesi. L'analisi mette in luce i cambiamenti che negli ultimi dieci anni hanno caratterizzato quello che può ormai essere considerato lo "sport nazionale". "Si è passati dal gioco come fenomeno sociale e 'sommerso' - si legge in una nota - alla istituzione di una vera e propria industria. Si è assistito quindi al tramonto dei videopoker e alla massiccia diffusione delle NewSlot: questo sta a significare che, grazie alla regolamentazione del 2003, lo Stato sembra aver vinto la partita contro il dilagare dell’illegalità in questo particolare settore".

Sono proprio le NewSlot, secondo la ricerca, a farla da padrone tra gli incassi dei principali giochi da intrattenimento, con un totale delle entrate cresciuto di quasi 47 volte dal 2003 ad oggi, passando da 367 a 17.282 milioni di euro. Una cifra che rappresenta da sola, circa il 45 per cento delle entrate complessive del totale dei giochi, seguiti, sempre nel 2008, dalle lotterie (7.611 milioni di euro) e dal lotto (5.348 milioni di euro).

Già nel 2004, anno in cui è stato sancito il divieto per tutti gli apparecchi e i congegni automatici di riprodurre il gioco del poker, è stato registrato un considerevole aumento del circuito legale rispetto al 2003: gli incassi hanno infatti raggiunto i 4.474 milioni di euro. Un dato emblematico che mette in evidenza come la regolamentazione abbia innanzitutto contrastato il vizio del gioco, ma soprattutto portato a livelli "fisiologici" il sommerso e l’evasione di questo settore: dal 2004 ad oggi sono stati, infatti, recuperati con le NewSlot oltre 70 miliardi di euro al gioco illegale e sommerso, dei quali oltre 21 miliardi di euro solo nel 2008.

"Le 320mila NewSlot installate in Italia - sottolinea Eurispes - trovano collocazione in 100mila esercizi pubblici e, nel 2007, hanno portato nelle casse dello Stato 2,2 miliardi di euro. Sono all’incirca 6mila le imprese di noleggio e manutenzione che coinvolgono, per la produzione e la gestione, compreso l'indotto, circa 80mila addetti".  

A trainare il mercato con un vero e proprio boom, ci sono anche le lotterie tradizionali e istantanee e gratta e vinci, mentre in flessione risultano i giochi legati all’ippica: negli ultimi 5 anni anno hanno visto calare gli introiti da 2.974 milioni di euro ai 1.899 milioni.


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- Eurispes