Inchiesta: Burlesque

"Burlesque": quando l'ironia diventa sexy

Dai primi spettacoli irriverenti nell'Inghilterra dell' '800 ai soft strip di oggi, passando per censure, ballerine diventate icone, musei e festival. In Italia come all'estero.

Costume Vanessa Bozzi — 08/10/2008
Fonte: www.ambertopaz.co.uk

Prendete una magica serata a Roma, una cornice ottocentesca come la suggestiva Casina Valadier, sulle terrazze del Pincio. Prendete un centinaio di selezionatissimi invitati e modelle in lingerie che si aggirano tra un pubblico affascinato e incuriosito.

Un piccolo palcoscenico, con una sedia in ferro battuto rosa, un cuscino a forma di cuore, un separè di pizzo bianco. E poi musica retrò, e una ragazza dai lunghi capelli rossi, vestita da Maria Antonietta, circondata da enormi ventagli in piume di struzzo, che con un sorriso malizioso e ironico, si libera, a uno a uno, di nastri, bustier, gonne, giarrettiere, reggicalze, ma senza restare mai, completamente nuda.

Tutto questo, e non solo, è stata la Burlesque Night, una notte in cui il tempo ha fatto un salto indietro, e si è fermato al XIX secolo, epoca d’oro di un genere, il Burlesque appunto,  che molti definiscono erotic soft ma che è molto di più, e soprattutto, molto altro.

Nato alla fine del 1800 in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, il Burlesque era, inizialmenteuno, spettacolo in cui attraverso la musica, il ballo e la comicità ironica, le belle donne del popolo si 'burlavano' dell’aristocrazia dell’epoca. Una sorta di sexy avanspettacolo d’altri tempi che in pochi anni spopolò in tutta l'America, riscuotendo un successo imprevisto, soprattutto per merito dei costumi succinti delle ballerine sul palco che, tuttavia, agli inizi, non si spogliavano ancora. Il primo strip tease, narra la leggenda, avvenne per caso quando la ballerina di turno (tale Mae Dix) perse accidentalmente gli abiti di scena durante una esibizione. Fu un’ovazione e lo spogliarello divenne, da allora, parte integrante dello show.

Un successo che non passò inosservato, nel bene e nel male. I benpensanti e le rigide leggi dell’epoca portarono alla chiusura dei locali in cui si svolgevano gli spettacoli di Burlesque (molti divennero teatri o cinema) e molte artiste, proprietari di locali e impresari teatrali furono arrestati per offesa alla pubblica morale.

Per i decenni successivi, le Burlesque-perfomer si 'reinventarono' in girl-show negli anni ’40 e ci fu chi riscosse un discreto successo, come Dixie Evans che parodiò Marilyn Monroe ballando con il pupazzo dell’allora marito della diva Joe Di Maggio. Pochi anni più tardi la Evans fondò un museo dedicato interamente al Burlesque, l’ Exotic World Home of Movers & Snakers Burlesque Museum and Streaptease Hall of Fame. Negli anni ’60 l’avvento del porno relegò il Burlesque a genere d’antan da ricordare con un sorriso di nostalgia e nulla più. Sembrava essere arrivata, definitivamente, la fine.

Nel 1992, proprio per sostenere il Museum of Burlesque, fu creato il premio Miss Exotic World. Da allora nacquero festival dedicati al genere che esistono ancora oggi: la Teese-o-Rama Convention e il New York Burlesque Festival sono attualmente le maifestazioni più conosciute.

Gli anni ’90 videro emergere giovani performer destinate a diventare delle vere icone: Dita Von Teese, Amber Topaz, Jo Boobs Weldon, Vivienne VaVoom e il Burlesque Boy, Tigger. Nacque così il Neo Burlesque, non solo una moda ma un vero e proprio fenomeno di costume in cui, accanto alle musiche d’epoca e agli abiti vintage, si affiancano numeri con musiche jazz, ma anche punk e rock e costumi in stile gothic e dark. Un esempio su tutti è rappresentato dalle Suicide Girls, una vera community di oltre mille ragazze (modelle, cantanti, fotografe, musiciste) provenienti da tutto il mondo che ammiccano, sorridono e si spogliano in tournèe in giro per il mondo, ma raramente un corpo completamente nudo.

Un fenomeno, quello del Burlesque, che in pochi anni ha fatto proseliti e che dato origine anche a una linea di abbigliamento. Libri e film hanno ripercorso negli ultimi anni la storia del genere. Basti pensare al film Blaze, del 1989, interpretato da Paul Newman e Lolita Davidovich, che racconta lo scandalo che, negli anni '50, coinvolte la ballerina Blaze Starr e il Governatore della Lousiana, Earl Long.

Nonostante le differenze con il Burlesque delle origini e la diffidenza di alcuni puristi, il Neo Burlesque è oggi molto diffuso, e non solo in Gran Bretagna e USA, ma anche in Australia e in Canada (qui soprattutto per merito di Cecilia Bravo, performer e fondatrice di una compagnia Oltreoceano.)

In Italia il genere si è imposto negli ultimi anni grazie a Attilio Reinhardt e Roy Rotherr-Schford fondatori di BurlesqueItalia.it, primo sito italiano dedicato al tema, e promotori del genere attraverso varie iniziative di live show. Agguerrite promotrici del genere nel nostro Paese sono anche  le ragazze di Zou Zou (dall’omonimo film del 1934 con Josephine Baker e Jean Gabin), la boutique romana a due passi da Piazza Navona fondata da Alessandra Pucci e Tiziana Russo. Qui è possibile trovare non solo abiti e accessori ad hoc, ma è possibile vivere una vita burlesque a 360° attraverso workshop per imparare i segreti dello strip 'burlesco' e serate a tema. L'ultima in ordine di tempo è stata proprio la Burlesque Night alla Casina Valadier).

E per chi volesse cimentarsi in quest’arte, un consiglio di vita e non solo di Burlesque, che è anche la filosofia di BurlesqueItalia: "ciò che conta è il sorriso".

LINK
- Museum of Burlesque
- BurlesqueItalia
- Zou Zou