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Vancouver: ecco a voi Miga, Quatchi e Sumi, nello spirito del popolo canadese

Rappresentano animali leggendari, tradizioni e credenze dei nativi di quella parte d'America. Da Grenoble '68, ogni Olimpiade ha avuto il suo portafortuna, un modo per ricordare la cultura del paese organizzatore. A Torino furono Neve e Gliz.


Fonte: www.vancouver2010.com

Mancano pochi giorni alla cerimonia di

  apertura dei XXI Giochi Olimpici invernali. Tutto è pronto. Atleti, tecnici e allenatori scalpitano per dar battaglia e assegnarsi le medaglie in palio. Al loro fianco ci saranno Miga, Quatchi e Sumi, sicuri protagonisti di Vancouver.

Sono le mascotte olimpiche che, come

  vuole la tradizione, rappresentano la cultura del paese organizzatore. Tre mitologiche creature, esseri leggendari, creati dalle matite dello studio Meomi Design, rievocano la 'prima nazione', il mito dei popoli indigeni da cui è nato il Canada, e le tradizioni di Inuit e Metis. Tutte con un sogno e uno sport preferito, grazie all'aspetto dolce e sorridente sono gia' riuscite a far breccia nel cuore dei bambini, nonostante nell'immaginario popolare non siano poi cosi' docili.


SUMI rappresenta lo 'spirito guardiano' del tempo: ha le zampe di un orso

  nero, le ali dell'uccello di tuono, capace di creare un boato ad ogni battito, e indossa il cappello di un'orca. Lavora duramente per proteggere la terra, l'acqua e tutte le creature. I Giochi Paralimpici sono i suoi prediletti ed è determinato ad imparare tutti gli sport, in modo da poter giocare e correre con i suoi amici tutto l'inverno. Il tema base di questo personaggio è la trasformazione, tanto che i tre animali che lo compongo sono spesso rappresentati attraverso maschere e totem della cultura popolare.

QUATCHI è invece un sasquatch o bigfoot. Lontano parente dello Yeti, ha fatto

 registrare migliaia di avvistamenti in tutto il Nord America, ma senza mai fornire una reale prova della sua esistenza. Ci ricorda il mistero e la meraviglia che esistono nel mondo naturale.È timido, ma ama esplorare nuovi luoghi e incontrare nuovi amici. Appassionato di tutti gli sport, con una particolare predilezione per l'hockey, sogna di diventare un portiere famoso in tutto il mondo. A causa delle grandi dimensioni sembra apparentemente goffo, ma nessuno puo' mettere in dubbio la sua intraprendenza.

MIGA, infine, è un orso di mare, meta' orca assassina e meta' Kermode

 (o 'Spirit Bear', un raro orso bianco). Vive con la sua famiglia nella British Columbia, vicino Vancouver Island. Durante l'estate cavalca le onde con i surfisti locali, e nei mesi invernali si avvicina alle coste di Vancouver a caccia di avventura.  Ha scoperto che gli umani sono capaci di surfare anche in montagna, sulla neve, e si è appassionato allo snowboard, che riesce a praticare grazie alla capacita' di trasformarsi in orso o in orca, a seconda dell'ambiente circostante. Per la leggenda ricorda l'era glaciale (per questo è bianco), mentre quando entra in acqua diventa un viaggiatore e un custode del mare.


La storia delle mascotte inizia con i X Giochi Olimpici Invernali, a Grenoble

  '68. Ci misero qualche anno prima di prendere piede, ma poi, da Mosca '80, divennero una delle attrazioni principali della manifestazione. A Calgary '88 fu la volta di 'Howdy e Hidy', due orsi polari che rappresentavano l'ospitalita' dei canadesi. Quattro anni piu' tardi, ad Albertville, fu la volta di  'Magique', un pupazzo meta' uomo e meta' stella, mentre a Lillehammer '94 'Haakon e Kristin' erano due bambini norvegesi vestiti con costumi tradizionali.

Quattro gufi, gli Snowlets, sono stati le mascotte di Nagano '98. Sukki, Nokki,

  Lekki e Tsukki, questi i loro nomi, rappresentavano ognuno un anno, che compone il quadriennio che c'è tra un'edizione e l'altra. A Salt Lake City (2002) i portafortuna furono tre animaletti che si rifacevano al motto latino, fatto proprio dalle olimpiadi 'Citius! Altius! Fortius!' ('Piu' veloce!, piu' in alto!, piu' forte!'), parte integrante della tradizione insieme ai cinque cerchi e alla torcia. Powder era uno scoiattolo e rappresentava la velocita', Copper un coyote che inneggiava al coraggio, e Coal, un orso bruno, era l'emblema della resistenza.

Infine, a Torino '06, Neve e Gliz sono state le mascotte dei Giochi, nati dalla fantasia

  del designer portoghese Pedro Albuquerque. Raffiguravano, lei una elegante e simpatica pallina di neve, lui un cubetto di ghiaccio vivace e pazzerello, cioè gli elementi indispensabili per lo svolgimento degli sport invernali. I valori che volevano trasmettere erano quelli propri del popolo italiano: amicizia ed entusiasmo, lealta' e divertimento, design e capacita' di innovare. Insomma, Olimpiade che vai, mascotte che trovi!


Gianluca Colletta (10-02-2010)


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