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Un abito contro il global warming: se l'hi-tech sposa l'ambiente

L'azienda danese Diffus crea un vestito a Led, capace di rilevare i livelli di CO2 nell'aria. Molti gli stilisti che uniscono magicamente moda e tecnologia, come nei capolavori di Lynne Bruning. E c'è chi preferisce trasformare in creazioni il riciclato.


Fonte: technology.automated.it

Un abito decisamente 'hot', ma non quanto

  il nostro Pianeta, vittima del progressivo riscaldamento globale. L'azienda danese Diffus lancia un vestito capace di rilevare la quantità di CO2 presente nell'aria. Come? Attraverso i Led incastonati nelle trame dell'abito che sposa tecnologia e moda.  

Naturalmente pensato per dare una

 mano all'ambiente, è stato creato il Climate Dress, da indossare per ovviare i percoli del global warming. Un'arma in piu' contro l'inquinamento, che le donne potranno sfoggiare con sensualità grazie al luccichio prodotto dal sistema Led.  

Da oggi per tutte le Geek girls sarà possibile scoprire se i livelli di CO2

  sono preoccupanti oppure no, grazie ai prodigi della tecnologia. Il vestito si illumina attraverso un chip istallato tra i ricami, ogni qual volta viene oltrepassata la soglia di inquinamento considerata critica. In base ai livelli di anidride carbonica, i bulbi luminosi incastonati nelle maglie del capo d'abbigliamento brillano a velocità diversa. Più lampeggiano i led più l'aria è inquinata ma si tratta, neanche a dirlo, di illuminazioni 'a basso consumo'. Nascosti all'interno del tessuto, ci sono un microprocessore Arduino Lilypad ed un sensore di ossido di carbonio. Attraverso le fibre cucite con speciali trasmettitori il dato del sensore si trasmette alle luci che iniziano a brillare a ritmo diverso, a seconda della concentrazione di gas serra presenti nell'aria. 

Ma il vestito Led è un pezzo unico che non vedrete mai in commercio.

  Si tratta di una sorta di opera d'arte hi-tech dimostrativa in linea con lo spirito ambientalista del momento, soprattutto a seguito del vertice di Copenaghen.  L'idea del vestito 'illuminato' è venuta per prima a Lynne Bruning, designer di moda e vera incantatrice tessile: l'ultima creazione di moda e-textile sono abiti da sera ispirati alla moda del diciannovesimo secolo, rivisitati in chiave hi-tech. L'illuminazione del Climate Dress proviene da 110 raggi Uv a luce nera, alimentati dal Led, collegato tramite un filo conduttore e alimentato da una batteria a litio.

E non è finita. Spesso, quando ci troviamo in luoghi particolarmente

  rumorosi o affollati, capita di non sentire il cellulare che squilla e quindi di perdere telefonate che potrebbero essere importanti. Niente paura,  la soluzione arriva da uno studente inglese di soli 20 anni, Georgie Davis, che in collaborazione con la multinazionale Sony Ericsson, ha realizzato un originale vestito ricoperto di micro luci che lampeggiano quando si riceve una chiamata. Il modello è molto semplice, un miniabito bianco con maniche corte, estivo. Testimonial della campagna promozionale è stata la tennista Maria Sharapova. 

C'è anche chi pensa all'ambiente senza l'aiuto della tecnologia. Diversi

  stilisti hanno lanciato la moda dei tessuti riciclati, e sono comparse in passerella giacche ottenute con fibre di banana, portafogli in ecopelle e collane in avorio vegetale. Tutte novita' presentate lo scorso anno in 'estethica', una linea che ha riunito 37 stilisti volti a promuovere una moda sostenibile, attraverso il riciclaggio dei tessuti e il commercio equo e solidale. Tra gli espositori riuniti a Londra, Leju, una gioielleria che utilizza avorio vegetale proveniente dal sud America: scopo di questa iniziativa è quello di contrastare, o almeno frenare, lo sterminio degli elefanti per ricavare avorio dalle zanne. 

La stilista Lucy Tammam, invece, realizza abiti esclusivamente con

  tessuti di origine vegetale: bambù, ortica, canapa, mais e banana, evitando fibre artificiali come il nylon e il poliestere perché non biodegradabili. L'amore per l'ecologia investe anche 'il giorno più bello' : sono molte le collezioni che guardano a un matrimonio 'secondo natura'. La sposa potrà indossare un abito in tessuti interamente naturali: Daniela Gristina propone le espadrillas in tela al posto delle scarpe di pelle col tacco, per una sposa eco-chic, mente l'atelier Milano Love, per il 2010, pensa a una collezione ispirata all'amore per l'ambiente, con stole, pellicce e accessori rigorosamente eco.


LINK

 - Le creazioni 'Diffus'
- Lynne Bruning


Valentina Marsella (21-01-2010)


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