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Smog: Fiat in pool position nella hit costruttori auto meno inquinanti

L'azienda torinese guida la classifica stilata da T&E che ogni anno fa il punto in materia di inquinamento. Segue al secondo posto la francese Peugeot. Emissioni ancora troppo alte per Toyota, Honda, GM.


In attesa che l'elettrificazione dell'auto prenda

  piede avviandosi verso il traguardo delle emissioni zero di CO2, la Fiat ha conquistato il primo posto nella 'corsa' all'abbattimento dello smog derivato dalle sue auto in giro per l'Europa. 

La Fabbrica Italiana Automobili Torino, al

  secondo posto lo scorso anno, con 138 grammi di CO2 sparso per chilometro a destra e a manca, risulta al top della classifica dei produttori per il 2008. Una graduatoria stilata in base ai risultati del rapporto dal titolo "Reducing CO2 Emissions from New Cars: A Study of Major Car Manufacturers" pubblicato ogni anno da Transport and Environment (T&E)  e che vede tra i partner italiani Legambiente e Amici della Terra.

A tallonare la Fiat ci pensa PSA Peugeot-Citroen (139 g/km). Entrambi

  i gruppi sono gli unici ad aver rispettato l'obiettivo dell'accordo volontario del 1998 (140 g/km entro il 2008), recentemente superato dall'entrata in vigore del nuovo regolamento per la riduzione della CO2 delle auto. Anche se risultati da non sottovalutare in tema di riduzione sono stati ottenuti anche dai gruppi che partivano da posizioni più inefficienti sotto il profilo dei consumi di carburante. Hanno infatti migliorato nell'ultimo anno case automobilistiche come BMW (-10,2%, ora a 154 g), Mazda (-8,2%, 158 g) e Hyundai (-7,6%, 161 g), che rimangono però su valori ancora elevati di emissioni. Ancora in al di sotto dello standard, le emissioni dei produttori di fascia media, con miglioramento limitato a circa il 2% (Toyota, Honda, GM).

"Sebbene la strada da percorrere sia ancora lunga, ha dichiarato il

  responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani - i dati confermano come la riduzione delle emissioni di CO2 sia un obiettivo comune delle case automobilistiche europee, grazie al nuovo regolamento". Ma non bisogna dimenticare - ha ahhiunto - l'influenza che in questo settore hanno avuto l'aumento del prezzo del petrolio tra 2007 e 2008 e la crisi finanziaria che hanno spinto verso l'economicità e l'efficienza". "Direzione già intrapresa da Fiat e PSA Peugeot, rispettivamente al primo e secondo posto nella classifica - ha concluso - che dimostrano come combinando la performance ambientale e la spinta innovativa, sia possibile vincere la doppia sfida: climatica ed economica".

Dal rapporto, dunque, è emerso che nel 2008 i produttori auto hanno

  ridotto le emissioni di CO2 dei modelli complessivamente venduti sul mercato europeo del 3,3%, portando la media di settore a 153,5 gCO2/km: un cambiamento vantaggioso rispetto agli anni precedenti in relazione al quale in Italia il trasporto su gomma contribuisce al 20,8% del totale dell'anidride carbonica emessa in Europa, rispetto al 1990.

Secondo Rosa Filippini, presidente di Amici della Terra, "al 2020 le

 emissioni del settore auto cresceranno in misura tale da vanificare gli sforzi fatti negli altri settori". Il settore dei trasporti "continuerà a veder crescere le proprie emissioni del 27% al 2010 e la maggior efficienza sarà compensata dall'aumento delle percorrenze". "In totale - ha aggiunto - le emissioni del parco auto italiano (nel 2006) ammontano a circa 69 milioni di tonnellate di CO2. Le percorrenze sono aumentate del 28% in 16 anni (dal 1990 al 2006), mentre le emissioni assolute di CO2 sono cresciute del 22%".

"Il paese con le maggiori emissioni dei trasporti su strada - ha concluso

  la Filippini - è la Germania con 148,9 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti pari al 19% delle emissioni dell'Ue a 15, seguita dalla Francia (129,1 milioni di tonnellate), dal Regno Unito (120,5 milioni di tonnellate) e al quarto posto l'Italia con 118,3 milioni di tonnellate pari al 14,9% delle emissioni dell'Ue a 15".

Roberta Maresci (25-10-2009)


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