Una volta ci si limitava a togliere la parola
e il saluto, a voltare lo sguardo quando ci si incrociava per strada, oggi, nell'era del web 2.0, litigare con una persona spesso si risolve nell'eliminare quel contatto dalla propria lista sui social network, Facebook in testa. Mentre, infatti, quest'ultimo è ormai diventato il fenomeno di massa degli ultimi anni e le persone non fanno che aggiungere nuovi amici, 'friends', al proprio profilo, altre vengono 'bannate', cancellate, rimosse.
È così che il verbo 'unfriend', ovverro rimuovere
qualcuno dalla lista degli amici su un social network come Facebook, è diventata la parola dell'anno 2009 secondo il New American Oxford Dictionary. L'annuncio ha stupito tutto quelli che sì, si aspettavano un neologismo derivato dalle nuove tecnologie, ma pensavano che alla fine a spuntarla sarebbe stato qualcosa di più semplice e forse meno “astioso”.
Secondo Christine Lindberg, Lessicografa per l'Oxford's US dictionary
program, unfriend è un parola sia "usata correntemente" che dotata di "potenziale longevità" perché "nel contesto dei social network il suo significato è subito capito, quindi il suo uso come verbo ne fa una scelta interessante come parola dell'anno". "Per la maggior parte - a ggiunge - il prefisso 'un' si riferisce ad aggettivi, e ci sono anche alcuni verbi con 'un', ma 'unfriend' è differente perché presume che la parola 'friend' possa essere usata come un verbo, cosa che non è attuata, almeno non dal diciassettesimo secolo in poi. Per questo 'unfriend' ha grosso appeal per un lessicografo".
Insomma, la genesi di questa parola sembra aver davvero reso euforici gli
esperti del dizionario, battendo altri concorrenti agguerriti, molti dei quali provenienti dal mondo della tecnologia, ma anche dall'economia o dalla politica, settori da sempre più propensi a sfornare neologismi fantasiosi. Ecco dunque 'intexticated', ovvero distrarsi mentre si è alla guida perché impegnati a mandare un sms, o 'paywall', un modo di bloccare l'accesso a una sezione di un website aperta solo agli abbonati paganti, ma anche il più semplice 'netbook', ossia un computer portatile piccolo e con memoria molto limitata, o il piccante 'sexting', mandare testi e immagini con contenuti sessuali espliciti attraverso il cellulare.
Non ce l'hanno fatta neanche 'choice mom', una donna che decide di essere
una madre single, o 'death panel' un corpo che dovrebbe decidere quali pazienti meritano di vivere e quali no quando le cure sono razionate. Dall'economia, invece, viene 'freemium', un modello di business in cui alcuni servizi di base sono garantiti in modo libero, spronando gli utenti a pagare per avere contenuti o aggiunte migliori, oppure 'funemployed', ovvero ritrovarsi senza lavoro ma approfittare della situazione per fare cose divertenti o cercare nuovi interessi, oppure un altro termine uscito fuori dalla crisi economica: 'zombie bank', una istituzione finanziaria la cui passività è maggiore rispetto ai suoi asset, ma che continua a stare in piedi grazie ad aiuti governativi.
In tempi di cambiamento climatico arrivano 'green state', uno Stato
americano che applica regolamentazioni ambientali molto strette, mentre 'brown state' è uno che non lo fa, mentre una ventata di curiosi neologismi provengono dall'elezione del presidente Barack Obama: 'birther' è teorizzatore di complotti che non crede al certificato di nascita di Obama, mentre ancora più pittoresco è 'teabagger', una persona che protesta contro la politica fiscale e il pacchetto di stimoli dell'amministrazione Obama attraverso manifestazioni locali spesso conosciute come 'Tea Party', riferendosi al Boston Tea Party del 1773, evento che ha dato simbolicamente il via alla Guerra d'indipendenza americana. Forse in fondo 'unfriend' sembra la scelta più tranquilla di tutte: meglio un social network di una rivoluzione.
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- Annuncio dell'Oxford Dictionary