Contrasto tra scienza e fede, tra Stato e
Chiesa, tra ribellione e mantenimento dello status quo: che si parli dell'epoca barocca, di Galileo, della controriforma o del nostro tempo è difficile a dirsi, tante sono le contraddizioni che si ripropongono nella Storia. È proprio da questa riflessione che nasce 'Barock. Arte, scienza, fede e tecnologia nell'età contemporanea', la mostra ospitata al Museo Madre di Napoli fino al 5 aprile, in concomitanza con 'Ritorno al barocco', percorso di sei mostre che coinvolge prestigiosi sedi espositive della città.
Il Madre ha voluto celebrare a modo suo quello stile che tanto ha influenzato
la metropoli partenopea, invitando 28 tra i più controversi e apprezzati artisti della scena contemporanea mondiale, accomunati dalla ricerca della provocazione e della denuncia, senza risparmiare immagini violente spesso a cavallo tra più forme espressive. Da Damien Hirst a Jeff Koons, da Jannis Kounellis a Shirin Neshat, da Cindy Sherman a Matthew Barney, da Maurizio Cattelan a Gilbert&George, solo per citare alcuni nomi, i creativi selezionati dai curatori Eduardo Cicelyn e Mario Codognato, invadono ogni spazio del museo, dall'atrio alla terrazza, con opere che nel loro essere eccessive ci ricordano l'ostentata pomposità del barocco, e nei temi indagati parlano di contrasti, tensioni e aspirazioni comuni a più epoche storiche.
Come sostengono gli organizzatori, dunque, "da un lato Barock propone
di interpretare la situazione attuale delle arti visive nella prospettiva di un nuovo 'sensazionalismo' di cui si possono scorgere profonde radici formali e concettuali nel codice seicentesco; dall'altro avanza il dubbio, attraverso l'ipotesi opposta, in puro spirito barocco, che non sia più né utile né possibile credere di poter fare esperienza di quella cosa che è l'opera d'arte in quanto oggetto offerto ai nostri sensi e di conseguenza alla nostra capacità di ragionare anche in modo morale o sentimentale".
"Dunque si vuole far emergere una linea concettuale lungo la quale gli
artisti entrano in competizione con il realismo artificiale delle tecnologie per proporre un altro tipo di realismo ricco di prospettive immaginifiche, attraverso congegni e dispositivi allegorici costruiti per smascherare l'impotenza delle forme culturali convenzionali e per affermare la possibilità (barocca) di comprendere e cambiare il mondo allargandone i confini sensoriali e percettivi".
Pezzo forte della rassegna è 'Heaven', uno squalo tigre immerso in
formaldeide opera del discusso e pagatissimo Damien Hirst, ma si può ammirare anche 'Dolphin' dell'altrettanto richiestissimo Jeff Koons, che sostiene di amare "l Barocco e il Rococò. Apprezzo le opere eseguite nel periodo della controriforma per il loro effetto sullo spettatore, rispecchiano tutti i bisogni dell'individuo: il simmetrico e l'asimmetrico, il biologico e gli aspetti dell'eterno".
Così 'Dolphin', come illustrano gli organizzatori, apparentemente è una
versione gonfiabile del mammifero, un oggetto familiare, di quelli che i bambini usano al mare, ma che presenta, in maniera completamente incongrua, una zavorra carica di pentole pendente dalla pancia. Oltre lo spaesamento dato dalla bizz dell’accoppiamento, a uno sguardo più attento questo giocattolo rivela in realtà la sua vera natura di fusione iperrealista in alluminio, un modo di mettere in questione, attraverso l'artificio, l'oggettività della visione. Tra gli italiani non poteva mancare Maurizio Cattelan con un'opera 'Untitled' che rappresenta una donna di spalle, la faccia e il corpo costretti contro un lenzuolo bianco del tutto simile a quello di un letto d'ospedale o di morte, un'immagine di coercizione e di tortura, che la posizione verticale rende simile a una crocefissione.
Una rassegna delle follie dell'arte contemporanea, spesso difficile da
comprendere, ma sempre pronta a stupire e sconvolgere, spesso caratterizzata da prezzi impossibili, ma il cui vero valore, fondato sul senso e sull'estetica, comincia ora a riemergere con forza, spinto da una crisi economica che ha lasciato invenduti nelle aste di tutto il mondo anche i fortunati creativi presenti in mostra al Madre. Forse anche nella nostra epoca il tempo del barocco sta volgendo al termine.
INFORMAZIONI
Titolo:
| Barock. Arte, scienza, fede e tecnologia nell'età contemporanea |
Quando:
| fino al 5 aprile |
Dove:
| Napoli - Museo Madre, Via Settembrini 79 - |
Orari:
| Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, dalle 10 alle 21, sabato e domenica dalle 10 alle 24, martedì chiuso |
Ingresso:
| Gratuito il lunedì, altri giorni intero 7 euro, ridotto 3,50 euro, ridotto gruppi 4 euro |
Tel:
| 081.193.13.016 |
Sito web:
| www.museomadre.it |