In questo inizio di 2010, c'è una notizia sul
cinema che arriva dagli USA e in cui si trovano sia segni positivi, sia qualche motivo di turbamento. Per la prima volta dal 2002 il comparto della settima arte ha visto ribaltarsi di nuovo il rapporto tra gli incassi in sala e quelli provenienti dall'home video, che con la sua crescita esponenziale negli ultimi anni aveva surclassato il botteghino come fonte di entrata per tutte le major statunitensi, imponendosi come fattore di traino per l'industria cinematografica mondiale.
Complice il boom del 3D, al di là
dell'Atlantico nel 2009 il grande schermo ha ricominciato a farla da padrone, con 9,87 miliardi di dollari realizzati a fronte dei 'soli' 8,73 provenienti dalla vendita di Dvd e Blu-ray. A stupire non sono le cifre in termini assoluti ma le linee di tendenza, che segnano una crescita degli incassi dovuti ai biglietti del 10%, contro un calo dell'home video quantificabile intorno al 13%. Un sorpasso dovuto, secondo gli esperti, alla rimonta delle grandi produzioni hollywoodiane, che nella maggior parte dei casi sfruttano la terza dimensione per attirare gli spettatori dentro i cinema, offrendo uno spettacolo un po’ più dispendioso del normale, ma anche molto più mirabolante di quello fruibile nel salotto di casa.
"Il grande successo del cinema in 3D, come sta dimostrando in questi
giorni 'Avatar' di James Cameron, pesa due volte: non solo il costo del biglietto è superiore, ma è anche una grande attrazione", ci conferma a proposito Davide Rossi, presidente dell'Unione Italiana Editoria Audiovisiva (Univideo), l'associazione che riunisce più del 90% delle imprese che operano nell'home entertainment in Italia. Il dato proveniente dagli Usa significa dunque che stanno riprendendo quota "i grandi consumi di intrattenimento", in un certo senso sostenuti da quella crisi per colpa di cui “quest'anno, in vacanza alle Hawaii c'è andato solo Obama".
Il cinema, dunque, "non si sta spostando in casa, come molti hanno
sostenuto con insistenza negli ultimi anni", eppure per gli operatori del settore home video questo fenomeno, assicura Rossi, è assolutamente positivo: "Vuol dire che la gente ha ancora passione per i film, e se ne ha abbastanza per uscire e recarsi in una sala cinematografica, è ancora più probabile che l'abbia anche quando resta nel suo salotto". La preoccupazione maggiore per chi produce e distribuisce Dvd e Blu-ray non è infatti il grande schermo, ma le altre forme di intrattenimento, che sembrava stessero guadagnando fin troppo terreno nel campo della fruizione del tempo libero rispetto al consumo di film e altri tipi di audiovisivo.
"Nei dati americani - continua il presidente di Univideo - c'è meno
Facebook e più cinema, al contrario di chi diceva che ormai si sarebbe andati solo verso Internet, Youtube e i contenuti direttamente generati dagli utenti". C"è infatti una bella differenza tra un film visto in sala o in alta definizione, e un qualsiasi video girato in casa col telefonino, per cui "se gli spettatori si riabituano a fruire di prodotti di buona qualità, a noi non può che far piacere".
Soprattutto in considerazione dell'altro grande cruccio degli operatori
dell'home entertainment, vale a dire la pirateria. "Ci conforta vedere un pubblico esigente, e da questo punto di vista il 3D è un ulteriore passo in avanti - sottolinea Rossi - non solo perché la sua qualità è altissima, ma anche perché non si può piratare". Il prossimo passo sembra inevitabilmente quello di portare la terza dimensione anche sul piccolo schermo: "Saranno televisori molto simili a quelli in alta definizione. Per ora sono solo un po' più spessi, ma di sicuro riusciranno a farli sottili come gli altri".
Secondo il presidente di Univideo ci vorrà ancora tempo prima che
queste nuove tecnologie prendano definitivamente piede, sopratutto in Italia dove molte famiglie hanno appena finito di acquistare i nuovi impianti e difficilmente li metteranno da parte per uno schermo in grado di riprodurre immagini stereoscopiche. Come asserisce Rossi, "il mercato però è pronto, e il Blu-ray lo supporta. Oggi gli esperimenti in 3D sono una grande opportunità per tutto l'home entertainment, per questo intendiamo essere buoni alleati delle tv a pagamento e sosteniamo Eutelsat, che ha lanciato un nuovo canale in 3D".
E per quanto riguarda lo stato attuale dell'home video in Italia? Davide
Rossi non ha dubbi, il settore più sofferente e a rischio è il noleggio: "Ci stiamo battendo affinché sia più protetto sul piano normativo, anche se la pirateria rimane un nemico travolgente". Tanto che non basta riconciliarsi con la distribuzione dei film direttamente sul web: "Non abbiamo preclusioni a riguardo, tanto che abbiamo cambiato lo statuto dell'Associazione per rappresentare anche gli editori dell'audiovisivo on-line, ma anche loro sono penalizzati dalla pirateria, che con lo stesso gesto permette di scaricare illegalmente gli stessi prodotti, quasi sempre di qualità inferiore ma a costo zero".