Battaglie per la salvezza dell'universo,
invasioni aliene, rapine, furti e omicidi sventati e altri andati, invece, a finire male, ma anche matrimoni e funerali, nascite di messia cosmici e paradossi spazio temporali. In settant'anni l'universo ne ha viste di tutti i colori, non il nostro, ovviamente, ma quello della Marvel, la popolare casa editrice di comics americana che quest'anno festeggia l'importante anniversario.
Per celebrare sette decadi di storie negli Stati
Uniti è uscito un volume speciale, una sorta di album di famiglia con ricordi antichi e recenti scelti dagli stessi lettori su internet, presentato in anteprima nei giorni scorsi a New York da importanti autori, capitanati da Joe Quesada, direttore generale della major.
Percorrere le pagine di "Marvel 70th Anniversary
Collection" non significa
solo riscoprire vecchi albi, ma fare un viaggio nella storia e nella cultura americana, fonti primaria delle avventure di supereroi e colleghi. Nell'universo della casa editrice statunitense, infatti, vige la 'continuity', ogni storia è collegata a tutte le altre, così come avviene nel mondo reale, quando non c'è mai la parola fine, ma solo un flusso continuo di vite.
La storia inizia dai primissimi albi disegnati
negli
anni Quaranta, dove in piena seconda Guerra Mondiale, Namor il Sub-Mariner, Capitan America e la prima Torcia Umana combattevano i nazisti e difendevano gli Stati Uniti. Storie ingenue, fatte di un umorismo senza compromessi, che oggi fanno sorridere, ma che settantanni fa spinsero molti giovani verso il fronte. Gli anni Cinquanta segnano una pausa nel genere supereroistico, giudicato diseducativo per i ragazzi, ma vedono affermarsi generi come il western, le avventure nella giungla o in guerra, ma soprattutto l'horror. È negli anni Sessanta, dunque, che avviene la rinascita delle "maschere", grazie all'intuizione di Stan Lee, demiurgo dell'universo Marvel: "supereroi con superproblemi".
Nascono i Fantastici Quattro, Spiderman, i
Vendicatori, ma non sono le
loro avventure quelle che appassionano di più i lettori, quanto le vite normali dei loro alter-ego, veri protagonisti delle storie, questo il segreto, anche secondo Joe Quesada, che ha permesso alla Marvel di superare nelle vendite la rivale di sempre, la Dc comics, editrice di Superman e Batman. "Stan Lee sapeva parlare ai singoli lettori - ha spiegato Quesada ai tanti fan accorsi all'incontro nella libreria Barnes&Noble - e noi cerchiamo di portare avanti questa tradizione. Se continuiamo a scrivere in modo giovane, rimaniamo giovani, è questa la formula".
A testimonianza di quegli anni nel volume
vediamo
,
ad esempio, i Fantastici Quattro combattere contro il Fantasma Rosso per la conquista della luna, dove incontreranno l'Osservatore, alieno deputato a registrare ciò che avviene sul nostro pianeta, scopriamo l'origine di Dottor Strange e assistiamo al temporaneo abbandono del costume da parte di Spiderman.
Già negli anni Settanta si assiste ad una
grande
crescita nei personaggi: emblematica da questo punto di vista è la battaglia di Tony Stark, l'uomo che diventa Iron Man, per salvarsi dall'alcolismo. È nella decade successiva, però, che il fumetto americano conosce gli sconvolgimenti più grandi, con la nascita di personaggi tenebrosi e morti violente, come quella di Fenice, Jean Gray, protagonista del terzo film della saga degli X-Men, o quella di Elektra, ninja amata da Devil, di cui nel libro è presente la storia d'esordio.
Negli anni Novanta il cosmo Marvel è così
consolidato che esce "Marvels",
ancora oggi considerato uno dei fumetti migliori di tutti i tempi, in cui si ripercorre tutta la storia dei personaggi della casa editrice attraverso gli occhi di un fotografo e grazie ai disegni pittorici di Alex Ross. Ci si trova anche davanti a storie come "Troppi vendicatori", in cui la missione è decidere la nuova formazione del gruppo.
Il nuovo millennio ha pronte per la Marvel
nuove sfide, prima tra tutti la nascita
dell'Universo Ultimate, un mondo nuovo di zecca dove i personaggi hanno ricominciato da zero con vite del tutto nuove. L'universo Marvel, poi, è in costante subbuglio, e invece di tante storie isolate oggi si preferisce costruire grandi maxi-saghe che coinvolgono tutte o quasi le varie testate della casa editrice. Quella che in Italia è ormai giunta all'ultima delle sue otto uscite è "Secret Invasion", in cui alieni mutaforma, gli Skrull, si sono sostituiti agli eroi diffondendo sfiducia e paura, per poi invadere il nostro pianeta e condurlo verso un "Regno Oscuro", la prossima saga.
"Quello che volevamo era riportare l'imprevedibilità nel nostro universo
- spiega Quesada - perché dopo tanti anni di storie non c'era più quel mistero dell'inizio, quando i supereroi non si conosceva tra di loro e non si sapeva chi era buono e chi no. Prima c'era più pericolo, ora con queste nuove storie si ritorna ad avere paura". La storia che chiude il volume è una delle più drammatiche degli ultimi anni: la morte di Capitan America, ribellatosi al governo americano che ha preteso la registrazione di tutti i supereroi. Una notizia rimbalzata all'epoca su tutti i giornali del mondo, quasi che a morire fosse stato un personaggio reale della società statunitense.
E in un certo senso è stato così, perché questi esseri di carta e inchiostro sono
riusciti come nessun altro mezzo di espressione a comunicare i mutamenti dell'America e dei sentimenti del suo popolo. "Il collegamento con la storia è importante - spiega Greg Pack, uno degli autori più popolari della nuova generazione - per esempio calare la storia di Magneto, il nemico degli X-Men, nel periodo dell'Olocausto è stata una grande idea. Cerchiamo sempre di coltivare questo nesso".
Oggi la Marvel ha una carta in più: degli studios propri dove girare i film tratti
dalle avventure dei fumetti, una "rivoluzione", secondo Joe Quesada. Importante è anche la partnership con altre realtà straniere, come la Panini per il nostro Paese, dove la Marvel è una realtà fondamentale del panorama fumettistico, tanto che sono sempre di più gli italiani chiamati a lavorare negli Stati Uniti, ma anche le collaborazioni con grandi nomi dei balloon nostrani.
Ultima, in ordine di tempo, è quella tra Chris Claremont, uno dei più noti scrittori
degli X-Men, e Milo Manara per cui lo statunitense ha scritto una storia che ne esalta i disegni iperrealistici. "È stato fantastico - racconta Claremont - non vedo l'ora di ammirare il risultato finale: nei suoi lavori ogni dettaglio è importante e la storia scorre con grande bellezza. Concentrarsi solo sull'aspetto dell'erotismo è sbagliato, io spero di lavorare presto di nuovo con Manara, quando lui sarà pronto lo sarò anche io".
Per la Marvel adesso sembra cominciare un nuovo momento di grandi cambiamenti:
il 31 agosto scorso, infatti, la major è stata aquistata per quattro miliardi dalla Disney, una vera rivoluzione nel panorama del fumetto mondiale. Chissà che per Spiderman e colleghi non sia venuto il tempo per una nuova rivoluzione, e questa volta non sarà colpa di invasori alieni.