Un'agenzia nazionale per la gestione dei
beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, nuovi strumenti di aggressione ai patrimoni mafiosi e una mappa informatica dei gruppi criminali. Ma anche una serie di misure di sostegno per le vittime del racket e dell'usura, e il potenziamento dell'azione antimafia nel settore degli appalti.
Linea dura del Governo contro le mafie:
in un piano straordinario presentato a Reggio Calabria nei giorni scorsi, dove si è riunito in via eccezionale il Consiglio dei ministri, c'è tutto l'impegno della politica nel contrasto del fenomeno. Il pacchetto di provvedimenti, comprende un decreto e un disegno di legge, con due deleghe al Governo: predisposizione di un testo unico per il coordinamento, l'armonizzazione e la modifica della normativa in tema di misure di prevenzione antimafia e l'elaborazione di regole più stringenti in materia di documentazione antimafia.
Si parte con l'istituzione del nuovo organismo che prende il nome di
Agenzia nazionale per la gestione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, previsione contenuta nel decreto legge. Sede dell'agenzia, simbolicamente, una città del Sud, Reggio Calabria. Il Piano punta infatti a rafforzare le azioni di controllo e di contrasto nelle quattro Regioni più sensibili alle problematiche del lavoro irregolare: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.
A tal proposito, saranno eseguiti controlli in 20mila aziende, 10mila agricole
e 10mila edili, e sarà impiegata una task force di 550 ispettori, 500 presso le regioni interessate dal piano e 50 provenienti da altre aree. Le risorse finanziarie messe a disposizione come fondo per le missioni e le spese di viaggio generali degli ispettori per circa 200 giornate ammontano a 1,9 milioni di euro. Il pacchetto di provvedimenti varati prevede anche un piano straordinario di vigilanza nei territori del Meridione più sensibili ai problemi del lavoro irregolare in agricoltura e in edilizia.
Il disegno di legge, invece, delega il Governo a predisporre un testo unico
per il coordinamento, l'armonizzazione e la modifica della normativa in tema di misure di prevenzione antimafia, per dotare il Paese di una stringente disciplina dei casi di revocazione della confisca, dei rapporti fra sequestro di prevenzione e sequestro penale, e infine dei rapporti fra procedure di prevenzione e procedure concorsuali. Una seconda delega al Governo infine, rende più stringenti le regole in materia di documentazione antimafia.
Ruolo prioritario nel piano è assegnato agli Enti bilaterali, che andranno
rafforzati e sostenuti da intese contrattuali di settore. Aggredire i patrimoni mafiosi, ha fatto notare il ministro dell'Interno Roberto Maroni, "significa mettere in crisi la struttura organizzativa dei clan mafiosi" e questa attività è diventata "lo strumento più efficace di lotta alle mafie". In 20 mesi sono stati sequestrati 12mila 111 beni mobili e immobili alle organizzazioni criminali, per un controvalore di 7 miliardi di euro (+100 per cento rispetto allo stesso periodo precedente) e sono stati confiscati 3mila 122 beni per un controvalore di circa 2 miliardi di euro (un incremento del 345 per cento).
Particolare importanza assume anche la creazione di una mappa informatica
delle organizzazioni criminali, con la realizzazione di un sistema chiamato Ma.cr.o, interconnesso con quello della Direzione nazionale antimafia, e ricco di informazioni provenienti dai gruppi provinciali investigativi composti da polizia, carabinieri, finanza e responsabili dei vari istituti di pena.
Linea dura anche nel settore degli appalti: il potenziamento del contrasto
alle mafie avverrà attraverso vari step. Dall'estensione in tutto il territorio nazionale della tracciabilità dei flussi finanziari (già prevista ad esempio per la ricostruzione in Abruzzo), all'aumento della sanzione penale per il reato di turbata libertà degli incanti, fino all'incentivazione degli accessi ai cantieri.
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- Piano straordinario contro le mafie