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Lotta alla Co2, l'Ue cerca le capitali 'verdi' per il biennio 2012-2013

Dopo Stoccolma e Amburgo, che hanno ridotto di molto le emissioni, si cercano le cittā europee da premiare. Barcellona ha il primato del bike sharing, Londra punta a migliorare i trasporti, Parigi guarda al rinnovabile. Le candidature entro il 1 febbraio.


Le grandi città europee diventano più

 ecologiche. Berlino punta a ridurre del 40 per cento, entro il 2030, le emissioni di C02. Barcellona è forte nel primato del minor consumo di acqua domestica e nello sviluppo del bike sharing: 6mila biciclette invadono ogni giorno la città spagnola che vanta oltre 150 km di piste ciclabili.

Sul podio del risparmio energetico è

  invece Londra, che punta anche al miglioramento dei trasporti e del verde pubblico, mentre Parigi intende dimezzare i gas serra entro il 2050 e consumare il 30 per cento dell'energia da fonti rinnovabili. In un contesto dove la politica sostenibile sembra aver abbracciato diverse realtà, dopo Stoccolma e Amburgo, quali saranno le prossime capitali verdi europee? Il premio, già assegnato dalla Commissione europea per il 2010 e 2011, rispettivamente alla città svedese e a quella tedesca, va a caccia delle nomine per il 2012 e 2013.

Possono partecipare le città con oltre 200mila abitanti dei 27 stati membri

  dell'Ue. Ma anche di quelli candidati, come Turchia, Macedonia e Croazia e di quelli dello Spazio economico europeo (SEE), Islanda, Norvegia e Liechtenstein. Il premio 'Capitale verde europea' è il risultato di una proposta avanzata da città con una grande sensibilità ecologica. Tale proposta è stata inizialmente formulata in occasione di un incontro svoltosi a Tallinn (Estonia) il 15 maggio 2006, su iniziativa dell'ex-sindaco della città, Jüri Ratas, quando 15 città europee e l'Associazione delle città estoni hanno firmato un memorandum di intesa sull'istituzione del premio. 

Attualmente l'iniziativa è sostenuta da 40 città, tra cui 21 capitali europee. 

  Undici i criteri ambientali impiegati nella scelta dei vincitori: dal contributo locale alla lotta contro l'inquinamento terrestre alla produzione e gestione dei rifiuti, dai trasporti alla qualità dell'aria e dell'acqua. Un premio che stimola le città a "risolvere i problemi ambientali e a migliorare la qualità della vita per i cittadini, tenendo sistematicamente conto dell'ambiente nella pianificazione urbana", ha sottolineato il commissario europeo all'Ambiente, Stavros Dimas.

Il termine per candidarsi scadrà il prossimo primo febbraio, ma la

  nomina dei vincitori arriverà solo ad ottobre 2010, dopo che una giuria composta da rappresentanti della Commissione, dell'Agenzia europea dell'ambiente e delle principali associazioni di settore avrà valutato i vari criteri. È Stoccolma la capitale verde europea nel 2010 e Amburgo lo sarà nel 2011. Il centro svedese, in rapida crescita con già 800mila abitanti, è forte di un sistema che gestisce lo sviluppo urbano e le questioni ecologiche in modo integrato. Il traguardo più ambizioso è rinunciare ai combustibili fossili entro il 2050. Circa il 95 per cento della popolazione vive a meno di 300 metri da aree verdi. 

Inoltre, impianti pneumatici sotterranei permettono di smaltire e riciclare

  la maggior parte dei rifiuti biodegradabili e il sistema di pedaggio urbano ha ridotto l'uso dell'automobile in favore dei mezzi pubblici. Così Stoccolma è riuscita a diminuire del 25 per cento le emissioni pro capite rispetto ai livelli del 1990, portandosi a circa la metà della media nazionale. Tra i meriti che hanno incoronato Amburgo, con quasi due milioni di abitanti, la sua intenzione di ridurre le emissioni di Co2 del 40 per cento entro il 2020 e dell'80 per cento entro il 2050. L'amministrazione cittadina ha già sostituito oltre 200mila lampadine tradizionali in più di 400 edifici pubblici e negli ultimi anni ha investito 18 milioni di euro per installare oltre 600 moderne caldaie a condensazione al posto di vecchi impianti.

Le emissioni pro capite sono diminuite del 15 per cento circa rispetto al

  1990, con un risparmio energetico annuo di 46mila MWh. L'Europa appare più che unita nel combattere contro la Co2: sono 31 le città italiane finora impegnate nel cosiddetto 'Patto dei sindaci', promosso dalla Commissione europea con il Comitato delle regioni. L'accordo è stato firmato da oltre 350 municipalità del vecchio continente al parlamento di Bruxelles, insieme al presidente della Commissione, Josè Manuel Barroso, e al commissario delle Politiche energetiche, Andris Piebalgs. 

Lo scopo di questo patto è rispettare l'obiettivo comunitario di ridurre

  del 20 per cento le emissioni di Co2 entro il 2020. Le città italiane presenti nella lista (tra cui Alessandria, Ancona, Bolzano, Foggia, Ravenna, Torino, Padova e Verona), hanno già approvato una delibera del consiglio comunale che le vincola a raggiungere il traguardo europeo. Entro un anno, dovranno predisporre un piano d'azione per le loro politiche ambientali.


Valentina Marsella (28-01-2010)


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