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L'Isola dei cassintegrati: l'unico reality 'reale' con quasi 50mila fan

L'iniziativa provocatoria dei dipendenti della Vinyls di Porto Torres, che per portare all'attenzione politica la loro situazione di precarietà, si sono autoesiliati all'Asinara. E la loro storia ha conquistato Facebook.


Dal 24 febbraio scorso un gruppo di

 dipendenti in cassa integrazione della Vinyls, ex Enichem, industria chimica di Porto Torres, si è autoesiliato sull'isola (ex carcere) dell'Asinara, "trincerati in un'isola simbolo, alloggiati in celle non peggiori delle sbarre che Governo, Regione ed Eni ci hanno messo davanti". La loro è una provocazione, perché, dicono, "c'è l'Italia dei famosi e quella di chi sta perdendo il posto di lavoro". E se la loro idea era quella di non passare inosservati, ci sono riusciti: su Facebook il loro gruppo conta già 48mila 470 fan, e tutti i giorni il loro diario di viaggio viene pubblicato sulle pagine de La Nuova Sardegna. Per non parlare dell'attenzione mediatica nazionale che hanno attirato senza troppe difficoltà. 

"Noi rappresentiamo l'Italia di chi sta perdendo il lavoro - dicono - e ci fa

  un po' rabbia che per avere visibilità ci siamo dovuti inventare una parodia della televisione e affidare la nostra iniziativa a Facebook". Certo, le star della cassa integrazione non hanno un pedigree artistico, non hanno fatto mai radio e tv, non sono neppure famosi passati di moda. Ma hanno esperienza da vendere in fatto di Pvc e cloroderivati e, cosa più importante, sono in mobilità da diversi mesi. La loro azienda, la Vinyls di Porto Torres, è da tempo in crisi e all'orizzonte non sembrano esserci buone prospettive. Così, il 24 febbraio scorso, il gruppo ha preso il largo verso l'Asinara, occupando le ex celle del penitenziario di Cala d'Oliva e inaugurando loro malgrado una protesta in puro stile reality. 

'L'isola dei cassintegrati' non ha molto a che

  fare con quella, più nota, condotta da Simona Ventura. Piuttosto, punta a richiamare l'attenzione di media e tv su una situazione di precarietà che dura ormai dalla fine dello scorso anno. Michele Azzu, creatore del gruppo sul social network, figlio di uno dei lavoratori e musicista in Inghilterra, fa notare che l'idea per Facebook "è nata quasi per gioco. O meglio, una scommessa con me stesso. Mio padre, Salvatore - racconta - è cassaintegrato dopo 30 anni di lavoro. Ho pensato che creando un gruppo gestito e pubblicizzato in maniera adeguata sarebbe stato possibile raggiungere almeno un bacino di un migliaio di utenti e i risultati hanno senza dubbio oltrepassato ogni immaginazione".

Anche Marco Nurra, che con Azzu sta curando le sorti del gruppo, spiega:

  "Quando Michele mi ha contattato la protesta dell'Isola dei cassintegrati era appena iniziata e il gruppo era già stato creato. Naturalmente ho dato subito la mia piena disponibilità, ci conosciamo da quasi vent'anni e nonostante viviamo in città diverse siamo in contatto quotidiano. Anche mio padre - racconta Marco - è un ex cassaintegrato e quindi so perfettamente cosa significa per una famiglia ritrovarsi senza uno stipendio, ignorati dallo Stato e dal sindacato, aspettando il sussidio a volte per mesi. Un sopruso legale molto frustrante". Con l'aiuto della rete e del passaparola virtuale, i lavoratori della Vinyls ora mirano ad ottenere ancora maggiore visibilità. Gli operai tengono un diario, pubblicato quotidianamente su La Nuova Sardegna, dove raccontano la loro giornata e, naturalmente, invocano soluzioni rapide per una crisi che li ha lasciati "senza un centesimo". 

"Non è stata una notte facile - raccontava uno dei lavoratori esiliato

 all'Asinara la mattina dell'8 marzo scorso - faceva davvero freddo. Il vento penetrava dappertutto, anche negli stretti corridoi e nelle celle del carcere dove siamo rintanati. Facciamo colazione alla maniera dei cow boys del Far West. Abbiamo imparato, in base alla direzione del vento, a riunirci nei punti in cui siamo più al riparo". E poi c'è il messaggio di un altro cassaintegrato che sta vivendo quest'avventura: "manca ancora la luce, ma torna poco dopo improvvisamente. All'Asinara questo sembra magia - scrive - Ci chiama il personale dell'Ente Parco, che in questi giorni non ha mai smesso di darci supporto. Approfittiamo per ringraziare tutti quelli che inviano continuamente viveri. C'è anche un Paese solidale, non solo egoista". 

Ma la realtà, sulla terra ferma, è ben altra. Ad oggi, la loro azienda resta

  in amministrazione controllata e l'unica prospettiva è appesa a una trattativa fra Eni e la Ramco del Qatar. Intanto, è stato annunciato un passo in avanti nella vertenza Vinyls: si attende il bando per la cessione degli impianti dello stabilimento di Porto Torres agli arabi della Ramco. Molti, dice Azzu, "dicono che Facebook e i social network sono inutili, ma io credo che le parole siano più potenti delle spade, a volte, e le migliaia di messaggi sul wall dei sostenitori danno forza agli operai dell'isola dei cassaintegrati, che è l'unico reality reale, purtroppo. Il successo del gruppo dice anche qualcosa di più. Anzitutto, che l'isola dei cassaintegrati è solo un simbolo della Sardegna intera, ormai in crisi profonda. In secondo luogo penso che gli italiani abbiano oggi un disperato bisogno di spazi di sfogo e di protesta, se una causa sociale così 'di nicchia' riesce a raggiungere decine di migliaia di adesioni. Ringrazio ognuno di loro".

"Sulle pagine di Fb ci sono già le prime nomination: un fan scrive "Chi

  vuoi eliminare, l'amministratore delegato di Eni Paolo Scarone o Fiorenzo Sartor, 'salvatore della chimica'?" E c'è chi lancia un'idea agli altri 47mila fan del gruppo: creare "un conto corrente, intestato a queste persone, in cui ognuno di noi iscritti al gruppo si impegna a versare dieci euro al giorno. Dieci euro non ci cambiano la vita, dice Arturo - ma possono risolvere temporaneamente i problemi di questa gente".

LINK

 
- Il diario dei cassintegrati su La Nuova Sardegna


Valentina Marsella (12-03-2010)


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