Il fumo danneggia la salute, e non solo.
Anche l'automobile, se chi la possiede è un accanito fumatore e un giorno decidesse di venderla al mercato dell'usato. Il deprezzamento della vettura 'danneggiata' dalle sigarette, potrebbe arrivare, infatti, fino a 600 euro in meno rispetto il suo valore. Lo dice una stima realizata da CarNext, società che si occupa della commercializzazione di oltre 35mila autoveicoli usati all'anno.
Secondo l'azienda, il motivo della
decurtazione risiede nei danni causati dal fumo all'abitacolo, per il permanere del cattivo odore e per la maggiore difficoltà al momento della rivendita. "L'abitudine di fumare in auto - spiega Franco Oltolini, direttore di CarNext - si rivela quindi dannosa anche per il portafoglio dell'automobilista, oltre ad avere effetti negativi sulla salute degli occupanti del veicolo e sulle condizioni di sicurezza della circolazione". "Questo dato - aggiunge - dovrebbe far riflettere i conducenti che fumano in auto, tanto più che questa possibilità sembra avere i giorni contati". Infatti, si fa sempre più strada in Italia l'ipotesi di vietare il fumo in auto, seguendo l'esempio del governo di San Marino che già dal marzo 2008 ha reso operativo questo divieto.
Lotta serrata alla sigaretta, dunque, che più del telefonino sarebbe causa
di incidenti stradali. Lo ha messo nero su bianco uno studio realizzato dalla società italiana di Tabaccologia (Sitab), che ha verificato come per rispondere a una chiamata ci si distrae per 2,1 secondi, mentre per fumare ne servono 2,9 per prendere sigarette e accendino, e 2 per accenderle. Ma non ci sono ancora studi che correlino incidenti e sigarette. Eppure anche gli italiani, come accade già in alcune realtà europee e negli Usa, potrebbero pagarla cara per essersi accesi una sigaretta alla guida, almeno se verrà approvato l'emendamento della Lega Nord al Codice della strada che prevede multe salatissime, circa 250 euro e punti decurtati (a quanto pare 5), se pizzicati a fumare in auto.
La multa raddoppierebbe, inoltre, se in macchina ci fosse anche un bambino.
Un emendamento che ha trovato d'accordo tutti i partiti e che verrà messo ai voti nel prossimi giorni. Dopo il voto in Commissione si passerà all'aula in Senato e poi si tornerà alla Camera. Anche il Codacons è sceso in campo con una campagna antifumo: "Da anni ci battiamo per il divieto di fumo al volante - ha sottolineato il il presidente, Carlo Rienzi - arrivando addirittura a presentare nel 2005 un progetto ad hoc alla Camera dei Deputati, denominato 'Fumo al volante, pericolo costante' ". La proposta della Lega - ha fatto notare - accoglie pienamente le nostre richieste e, quindi, non può che soddisfarci, poichè va nella direzione di migliorare la sicurezza stradale e tutelare la salute dei passeggeri".
Il presidente del Codacons ha evidenziato, poi, come "fumare alla guida
aumenta il rischio di incidenti e può rappresentare un pericolo per il guidatore, i passeggeri e per l'incolumità degli utenti della strada. Si stima infatti che il 15% dei sinistri stradali dovuti a distrazione sia riconducibile proprio alla sigaretta". "È stato calcolato - ha proseguito Rienzi - che per accendere una sigaretta alla guida dell'auto servono in media due secondi, tra le tante operazioni che impegnano il fumatore-guidatore: prendere il pacchetto, estrarre la sigaretta, cercare l'accendino in tasca o quello dell'auto". Infine, anche l'Automobile Club Italia (Aci), ha proposto già a metà ottobre di vietare agli automobilisti di fumare e di parlare al telefono, anche con auricolari o vivavoce.
Una posizione, quella dell'Aci, che al primo summit mondiale sulla
sicurezza stradale, tenutosi di recente a Mosca, ha raccolto i consensi del segretario di stato Usa ai Trasporti Ray Lahood, del ministro dei Trasporti inglese Lord Andrew Adonis e del segretario di stato messicano ai Trasporti Juan Francisco Molnar Horcasitas. Lahood ha sottolineato che, secondo studi internazionali, i fumatori provocano il 50% di incidenti in più rispetto agli altri guidatori, mentre l'uso del telefono mentre si è al volante raddoppia i tempi di reazione. E più in generale, la guida distratta è la seconda causa di incidenti sulle strade. Ecco allora che Stati Uniti, Gran Bretagna e Messico si sono dimostrati in perfetto accordo nel mettere al bando queste distrazioni. E proprio grazie all'impegno del Governo messicano contro la distrazione al volante il Messico ha fatto registrare i migliori risultati tra i paesi sudamericani nella riduzione dell'incidentalità stradale.
Anche l'Europa del resto, si sta muovendo nel progetto antifumo per
estenderlo agli Stati che ancora non lo praticano. Gran Bretagna e Canada hanno già divieti precisi. In Inghilterra, dal 2007, chi trasgredisce la regola di non fumare al volante è punito con un'ammenda che può superare i 3.500 euro, multa accompagnata dalla decurtazione dei punti dalla patente (da 3 a 9). E nei casi più gravi, quando la distrazione provochi l'incidente, il trasgressore rischia una citazione a giudizio.
Una ricerca della Brunel University, ha messo in luce come chi fuma
guida più velocemente e in maniera più frenetica rispetto a chi è esente dal vizio. Da qui, la proposta di alcune compagnie di assicurazione britanniche, di maggiorare il costo delle polizze per chi si accende una sigaretta in macchina (con conseguente aumento delle probabilità di fare un incidente) e di considerare tale comportamento alla stregua di un'azione penale, come ad esempio parlare al cellulare, che costa 3 punti in meno sulla patente e 60 sterline (86 euro) di multa. Infine, negli Stati Uniti rischiano la multa fumando al volante gli abitanti di Bangor, città nello Stato del Maine.