"La filatelia mi dà qualche affanno in meno,
rispetto agli altri impegni, in giornate che bisognerebbe allungare oltre le 24 ore". Così a fine ottobre il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, confessava la sua passione per i francobolli inaugurando il Festival internazionale della Filatelia 'Italia 2009', manifestazione tornata a Roma dopo 25 anni di assenza.
VENDITE IN CRESCITA NEL 2008.
Cinquecento partecipanti, oltre 400 collezioni e 156 pubblicazioni filateliche provenienti da 45 Paesi per un evento che è servito anche a scandagliare lo stato di salute della filatelia italiana. Se si vuole dare uno spaccato in cifre di questo nobile e antico settore, non ci si può che rifare ai numeri di Poste Italiane. Il bilancio 2008 contempla, nell'ambito dei servizi postali, il capitolo 'prodotti filatelici e altri servizi di base': i ricavi ammontano a 181 milioni di euro, il 27,5 per cento in più rispetto al 2007. Il segno positivo non è un fatto episodico, rispecchia invece l'appeal che il francobollo riesce a conservare nel tempo e "l'efficacia della strategia aziendale nello sviluppare un'offerta di prodotti correlati diretti sia ai collezionisti che ai clienti occasionali", certificava un paio d'anni fa la stessa Corte dei conti.
EPPURE LA CRISI SI FA SENTIRE.
La filatelia resta uno degli hobby più diffusi nel Bel Paese, un passatempo che aiuta a conoscere la storia, l'attualità, il costume della Penisola e delle nazioni del mondo. Eppure stenta il ricambio generazionale tra gli 'aficionados' e, malgrado le aste milionarie, la crisi si è fatta sentire persino in quello che viene considerato a pieno titolo uno dei comparti della sfera del lusso (recessione alimentata anche da fenomeni speculativi come quello spagnolo del periodo 2005-2006). Certo, Poste Italiane poteva vantare fino a tutto il 2008 un buon incremento delle vendite, ma in molti attendono i dati del 2009 con giustificato pessimismo. Anche perché sembra alquanto esagerata la stima, diffusa dal gruppo di Viale Europa, di circa un 1 milione e mezzo di collezionisti presenti oggi nello Stivale.
INVESTIMENTO SICURO.
In ogni caso, Poste può supportare questo mercato con circa 300 sportelli filatelici nazionali e con gli 'spazi filatelia' di Roma, Milano, Venezia, Napoli e Trieste. Per operatori, collezionisti e appassionati il prossimo appuntamento chiave è quello di metà marzo con Milanofil 2010. Durante la kermesse filatelica 'Italia 2009', il ministro Scajola ha fatto leva sulla passione e sul significato culturale delle collezioni di dentelli, ma non ha trascurato l'aspetto economico della questione: "Nei tempi difficili che stiamo vivendo il mercato dei francobolli, con il suo volume di affari milionari, vive una stagione di rilancio ed è una buona opportunità di business". Certo, le speculazioni, le falsificazioni e le 'trappole' sono sempre dietro l'angolo; per questo bisogna affidarsi alle valutazioni sicure di veri esperti. Però è tutt'altro che irrilevante – soprattutto in questo periodo – il valore di un investimento sicuro su prodotti d'arte che immancabilmente si rivalutano nel tempo.
IL PIU' CARO AL MONDO.
Nel frattempo, i grandi collezionisti di tutto il mondo sono tornati in fibrillazione a seguito dell'annuncio di pochi giorni fa: la casa d'aste svizzera David Feldman, specializzata in dentelli rarissimi, ha fatto sapere, ad inizio febbraio, che il prossimo 18 maggio, a Ginevra, sarà battuto il francobollo singolo più costoso al mondo: il celebre 'treskilling' giallo svedese, figlio di un errore di colore della filatelia classica del Paese scandinavo. Nel 1996, quando fu collocato per l'ultima volta, il francobollo ottocentesco fruttò oltre 2,8milioni di franchi svizzeri (al tempo più di due milioni di dollari).
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