Una soluzione imprevista e uno scontro
in punta di diritto fallimentare. È così che la vicenda dei lavoratori ex Eutelia non trova ancora lo sbocco tanto atteso.
LE ASPETTATIVE DEI LAVORATORI...
Sindacati e dipendenti della società informatica attendevano che il 17 febbraio scorso il Tribunale civile di Roma dichiarasse lo stato di insolvenza di Agile-Omega. Puntavano all'amministrazione straordinaria, ad avere un commissario che si accomodasse al tavolo di concertazione convocato a Palazzo Chigi per giorno 22 e poi spostato al 23 febbraio.
...E LO 'SCHERZETTO' DELL'AZIENDA.
E invece? Invece è capitato che gli avvocati del gruppo Omega hanno tirato fuori tutte le carte che servivano per chiedere un concordato preventivo. Il giudice ha prima ricevuto la relazione dei custodi giudiziari, ha preso atto della situazione finanziaria della società e ha messo a verbale le osservazioni di entrambe le parti. Quindi il colpo di teatro e la richiesta da parte dei legali dell'azienda di una ristrutturazione dei debiti (con un pagamento anche non totale).
"SI ARRAMPICANO SUGLI SPECCHI".
La manovra serve ai manager ex Eutelia per prendere tempo e cercare di evitare al gruppo la dichiarazione di insolvenza. Il giudice fallimentare, infatti, ha chiesto un rinvio per relazionare la nuova istanza al collegio giudicante. Ma i sindacati fremono. Per loro un commissario vuol dire la possibilità di recuperare i contratti e far ripartire la produzione; ogni giorno che passa è tempo perso. Non a caso le sigle dei lavoratori criticano il management Omega e parlano di azione dilatoria: "È una telenovela. Ora provano ad arrampicarsi sugli specchi".
RINVIATO IL TAVOLO CON IL GOVERNO.
Lo slittamento della decisione del Tribunale ha provocato l'annullamento dell'incontro del 23 febbraio tra il governo e le parti sociali. Palazzo Chigi ha preferito restare "in attesa delle decisioni che la magistratura assumerà", ha fatto sapere in una nota il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, che da mesi segue in prima persona la vicenda dei lavoratori ex Eutelia.
LIBECCIO NEL MIRINO DEI GIUDICI MILANESI.
Nel frattempo, però, anche la magistratura penale si è mossa. Martedì scorso il procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco e il pm Sergio Spadaro hanno chiesto al Tribunale il fallimento della società Libeccio. Quest'ultima è la holding che controlla Omega ed è a sua volta controllata da fondi inglesi che, secondo gli investigatori (e i lavoratori), sarebbero solo enti fittizi intestati a prestanome. Durissima la Fiom: "Sembra una filastrocca, ma non è affatto divertente. Perché il risultato di questo gioco di scatole cinesi sono circa 10mila lavoratori a rischio".
IL SIT- IN A PALAZZO GRAZIOLI.
Gli stessi dipendenti ex Eutelia di Pregnana si sono dati appuntamento giovedì mattina davanti al Tribunale di Milano per chiedere ancora una volta l'amministrazione straordinaria, mentre a Roma una cinquantina di persone ha manifestato pacificamente sotto Palazzo Grazioli, residenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Gli addetti avevano dei cartelli al collo con su scritto "Agile ex Eutelia cerca giustizia per i lavoratori sospesi".
LINK
- Il sito della protesta dei lavoratori ex Eutelia