Le buste di plastica non biodegradabili,
che dall'inizio di quest'anno dovevano essere bandite dalla produzione e dal commercio, avranno ancora un anno di vita. Eppure, secondo il comma 1130 della Finanziaria 2007, il 31 dicembre 2009 doveva essere il loro ultimo giorno di vita. A prorogarne esistenza, un difetto nella manovra del 2007: in quest'ultima mancavano infatti i decreti attuativi necessari sia per stabilire i modi della messa al bando dei sacchetti da supermercati e negozi, sia per definire le sanzioni da comminare agli eventuali trasgressori. La norma c'era ma, per poter essere attuata, doveva essere in qualche modo 'completata'.
Non ci si deve stupire dunque se, andando a fare la spesa, alla cassa
dei supermercati si trovano ancora i soliti sacchetti in polietilene. Colpa del decreto legge Anticrisi varato dal Governo lo scorso luglio, in cui la messa al bando delle buste di plastica è stata rimandata di un anno, al 1 gennaio 2011. Nell'attesa, intanto, c'è chi ha gia' eliminato, con un gesto fai-da-te, le buste non biodegradabili: coscienti che i sacchetti di plastica sono dannosi per l'ambiente, molti cittadini li hanno banditi, nonostante l'abitudine sia spesso cattiva consigliera.
Legambiente, da sempre impegnata nella difesa della natura, ha fatto
notare che ogni anno, nel mondo, le buste 'nocive' prodotte ammontano a circa 500 miliardi, pari a un milione al minuto, e per smaltirne ciascuna sono necessari, in media, dai 10 ai 20 anni. Solo nel 2007 in Italia sarebbero state confezionate ben 300mila tonnellate di shopper in plastica, che corrispondono a circa 200mila tonnellate di CO2 immessa nell'aria. Ma niente paura, tra coscienza ecologica e nuove tendenze, molti ora vanno a fare la spesa portando con se' sportine di tela o di juta da utilizzare piu' volte.
Molte importanti catene di supermercati, tra l'altro, hanno gia' introdotto
nei propri punti vendita dei contenitori in materiali compostabili, alternativi al sacchetto di plastica. È il caso, ad esempio, del gruppo francese Auchan, che consente ai propri clienti di scegliere tra il sacchetto in mater-bi, la busta di carta e dei contenitori riutilizzabili di plastica o cartone, della Coop e della Esselunga. Altre aziende, pur non mettendo definitivamente al bando le buste di plastica, hanno scelto di proporre anche soluzioni alternative, come la carta o la stoffa, mentre alcune catene o rivenditori hanno deciso di non prendere iniziative e di attendere che si chiarisca il quadro normativo, per capire se nel 2011 si giungera' davvero ad una eliminazione definitiva delle buste di plastica.
Nonostante il successo di iniziative come Porta la sporta e la prospettiva
imminente della messa al bando delle attuali buste di plastica, la percentuale di persone che fanno la spesa utilizzando il proprio shopper è pero' ancora troppo esigua. Un'azione che non richiede sforzi rilevanti, ma, vuoi per pigrizia o per abitudine, quasi nessuno fa. L'unica ragione che potrebbe creare nuovi e numerosi adepti dello shopping ecosostenibile è la moda. Sono sempre di piu', infatti, i designer e le aziende legate al mondo del fashion che si stanno cimentando nella creazione di eco-shopper e borse per la spesa oltre che utili, belle da indossare.
Si pensi alla nota marca d'abbigliamento Frankie Morello, ad esempio,
che di recente ha lanciato una 'shopping bag' eco interamente realizzata con materiale riciclato, per sostenere la raccolta fondi natalizia dell'Associazione malattie del sangue (Ams). Un'alleanza, tra mondo della moda e ricerca scientifica, che oltre a supportare economicamente una realta' come quella della lotta della malattie del sangue, ha aiutato non poco l'ambiente. Maurizio Modica e Pierfrancesco Migliotti, ideatori e creatori del brand Frankie Morello, hanno sottolineato che "quando si presenta l'occasione, siamo piu' che onorati di mettere a disposizione la nostra creativita' e i nostri mezzi per poter aiutare associazioni serie ed impegnate come Ams" e, come recita uno dei motti stampati su uno dei modelli, 'la borsa e la vita', è veramente difficile dar loro torto.
Ma le eco-bag colorate, divertenti ed eco-chic, fanno tendenza anche
nelle creazioni Nimit, un nuovo brand amico dell'ambiente creato da una giovane designer italiana che vive in Germania e che realizza personalmente a mano una serie di borse artigianali dal design allegro, originale e unico. È possibile scegliere direttamente sul sito la propria borsa tra una vasta galleria di pezzi unici. Per non parlare dell'idea dell'azienda italiana Furla, che ha inserito nel suo campionario anche una mini collezione di alternative alle buste per la spesa che strizzano l'occhio all'ecologia: una serie composta da una shopper di forma rettangolare a due manici, una bandoliera e un porta tutto, proposte in un cuoio bianco opaco morbido e dalla costruzione lineare.
Tre i modelli realizzati in pellame naturale ipoallergenico a concia bianca
'wet white', tecnica che prevede un processo di lavorazione particolare, che utilizza acqua a bassa temperatura con conseguente risparmio energetico e assenza di sostanze metalliche, come il cromo. I residui della fase di concia sono tutti facilmente smaltibili e il pellame è completamente biodegradabile. Anche brand meno noti hanno stretto un'alleanza con la natura: in commercio se ne trovano davvero di tutti i gusti, molte delle quali facilmente trasportabili ed economiche, capaci di sostituire sempre di più un oggetto altamente inquinante e dalla vita brevissima, che in genere dura solo il tempo del tragitto dal supermercato a casa.