Piena insufficienza in pagella per l'Italia sul
fronte della corruzione. Lo dice l'associazione non governativa Transparency International che come ogni anno ha stilato la classifica dei Paesi piu' integerrimi. Con un voto di 4,3 la nostra nazione si è piazzata al 63esimo posto, perdendo otto posizioni rispetto allo scorso anno e mezzo punto nella valutazione finale.
Meglio di noi si sono classificate nazioni
di cui mai si sarebbe immaginato, come Botswana, Namibia e Malaysia, ma anche Korea del Sud, Cuba, Turchia, Cile e Costa Rica. E a livello europeo le cose non sono di certo migliori. L'Italia è il fanalino di coda dei 27, seguita solo da Bulgaria, Grecia e Romania, tutte a pari merito e staccate di mezzo punto.
L'indagine si è basata sui rapporti stilati da 13 organi indipendenti divisi in
due macroaree: gli esperti del settore, formati da African Development Bank, Asian Development Bank, Bertelsmann Foundation, Economist Intelligence Unit, Freedom House, Global Insight e la Banca mondiale, e gli imprenditori, oltre ai dati forniti dal World Economic Forum. Tutti i punteggi sono stati quindi analizzati, uniformati e paragonati, onde evitare discrepanze tra diversi parametri presi in considerazione, creando una scala di valutazione da 1 a 10.
Alla fine è risultata la Nuova Zelanda la nazione con il piu' basso indice di
corruzione, sorpassando di poco la Danimarca, il paese piu' virtuoso dello scorso anno. Nei primi dieci, sono molte le nazioni europee, a partire dalla Svezia che si è classificata terza insieme a Singapore. Seguono poi Svizzera, Finlandia, Olanda, Austria Canada e Islanda. Tra le altre la Germania è 14esima, Gran Bretagna è 17esima, come il Giappone, gli Usa 19esimi e la Francia 24esima.
La corruzione è presente principalmente nei paesi dove gli interessi in
gioco sono maggiori. I piani di rilancio economico basati soprattutto sulla realizzazione di grandi opere pubbliche rappresentano, secondo l'organizzazione non governativa, un ottimo terreno di coltura per l'insorgere del problema, specie in quegli stati dove il potere esecutivo preferisce adeguarsi che combattere la piaga. "Possiamo osservare – ha detto Sylvia Schenk di Transparency International – che agli ultimi posti della classifica ci sono terre segnate dalla guerra o da lunghi conflitti, dove manca la stabilita' o la forte presenza dello Stato: è li che fiorisce la corruzione".
In fondo alla lista, infatti, ci sono Paesi come Somalia (voto 1,1), Afghanistan
(1,3), Myanmar (1,4), Sudan e Iraq (1,5). Tutte nazioni dove il settore pubblico e l'attivita' governativa sono stati messi in crisi dai conflitti o dall'instabilita' del potere. "Per arginare la corruzione - ha commentato Huguette Labelle, presidente dell'associazione – servono un parlamento vigile, una magistratura incisiva, agenzie specializzate per combattere il fenomeno, autorita' di revisione dei conti indipendenti e ben finanziate, una puntuale applicazione della legge, trasparenza nell'assegnazione delle risorse pubbliche e nelle entrate, spazio per i media indipendenti e una societa' civile attenta".
Su 180 Paesi presi in considerazione le aree più a rischio sono quelle
dell'Africa centrale, del Medio Oriente e dell'Asia del Nord. L'Italia deve ora cercare di non adeguarsi ai Paesi che le sono alle spalle, come Tunisia, Ghana e Montenegro, magari cercando di emulare gli altri stati europei, esempio a livello mondiale.
LINK
- L'analisi di Transparency International
- La mappa della corruzione nel mondo
- La classifica dei paesi meno corrotti (Excel)