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Carcere, recidiva contenuta per immigrati e beneficiari di misure alternative

Indulto e misure di detenzione alternative, hanno registrato un successo sul

  fronte della recidiva in Italia, risultata peraltro più bassa tra gli immigrati. E’ questo uno dei dati più interessanti emersi nel 5° Rapporto sulla condizione carceraria dell’Associazione Antigone, che ha rivelato come tra gli “indultati”, il tasso di recidiva (ovvero di reati che si ripetono e che riportano in stato di detenzione il soggetto) risulta sempre più basso tra coloro che provengono dalle misure alternative al carcere piuttosto che fra coloro che arrivano da misure restrittive normali: rispettivamente 13,35% e 20,64%.

Un fenomeno significativo, secondo Antigone, che conferma la reale

 necessità di rimodulare le prassi carcerarie in Italia, dove le misure restrittive ordinarie tengono banco sempre e comunque. “Per chi esce dal carcere, si è evidenziata una tendenza alla “fidelizzazione” a quest’ultimo. Chi è stato più volte dietro le sbarre – ha spiegato Giovanni Corrente, uno dei coordinatori dell’Osservatorio Antigone- tende a tornarci anche con maggiore facilità in seguito”.

Malgrado questo dato inconfutabile, le misure alternative restano in

 Italia un provvedimento marginale secondo il Rapporto, sottoutilizzate: al 31 dicembre 2007 risultavano in misura alternativa solo 4.600 persone. “L’assurdità della situazione – ha proseguito Corrente- è data anche dal fatto che il 32% dei detenuti nelle carceri normali sono nei limiti dei 3 anni della pena, sarebbero dunque soggetti adatti alle misure alternative che però non vengono concesse o lo sono solo raramente, soprattutto ai tossicodipendenti, che invece rappresentano il target più giusto per questo tipo di provvedimento”. 

Ma i dati di Antigone scardinano anche un altro luogo comune fondato sul

  binomio immigrato-criminale. Se è vero infatti che la percentuale degli stranieri nelle carceri italiane è cresciuta dal 34 al 38% dopo l’indulto, è anche vero – ha concluso Corrente- che non tutti gli stranieri che avevano beneficiato dell’indulto sono poi tornati in carcere. Si tratta invece molto spesso di soggetti diversi. E i dati – al contrario – ci dicono che il tasso di recidiva tra i detenuti stranieri risulta più basso di quello degli italiani: 17% circa contro il 22,90% degli italiani.


Paola Simonetti (22-07-2008)


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