I magistrati e gli operatori di settore hanno lanciato più volte l'allarme sui rischi
che comporterà per gli uffici giudiziari e le carceri, già piene oltremodo e al limite della sopravvivenza.
Ma il reato di clandestinità, che prevede una pena sino a 4 anni di reclusione
e arresto obbligatorio in caso di flagranza, ha avuto già il nulla osta dalla Camera ed è in attesa del vaglio definitivo del Senato, nell'ambito del pacchetto sicurezza.
Il pericolo concreto è che gli istituti di pena, costretti a ospitare molti immigrati
di passaggio e in attesa di giudizio, non reggerebbero il peso delle nuove e consistenti presenze. Lo dice il Consiglio Superiore della Magistratura in un recente parere al ddl sicurezza consegnato al ministro della Giustizia Angelino Alfano; così come lo evidenzia il presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati Luca Palamara, sottolineando come "al di là delle valutazioni politico-criminali", il reato di clandestinità porterebbe a "gravissime disfunzioni nel sistema carcerario", e più in generale nel Sistema Giustizia.
Il leader dell'Anm pensa soprattutto agli uffici giudiziari del Sud Italia,
maggiormente interessati al fenomeno degli ingressi illegali: "Sarebbe praticamente impossibile - rileva - celebrare ogni giorno centinaia di udienze di convalida dell'arresto e processi per direttissima. E ciò, senza alcun reale beneficio in termini di effettività delle espulsioni e riduzione del fenomeno dell'immigrazione clandestina".
Ma a spiegare nel dettaglio le criticità derivanti dall'introduzione del reato di
clandestinità, c'è il parere al ddl sicurezza redatto dalla Sesta Commissione del Csm e approvato di recente dal plenum di Palazzo dei Marescialli all’unanimità, con il solo voto contrario dei laici del Pdl.
A scrivere nero su bianco quella che è una vera e propria 'bocciatura' della
norma, i relatori Antonio Patrono (Magistratura Indipendente), Mauro Volpi (laico di centrosinistra) e Livio Pepino (Magistratura Democratica): i consiglieri sottolineano come l'introduzione di tale norma porterà in molti uffici giudiziari a una "totale paralisi", e a subirne le conseguenze sarà pure "il circuito carcerario ormai allo stremo, avendo superato le 62mila presenze giornaliere".
E non è solo il reato di clandestinità a ricevere le critiche del Csm, ma tutta
una serie di norme che avranno l'effetto di produrre un "ulteriore carico per il sistema penale, già particolarmente gravato e in evidente crisi di effettività", e metteranno in ginocchio il sistema penitenziario già in sofferenza. L'allarme per il pianeta carceri arriva infatti anche dalla norma del ddl sicurezza che concentra la competenza sulle impugnazioni dei decreti ministeriali di applicazione del 41 bis presso il solo Tribunale di Sorveglianza di Roma; una norma che, evidenziano i consiglieri, presenta "significative controindicazioni".
Prima tra tutte, spiega il togato di Md Livio Pepino, quella che il Tribunale
di Sorveglianza della capitale rischia di essere "gravato da un carico di lavoro particolarmente impegnativo, che non consenta i tempi di decisione necessari per tale tipo di situazioni". Non solo: anche "sotto il profilo sostanziale" l'accentramento negli uffici di sorveglianza romani di tale competenza, "priverebbe la decisione della diretta conoscenza delle situazioni esaminate", e dunque rischierebbe di rendere imperfetta una valutazione.
Guardando invece a un quadro più ampio sulla Giustizia, i consiglieri fan
no notare che ci sarà un "eccezionale aggravio" nell'attività degli uffici per "l'imponenza quantitativa del fenomeno dell'immigrazione irregolare nel nostro Paese", e a pagarne le maggiori conseguenze saranno "i giudici di pace, appesantiti da centinaia di migliaia di nuovi processi".
Anche i penalisti paventano gravi inefficienze a scapito del sistema carceri:
il presidente dell'Unione Camere Penali Oreste Dominioni giudica il reato di clandestinità “"al limite di costituzionalità, poichè la clandestinità non ci sembra sia un disvalore tale da essere recriminato dallo Stato con la legge penale".
LINK
- Consiglio Superiore della Magistratura
- Associazione nazionale magistrati
- Camere Penali