La più giovane è Elisa Salvina Cutuli, 25 anni.
Definendosi "curiosa e sensibile" è passata dal caldo del profondo Sud al vero Sud del mondo, il Burkina Faso. Con lei, dei compagni di viaggio avventurosi hanno dato vita al primo Reality Show responsabile. 'Sambiiga – Altro Fratello', questo il nome del format promosso da T-erre, in collaborazione con Mani Tese e l'Altro Fratello, non è stato solo un contenitore per l'intrattenimento mediatico, ma un progetto di comunicazione integrata finalizzato a sensibilizzare e portare a conoscenza di una vasta platea la realtà africana.
Sambiiga, espressione della lingua moorè
parlata in quell'area del continente nero, letteralmente significa 'il figlio di mio padre', ossia fratello, e indica più genericamente la fratellanza universale. Riflettere sul turismo inteso come viaggio responsabile e ampliamento del sapere: è questo l'obiettivo che ha coinvolto i concorrenti del reality, ma soprattutto conquistato l'audience degli 'spettatori' del web. Quindici i concorrenti di ogni estrazione sociale, gente comune, con età e lavori diversi. Partiti alla vigilia di Natale in un viaggio, interiore e collettivo, durato tre settimane e conclusosi il mese scorso.
Michele Dotti, organizzatore del reality, ci racconta, tracciandone un bilancio,
un'esperienza che da tutti i concorrenti è stata vissuta "con grande passione". Lungo il cammino, ci dice Dotti, "i partecipanti hanno scoperto tante realtà straordinarie, e questo li ha portati a riflettere e interrogarsi su cose che normalmente consideriamo scontate: andare a prendere l'acqua al pozzo del villaggio, alzarsi presto per andare a cercare la legna a 7 chilometri di distanza, insieme alle ragazze del posto. Tutte esperienze - fa notare - di condivisione, che hanno portato a una riflessione sulle difficoltà che milioni di fratelli ogni giorno devono affrontare per vivere nel sud del mondo".
Insomma, i concorrenti del reality responsabile hanno accantonato le
proprie abitudini, mettendosi a nudo e soprattutto allontanando i pregiudizi: le loro giornate, annotate in un diario di viaggio, sono state accompagnate da messaggi di affetto e incitamento che arrivavano dal blog del sito del programma. Un'avventura che ha trovato l'appoggio di realtà importanti del terzo settore come Cem Mondialità, la fondazione culturale responsabilitaà etica, ChiAma l'Africa e alcuni media partner come AfriRadio, LifeGate, radio2 Rai e il social network Zoes.
Gli "spettatori" per ora, ci spiega Michele, "sono quelli che ci hanno
seguito attraverso il blog www.altrofratello.it e attraverso i numerosi collegamenti via radio che si sono tenuti durante il viaggio. Ma fra poche settimane, quando sarà finito il montaggio del materiale girato in Burkina Faso, potranno vedere il reality anche attraverso la tv". Per una volta, comunque, i 'riflettori' di un reality non si sono soffermati su risse, coppie che scoppiano o meteore della musica pronte a scomparire in un lampo: qui, nel cuore dell'Africa, lo 'spettacolo' è stato ben altro.
Per la giovane Elisa l'esperienza nel continente nero ha rappresentato
"la realizzazione di un sogno, un viaggio che da bimba immaginavo come impossibile, alla scoperta di un 'altro' mondo dal quale imparare tutto quello che noi occidentali abbiamo dimenticato". Anche per il 31enne Marco Donattini, altro partecipante, non è stato un semplice gioco. Racconta così la decisione di partire: "circa una decina di capanne disposte a semicerchio. Al centro un lungo tavolo di legno circondato da sedie. Tutt'intorno il deserto. Nel momento in cui ho visto questa foto del villaggio Tuareg di Gandafabou – spiega - ho sentito.. io lì ci devo andare. Loro lì ci vivono. E improvvisamente un tavolo, fatto con 4 assi, assume un significato per noi dimenticato da tempo".
Come si vive nel paese più povero al mondo? "Se immaginassi di
trovare in Burkina una landa di miseria, sofferenza e prevaricazione – sottolinea il concorrente più 'anziano' del gruppo, il 48enne milanese Romano Calvo - resterei a casa mia. Io cerco i semi della rinascita. Il viaggio in Burkina Faso è una risposta ad un mio bisogno di conoscenza e si nutre di una disperata speranza. Da analista dei fenomeni economico-sociali, consapevole delle conseguenze della crisi a livello mondiale, so che nulla sarà più come prima".
Un'esperienza che ha cambiato tante esistenze. Ecco perché, sottolinea
l'organizzatore, "proprio in questi giorni sono in corso contatti con diversi canali, fra i quali sceglieremo quello più adatto a distribuire questo progetto". Sull'ipotesi di una seconda edizione, Dotti afferma che "è possibile. Ma per ora preferiamo concentrarci sulla sezione video - precisa - con l'obiettivo di raggiungere attraverso questo canale milioni di persone e portare un messaggio di pace, intercultura e rispetto fra i popoli. Il messaggio che noi per primi portiamo a casa dopo questa esperienza splendida".
Ci si chiede se in questo reality ci sia un vincitore o a emergere sia
piuttosto una lezione di vita. "Abbiamo vinto tutti - dice Dotti - questa vuole essere la lezione di 'Sambiiga - Altro fratello' : al mondo c'è posto per tutti. Non c'è alcun bisogno di escludere qualcuno, come diceva anche Gandhi. Le esperienze toccate con mano - aggiunge - sono state una vera lezione di vita per ciascuno di noi, che ha arricchito il gruppo sia sul piano umano che culturale. Dovrebbe essere questo, in fondo, il senso di ogni viaggio. Se fosse vissuto con lo spirito giusto".
LINK
- Sambiiga-Altro Fratello