Non importa quanto costerà, basta che sia
di lusso. È questa la nuova filosofia che accompagna il mondo dello sport negli ultimi anni. Vecchi stadi del passato che vengono demoliti, con tutta la storia e l'aura mitica che li circonda, impianti e circuiti che sembrano proiettare l'appassionato di turno in un mondo futuristico.
Il simbolo dell'eccesso è il nuovo circuito
di Formula 1 di Abu Dhabi. Costato ben 270 milioni di euro, rappresenta un nuovo tassello nella sfida per il titolo di capitale del lusso con la vicina Dubai. Così nella capitale degli Emirati Arabi Uniti non si è badato a spese. In due anni 14mila operai hanno costruito un autodromo ipertecnologico con ogni confort.
Forme spaziali, ricoperte da cristalli che ne aumentano l'eleganza, nascondono
al loro interno non solo le tribune, che possono ospitare 55mila spettatori, ma anche un avveniristico albergo a 5 stelle. Sono 500 le suite extralusso, situate proprio al centro del circuito per far sì che non si tratti della solita cattedrale nel deserto ma di un luogo che possa essere vissuto anche nei periodi in cui il circus delle quattro ruote sia lontano dal Paese.
È in questa prospettiva che nel 2010 sarà
inaugurato anche il primo parco tematico dedicato alla Ferrari: una specie di disneyland dove tutto è dedicato al cavallino. Le giostre saranno sostituite dai simulatori di guida usati dai piloti e, al posto delle classiche montagne russe, acceleratori gravitazionali per far provare il brivido delle sollecitazioni che ci sono su una monoposto. Il parco è stato soprannominato Ferrari World Abu Dhabi, e alla fine dei lavori dovrebbe mostrare un tetto rosso, 2.152.782 metri quadrati di superficie (pari a circa 216 campi da calcio), con il logo della Ferrari.
E non è finita nelle vicinanze, per chi preferisce
l'arte allo sport, sorgeranno la prima succursale al mondo del Louvre e il Guggenheim, oltre ovviamente a oasi tra le dune, campi da golf e un esclusivo porto per gli yacht di sceicchi e magnati di tutto il mondo. Un'incarnazione perfetta del concetto di 'nonluoghi', ideato dall'antropologo francese Marc Augè. Ovverossia tutti quegli spazi utilizzati per usi molteplici, anonimi e stereotipati, privi di storicità, che portano verso l'oblio e l'aberrazione della memoria, e frequentati da gruppi di persone freneticamente in transito.

Ma il circuito di Abu Dhabi non è solo. La
cultura del lusso si sta diffondendo sempre più nel mondo con effetti talvolta discutibili. Il celebre Yankee Stadium di New York, lo stadio americano del baseball per eccellenza, ha chiuso i battenti per rifarsi il look. Al suo posto, dopo 85 anni di onorata carriera, ne arriverà uno nuovo, pensato per tutti gli amanti del baseball e del lusso. La facciata del nuovo stadio sarà come quella di un palazzo elegante e signorile, con all'interno boutique di lusso, bar e 125 eleganti loft, che potranno essere affittati per tutta la stagione. Il tutto per un costo complessivo di 1,3 miliardi di dollari.
La nuova filosofia, nata negli Stati Uniti e diffusasi presto nel resto
del mondo, mira a costruire nuovi stadi con meno posti e palchi più esclusivi, in modo da poter aumentare i costi e guadagnare di più. Così in Irlanda, a fianco delle piccole casette a due piani, sta spuntando il nuovo Landsdowne Road Stadium di Dublino. In pieno contrasto con le zone circostanti della città, è sorto sulle ceneri del vecchio e glorioso stadio per ospitare le nazionali di calcio e rugby. Costato 365 milioni di euro ha una capienza di 50mila spettatori, con 110 suite esclusive, 10mila posti premium, locali per cenare e lounge bar.
Negli States si sta assistendo ad una vera e propria corsa al lusso.
Il nuovo stadio di baseball dei Dallas Cowboys costerà 1 miliardo di dollari. E sempre a New York, oltre allo Yankee Stadium, saranno realizzati nei prossimi anni altri tre nuovi impianti. Oltre al baseball, ce ne saranno uno dedicato al rugby (capacità di 82.500 persone, 200 suite esclusive e 9.200 posti premium) e uno al calcio.
Anche i futuri impianti costruiti in occasione di manifestazioni internazionali
non sembrano esenti da queste manie. Lo stadio delle Olimpiadi Invernali di Soci (Russia), avrà un tetto in cristallo per coprire i 40mila posti a sedere in questo modo, oltre a proteggere dalle intemperie, gli organizzatori potranno offrire uno spettacolo di luci e riflessi come mai accaduto prima. Anche quello per i Giochi di Londra 2012 avrà le stesse caratteristiche, tanto che il vincitore del progetto è lo stesso delle olimpiadi in Russia.
Alcune di queste strutture prestano molta attenzione all’ambiente. A Lione,
in Francia, sarà presto inaugurato lo stadio Olympique Lyonnai da 240 milioni di euro. Oltre alle 130 suite, bar e ristoranti, è stato realizzato un impianto per il riciclo dell’acqua piovana e sono stati installati pannelli solari per recuperare l'energia consumata. Anche nel circuito di Formula 1 negli Emirati Arabi sono state utilizzate accortezze di questo tipo per venire incontro alle esigenze ambientaliste. Un modo forse per stare a posto con la coscienza e non subire critiche per lo sperpero del bene più prezioso in quella parte di mondo, l'acqua, utilizzato per annaffiare i campi da golf.
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