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FOCUS - Crisi di bilancio e direttivo alla deriva, la battaglia in sordina delle Biblioteche di Roma

Dal taglio fondi Alemanno, alle casse vuote della nuova giunta. Non ci sono soldi tutti i dipendenti, per i servizi ai cittadini e la manutenzione. E senza Cda, in qualche caso autofinanziate, molte strutture rischiano la chiusura prima di fine anno

» Cronaca Italia Francesca Nanni - 09/06/2014

Ancora tagli alla cultura. Questa volta a farne le spese è il circuito Biblioteche di Roma il cui futuro è appeso ad un filo da circa un anno e mezzo. Un circuito che va dal centro alla periferia, inclusa quella più isolata dove 'libri' e 'cultura' sono parole spesso sconosciute. Nella città di Roma sono ventisette le biblioteche attive del circuito comunale, che diventano quarantotto se a loro si aggiungono nove tra biblioteche specializzate e centri polifunzionali, otto BiblioPoint all'interno di altrettante scuole e quattro biblioteche federate. Tutto assolutamente gratuito per i cittadini. Un circuito culturale pieno di progetti e iniziative per adulti e bambini che da fiore all'occhiello della Capitale, si è trasformato, negli ultimi tempi, in una gigantesca patata bollente che nessuno vuole più tenere in mano.

LA SCURE DI ALEMANNO RIDUCE I PRIMI FONDI ALLE BIBLIOTECHE...Tutto è iniziato con la giunta capitolina di Gianni Alemanno che ha deciso il taglio di un terzo del bilancio, quindi il passaggio da 21 milioni di euro a 14 milioni, per tutto il circuito Biblioteche di Roma. Inoltre l'ex sindaco aveva anche predisposto una serie di misure da più parti considerate "restrittive" sul quantità e qualità dei servizi al pubblico: riduzione dei servizi stessi e degli orari di apertura, cancellazione di acquisti di libri, film, cd musicali, giornali, corsi e attività culturali, nonché la forte riduzione di fondi destinati alla manutenzione delle strutture. Troppo per un'istituzione che dal 1996 non ha mai fatto registrare un passivo, bensì un numero sempre più crescente di utenti, prestiti di libri e iniziative culturali per i cittadini.

…E LA CRISI DI BILANCIO DEL COMUNE DI ROMA AGGRAVA LA QUESTIONE. I nodi però, vengono definitivamente al pettine quest'anno con la gravissima crisi di bilancio del Comune di Roma che ha spinto il sindaco Ignazio Marino a chiedere l'aiuto del Governo. Da qui l'apposito 'Decreto Salva-Roma', contenuto all'interno del più ampio decreto legge n.16 del 6 marzo 2014, recante 'Disposizioni urgenti in materia di finanza locale' che prevede 79 milioni di euro di fondi per Roma Capitale. Nel frattempo, in tutti questi mesi, i lavoratori stati rassicurati dall'Assessore alla Cultura, Flavia Barca, che nella riunione del 2 ottobre scorso aveva dichiarato "superata" la crisi del settore, garantendo i fondi necessari per il bilancio delle strutture e le risorse per un ulteriore loro sviluppo sul territorio. E invece, alla fine, "il problema si è riproposto anche quest'anno, ma ulteriormente aggravato dal Decreto Salva-Roma" ha fatto notare una lavoratrice del circuito Biblioteche di Roma intervenendo nei giorni scorsi a Radio Onda Rossa.

IL TAGLIO DI BILANCIO E IL DECRETO 'SALVA-ROMA'. Le voci di corridoio riportate anche all'interno della petizione per salvare le biblioteche, parlano di "pesantissimi tagli di bilancio imposti dal Governo in cambio dei fondi concessi per evitare il fallimento di Roma Capitale". Spulciando tra le righe del testo del Decreto, all'Art.2 in effetti si invita Roma Capitale a trasmettere al ministero dell'Interno, al ministero dell'Economia e delle Finanze e alle Camere "un rapporto che evidenzi le cause della formazione del disavanzo di bilancio di parte corrente negli anni precedenti, nonché l'entità e la natura della massa debitoria[…]" e poi, nell'Art.2 a presentare "un piano triennale per la riduzione del disavanzo e per il riequilibrio strutturale di bilancio al cui interno sono indicate le misure per il contenimento dei costi e la valorizzazione degli attivi di Roma Capitale prevedendo a tali fini l'adozione di specifiche azioni amministrative […]". Ma le risoluzioni da parte dell'amministrazione capitolina al momento sembrano essere piuttosto nebulose.

I LAVORATORI: "LA CRISI DEL COMUNE NON VA ADDOSSATA AI SUOI DIPENDENTI!" Questa è la situazione, e i lavoratori del circuito delle biblioteche non ci stanno: "L'attuale grave crisi di bilancio dell'Amministrazione capitolina - si legge nella petizione - non può assolutamente essere addossata ai suoi dipendenti, che, anzi, rivendicano la dignità di chi lavora, che nel caso delle biblioteche trova un forte fondamento nella quantità e nella qualità dei servizi, gratuiti, offerti ai cittadini".

L'ASSEMBLEA CON I DIPENDENTI E IL SILENZIO DEL COMUNE DI ROMA. Così, per cercare di risolvere la questione, l'8 maggio scorso  si è svolta un'assemblea pubblica tra i lavoratori del circuito Biblioteche di Roma e l'amministrazione capitolina ma, a tutt'oggi, sembra non essere stato attivato nessun provvedimento risolutivo. "Attualmente tutte le Biblioteche di Roma non hanno ancora una certezza di bilancio - prosegue la bibliotecaria -, non hanno economie a disposizione sia per avviare i progetti culturali previsti ma soprattutto per garantire il proseguimento di tutti i servizi pubblici ai cittadini". E la paura è che molti questi servizi chiuderanno prima della fine dell'anno.

UN CIRCUITO SENZA CDA E ALLA "PARALISI TOTALE". "A tutto questo - continua la bibliotecaria in radio - si aggiunge il fatto che a tutt’oggi, da quando in Campidoglio si è insediata la giunta del sindaco Ignazio Marino, il circuito Biblioteche di Roma è senza un consiglio di amministrazione, quindi senza direttore e senza presidente (che devono essere designati appunto dal sindaco, ndr)". "Tra l'altro - fa notare - il bando è stato aperto e si è già chiuso, quindi non capiamo perché queste nomine tardino ad arrivare". Va detto, inoltre, che questo non essere sotto una direzione amministrativa, per le biblioteche vuol dire "paralisi totale" perché nessuno può prendere iniziative o decisioni su nulla. "Questo silenzio, il fatto di non aver ancora preso una decisione su come risolvere questa situazione - aggiunge la giovane -, lascia pensare che la questione biblioteche non interessa perché forse si sta progettando altro nel settore cultura".

L' "ANOMALA" QUESTIONE DEI LAVORATORI INTERINALI DI ZÈTEMA. Fin qui, la questione relativa alle biblioteche come strutture. L'altro grande problema all'interno di questo circuito "è derivato dall'anomala situazione che riguarda il personale. La maggior parte dei lavoratori nel settore bibliotecario di Roma - incalza la bibliotecaria - è dipendente dal Comune. A questi si affiancano, però, oltre novanta colleghi che sono 'gestiti' da Zètema che nelle biblioteche opera come una società interinale". "Queste persone lavorano con noi da anni, per questo chiediamo la loro internalizzazione che non solo gli garantirebbe una continuità lavorativa, ma così facendo si eviterebbe un costo aggiuntivo il Comune". Sembra, infatti, che 'affittando' lavoratori dalla società esterna il costo per l'amministrazione capitolina sia arrivato fino a qualche tempo fa intorno ai 3 milioni di euro l'anno. Tutt'altre cifre se i dipendenti fossero interni ed un bel risparmio per le casse del Comune già messe a durissima provanegli ultimi anni. 

LINK
- Decreto Salva-Roma in Gazzetta Ufficiale (art.16 del testo)
- Testimonianza radio della giovane bibliotecaria a Radio Onda Rossa