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Goodbye WhatsApp, benvenuto Telegram: i fratelli Durov sfidano Mark Zuckerberg

Dopo l'acquisto del patron di Facebook della chat più usata al mondo, gli utenti virano ora sull'app russa dei fratelli Durov che promette più riservatezza, sessioni criptate, server distribuiti e chat di gruppo fino a 200 contatti. Ecco come e perché

» Ict Francesca Nanni - 26/02/2014

"Ride bene chi ride ultimo". Così mentre sabato 22 febbraio, la verde cornetta telefonica di WhatsApp, da soli due giorni nelle mani dell'ingordo Zuckerberg, cadeva giù lasciando appesi ad un inspiegabile "tu, tu, tu" milioni di utenti, il piccolo aeroplanino di carta di Telegram si librava leggero e felice nel cielo blu con un "modesto" bagaglio di soli 100mila fruitori, passati nel giro di pochissime ore a quota 1 milione. Oggi quattro giorni dopo il black-out, gli utenti di Telegram, servizio completamente gratuito e clone di WhatsApp, sono arrivati ad oltre 5 milioni in tutto il mondo. Una vera e propria fuga in massa degli utenti che, di contro, si è rivelata una manna per i fratelli Nikolai e Pavel Durov, fondatori di Telegram e del network russo Vkontakte nel 2006. "Ci aspettavamo un milione di nuove registrazioni al giorno  - hanno fatto sapere nei giorni scorsi a mezzo Twitter i responsabili di Telegram -, ma 5 milioni in così poco tempo è qualcosa di folle. Francamente, avremmo preferito avere una crescita graduale. Il nostro piano era quello di essere pronti per questo genere di esplosione nel giro di un paio di mesi, non ora".

FACEBOOK, WHATSAPP, ZUCKERBERG E IL BUSINESS DEI DATI PERSONALI. Tutto è iniziato il 20 febbraio scorso quando il patron di Facebook, Mark Zuckerberg, acquista il servizio di messaggistica istantanea WhatsApp per 19 milioni di dollari. Una mossa sicuramente eclatante, forse prevedibile, ma che, nemmeno a dirlo, non è piaciuta per niente alla maggior parte degli utenti preoccupati per quello che è il vero business di Zuckerberg, ossia il trattamento dei dati personali. Nonostante lo stesso proprietario del Social Network abbia promesso di non modificare le politiche di WhatsApp, è facile ipotizzare un prossimo collegamento tra il proprio account Facebook con quello della chat. Ciò significherebbe non solo l'arrivo di pubblicità a go go sulla chat, ma soprattutto il controllo totale da parte di Zuckerberg e dei suoi operatori su ogni singolo movimento da parte dell'utente in termini di gradimenti, scelte, inclinazioni, rubriche telefoniche, provenienza, ect. Una grassa gallina dalle grosse uova d'oro, un business monumentale che si nutre di tre parole soltanto: violazione della privacy.


[Pavel Durov, creatore di Telegram insieme a suo fratello NiKolai]

LA REAZIONE DEGLI UTENTI: FUGA DI MASSA DA WHATSAPP.
In tutto questo, però, c'è una cosa con la quale Mark Zuckerberg non ha fatto i conti: la capacità critica del  popolo della Rete. Milioni di utenti "attivi" che ogni giorno navigano, si informano, confrontano e scelgono. Quegli stessi utenti che, come spesso accade quando si tratta di nuove tecnologie, decidono in massa, è il caso di dirlo, di volare altrove invece che lasciare i propri dati nelle mani dell'enfant prodige di Harvard. Oggi gli utenti scelgono Telegram che, a differenza, del WhatsApp  versione Zuckerberg promette più riservatezza, sessioni criptate, server distribuiti e chat di gruppo fino a 200 contatti. Tanto basta per farne, oggi, la propria chat preferita. Lanciata lo scorso agosto per iPhone e ad ottobre per Android, Telegram è in realtà gestita da un team di base a Berlino su preciso volere dei fratelli Durov che hanno allontano dal Cremlino anche il loro Social Network 'Vkontakte', collocato in diversi server in giro per il mondo, da Londra a San Francisco passando per Helsinki e Singapore. Attualmente il Social Network dei fratelli Durov conta oltre 200 milioni di utenti.

IDENTICO A WHATSAPP IN GRAFICA E UTILIZZO: ECCO COME FUNZIONA TELEGRAM.
 Semplice nella grafica, intuitivo nell'utilizzo esattamente come lo è What'sApp, in Telegram si inserisce il numero di telefono, si conferma con il codice che riceviamo tramite SMS ed è subito pronto all'utilizzo. Esente da qualsiasi forma di pubblicità a differenza di WhatsApp è un'App completamente gratuita. Telegram si contraddistingue anche per l'organizzazione "cloud based" dei contenuti, vale a dire la possibilità di accedervi da qualsiasi dispositivo, anche da tablet e Pc. Altra caratteristica che lo rende unico è l'opzione per "nascondere" i messaggi, non lasciando tracce sui server: le conversazioni, infatti, si autodistruggono dopo un certo periodo di tempo poiché dotate di uno speciale codice criptato.

Insomma, se per qualcuno l'unione Facebook-WhatsApp era sembrata un tentativo di
affossare i piccoli servizi di messaggistica istantanea, per altri ciò che sta accadendo dà vita ad una inaspettata reazione: la ricerca di alternative di fruizione da parte degli utenti. E al momento Telegram sembra essere l'app che dalla mossa di Zuckerberg trarrà sicuramente maggiore beneficio in quello che assomiglia, sempre di più, ad un clima da nuova "Guerra Fredda" tecnologica.