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Da elettrodomestici ad opere d'arte, arriva dal carcere la seconda vita dei RAEE

In mostra a Bologna le creazioni dei detenuti di tre penitenziari emiliani realizzate riciclando parti apparecchiature elettriche. Massenzi: "Recuperare oggetti utili ha contribuito alla nascita di un percorso tra imprese e inserimento socio-lavorativo"

» Inquinamento e Rifiuti Emanuele Dorru - 11/04/2013

Un calcio balilla costruito con un quadro elettrico, piantane di lampade, cellulari e vecchia moquette; una giostra realizzata con tastiere e tasti di pc, componenti di un forno a microonde, ferro misto lavorato, pezzi di lampadario, parti di giochi elettronici e giocattoli; un mobile contenitore d'arredo nato assemblando quattro cesti di lavatrici a carica dall'alto e illuminato da 4 faretti led. Se è vero che alla fantasia e alla creatività non c'è limite, i detenuti dei laboratori RAEE[1] nelle carceri di Bologna e Forlì hanno superato loro stessi nella realizzazione di oggetti d'arredo, installazioni d'arte e design e monili utilizzando tonnellate di rifiuti elettronici.

LE CREAZIONI RAEE DEI DETENUTI IN MOSTRA A BOLOGNA. Oggi, tutti gi oggetti realizzati dai detenuti saranno esposti fino al 22 aprile nella sede della Regione Emilia Romagna a Bologna all'interno della mostra 'opeRAEE, esercizi artistici di recupero degli apparecchi elettrici ed elettronici'. Un evento che arriva a conclusione dell'anno di laboratorio del progetto RAEE in carcere nato nel 2005 con l'obiettivo di promuovere l'inclusione sociale e lavorativa di detenuti, o reduci dal carcere, inserendoli in un processo industriale nel settore del recupero dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), gettando le basi per il reinserimento nella vita lavorativa e nella legalità. "Lo stimolo per il visitatore, attraverso la bellezza delle opere esposte, è quello di imparare a concedere una seconda possibilità come presupposto essenziale di rinascita", hanno spiegato all'inaugurazione, l'8 aprile scorso i curatori della mosrtra Manuela Raganini Daniele Steccanella.

I NUMERI AMBIENTALI E DEL PROGETTO DI INCLUSIONE SOCIALE.
Un'attività lavorativa e ricreativa, dunque, che ha registrato numeri importanti: sotto il profilo ambientale, ad esempio, la quantità mensile media di rifiuti trattati nei tre laboratori nel 2012 è stato di circa 45 tonnellate per un totale complessivo dall'inizio del progetto ad oggi di circa 1.900 tonnellate. Sotto il profilo sociale, invece, sono state 17 i detenuti assunte negli anni di attività nei tre laboratori (Bologna 6, Forlì 6, Ferrara 5) su un totale di 44 persone impegnate negli anni di attività nei tre laboratori (Bologna 12, Forlì 24 e Ferrara 8). E ancora, 2 ex detenute sono attualmente impegnate nel progetto di comunicazione di RAEE in carcere per la gestione e l'aggiornamento del sito www.raeeincarcere.org, mentre 2 lavoratori sono accompagnati all'inserimento in imprese del territorio al termine della pena.

BUFFA: "COSÌ SI RAFFORZA IL LEGAME CON LA CITTÀ". "Questi oggetti rappresentano un altro elemento di valore del progetto RAEE in carcere - ha osservato durante l'inaugurazione della mostra Pietro Buffa, provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria dell'Emilia Romagna -. Accanto alle finalità sociali ed ambientali si pone un certo valore artistico". "Iniziative come queste non solo valorizzano i progetti di inclusione sociale, ma rafforzano il legame tra la struttura carceraria e la città". "Individuare soluzioni e percorsi efficaci per promuovere e incrementare l'inclusione sociale e lavorativa delle persone detenute ed in misura alternativa - ha concluso Buffa - previene il rischio di reiterazione del reato".


[Foto Schicchi]

OGGETTI CHE RACCONTANO LE STORIE DI PERSONE. Tutte le creazioni dei detenuti hanno una loro storia e raccontano le storie delle persone che li hanno realizzati. "Alla base delle opere c’è il concetto che ogni rifiuto può avere una nuova vita e trasformarsi in opera d'arte che tutti possono apprezzare e ammirare, così come può nascere un nuovo uomo da una vita ai limiti", hanno spiegato il presidente della cooperativa sociale Gulliver di Forlì, Manuela Raganini e il responsabile laboratorio RAEE della cooperativa sociale It2 di Bologna Daniele Steccanella che hanno curato l'allestimento della mostra. "Lo stimolo per il visitatore - hanno aggiunto -, attraverso la bellezza delle opere esposte, è quello di imparare a concedere una seconda possibilità come presupposto essenziale di rinascita".



VALORIZZARE I RIFUTI ATTRAVERSO L'ARTE.
 "Come Consorzio che gestisce i RAEE a livello nazionale - ha sottolineato Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight - crediamo nelle azioni di valore che derivano dal trattamento dei rifiuti. E crediamo che il riciclo possa essere considerato una buona pratica e, come tale, una forma d'arte e di rispetto per il nostro ambiente". "Trattare correttamente i rifiuti elettronici permette di recuperare importanti quantitativi di materie prime seconde, facendo bene all'ambiente. Se questa attività consente anche di offrire un'opportunità di reinserimento lavorativo a persone svantaggiate - ha aggiunto Dezio -, si ha un beneficio anche sociale".

MATERIALI
- Il progetto RAEE in carcere
- Dati dal laboratorio carcere, quantitativo di RAEE trattato e personale impiegato Bologna 2009-2013
- Dati dal laboratorio carcere, quantitativo di RAEE trattato e personale impiegato Ferrara 2010-2013
- Dati dal laboratorio carcere, quantitativo di RAEE trattato e personale impiegato Forlì 2009-2013

INFORMAZIONI
Titolo: 'opeRAEE, esercizi artistici di recupero degli apparecchi elettrici ed elettronici'
Quando: fino 8-22 aprile 2013
Dove: Bologna, sede della Regione Emilia Romagna
Orario: dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 17
Ingresso: libero

LINK
- Progetto RAEE in Carcere
- Museo del riciclo Ecolight

 

NOTE
[1]
Il progetto è nato dalla collaborazione con i consorzi Ecolight, Ecodom, le cooperative sociali It2, Gulliver e Il Germoglio e le direzioni delle carceri di Bologna, Forlì e Ferrara