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Immondizia? Sì, grazie

A fine maggio sono arrivati in Germania i primi carichi di rifiuti dalla Campania: un vero business

» Inquinamento e Rifiuti Valentina Dello Russo - 04/06/2008

Immondizia. Un problema, un’emergenza, una crisi, ma solo in Italia. Quello che per Napoli e il suo hinterland si è via via trasformato in un disagio cronico e crescente, oltreconfine è soltanto una mera questione di soldi.
IL PROFUMO DEI RIFIUTI. I rifiuti arrivano persino a profumare… di denaro. Non è certo una novità, ma sembra essere questo l’aspetto messo maggiormente in rilievo dalla stampa estera. Tanto che il Wall Street Journal titola: “La Germania fiuta il profumo del profitto”. Racconta così di quei “fiumi di immondizia che hanno soffocato le vie di Napoli e dei paesi circostanti”, approdati a maggio, per la prima volta, in terra tedesca e, precisamente, ad Amburgo. Li definisce “il simbolo puzzolente della vergogna nazionale in Italia”, nonostante ricevano in Germania “il più caldo dei benvenuti”.
Secondo l’autorevole quotidiano newyorkese, quello di Amburgo è solo uno dei tanti inceneritori tedeschi che ha preso accordi con il governo italiano per smaltire 200 mila tonnellate di rifiuti campani, “generando energia, emissioni di diossina e un mare di soldi”.
Infatti, stando sempre a quanto riportato dal giornale Americano, in Europa l’immondizia è diventata un vero e proprio business. Da un rapporto stilato a marzo dall’European Topic Centre on Resource and Waste Management, si evince che circa il 15 per cento dei rifiuti pericolosi del continente, vale a dire 8,6 tonnellate, è stato spedito fuori dal Paese d’origine nel 2003 (ultimo anno del quale si dispongono dati). Il 90% del traffico si muove attraverso l’Unione Europea, dove i Paesi con più spazzatura aprono i loro portafogli agli impianti stranieri, affinché ospitino la loro immondizia indesiderata. Gli inceneritori nel Nord della Germania spendono fra i 150 e i 250 euro per smaltire una tonnellata di rifiuti, stima Christian Fischer, co-autore del rapporto di marzo.
Pertanto per un’industria che vive dello smaltimento di quanto prodotto da altri, Napoli è una “miniera d’oro”, anche perché, sempre a detta del famoso quotidiano statunitense, “i residenti campani ostruiscono la costruzione di inceneritori” ed “il Nord più ricco non prova alcuna empatia per la città meridionale”.
UN AIUTO PER NAPOLI. La stampa tedesca non ha negato il business, ma lo ha presentato come un favore da parte della Germania. “Amburgo aiuta Napoli”, scrive Die Welt, e racconta che, secondo l’organizzazione di pulizia cittadina (la SRH), sono giunti a destinazione i primi 56 container dall’Italia e che, in tutto, verranno smaltite in Germania 30 mila tonnellate di rifiuti. Una quantità uguale “alla produzione di rifiuti dell’intera cittadina di Amburgo in dieci giorni”. Motivo per il quale l’amministratore delegato della SRH, Ruediger Siechau, si è affrettato a tranquillizzare i tedeschi: “La sicurezza dello smaltimento dei rifiuti domestici di Amburgo attraverso l’ulteriore accumulo di rifiuti dall’Italia non è messa in pericolo”.
Conferma i dati Der Spiegel: “solamente ad Amburgo, nelle prossime settimane, dovrebbero essere incenerite 30 mila tonnellate di rifiuti. I tedeschi vogliono intraprendere, nell’ambito di un piano coordinato di emergenza con lo Stato italiano, lo smaltimento di circa 160 mila tonnellate di immondizia”. Il giornale guarda molto al versante italiano, raccontando del primo Consiglio dei ministri del governo Berlusconi, e spiegando che “da più di dieci anni Napoli, città portuale del sud Italia, ha un gigantesco problema di rifiuti”.
IMMONDIZIA? MILLE GRAZIE! Sincero, invece, il Bild che gioca fin dall’inizio sull’affare che la Germania ha siglato prendendosi in carico l’immondizia italiana: “Mulle grazie!”, titola, giocando sulla parola “mulle” che vuol dire “rifiuti”. Poi spiega diretto: “C’è puzza! Di marciume, putrefazione, robaccia. Un’enorme montagna di rifiuti torreggia sul pozzo dell’inceneritore della Borsig Strasse. Sale un vapore caldo. Per la prima volta bruciano ad Amburgo rifiuti dall’Italia! L’organizzazione SRH della città aiuta Napoli che da parecchi mesi è sommersa dai rifiuti. E perde tanti milioni”. Anche qui le rassicurazioni di Siechau: “Cittadini e ambiente attraverso questa ‘azione straordinaria’ non vengono messi in pericolo. Si tratta totalmente di un normale rifiuto domestico. Poiché in Italia non esiste una raccolta differenziata, i rifiuti domestici sarebbero più umidi di quelli tedeschi e per questo più economici per il loro incenerimento. Preoccupazione per rifiuti tossici sarebbe inutile”.
E, d’altra parte, perché preoccuparsi? L’impresa vale la spesa se è vero, come spiega Siechau, che “il guadagno è di 3,5 milioni di euro”. Il Bild precisa comunque che gli italiani avrebbero trattato in maniera molto ardua e “l’importo è risultato poco più di 180 mila euro di guadagno”.
In un altro articolo su il Bild si fa presente anche l’ostacolo camorra, a giustificare le proteste dei campani: “molti abitanti temono per la loro salute, poiché la camorra brucia nelle discariche abusive rifiuti tossici. Oltretutto esistono anche numerose discariche illegali, nelle quali i rifiuti emanano cattivi odori e per di più trasudano nella terra residui tossici! Per la mafia è un affare redditizio, poiché le tasse sui rifiuti a Napoli sono tra le più alte in Italia”.
Così, fra la mafia, le proteste e la scarsa empatia delle Regioni italiane, l’immondizia campana è diventata oro nelle mani dei tedeschi. Tanto che a maggio, al primo carico giunto in Germania, anziché turarsi il naso Siechau ha affermato: “Oggi è buon giorno per Amburgo!”.
TUTTI GLI ARTICOLI CITATI
- Wall Street Journal
- Die Welt
- Der Spiegel
- Bild