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INTERVISTA - Baldini: "Halloween? Una tradizione italiana più di quanto si creda"

L'antropologo e scrittore sfata dicerie e luoghi comuni su questa ricorrenza. "È una festa precristiana nata in Europa e da qui giunta negli Stati Uniti con le migrazioni. In Italia i nostri antenati già la celebravano, più o meno, con le stesse forme"

» Costume Vito Tripi - 29/10/2012
Fonte: Immagine dal web

"Malocchio e gatti neri, malefici misteri! Il grido di un bambino bruciato nel camino! Nell'occhio della strega il Diavolo s'annega!": qualche patito dell'horror classic avrà riconosciuto il jingle iniziale del film 'Halloween - La notte delle streghe' il capolavoro di John Carpenter, manifesto non ufficiale di quella che è diventata negli anni una festa tanto amata quanto chiacchierata a livello globale. Festività che si celebra principalmente negli Stati Uniti la notte del 31 ottobre, Halloween rimanda le sue origini alle antiche tradizioni della cultura celtica. I Celti, infatti, erano un popolo prevalentemente agricolo nel cui calendario, utilizzato circa 2000 anni fa, il nuovo anno coincideva proprio con il 1° novembre. Un giorno importante, dunque, che segnava sopratutto la fine della stagione calda, celebrata appunto la notte del 31 ottobre con la festa di 'Samhain' ('fine dell'estate'). Per un popolo estremamente agreste come i Celti, l'arrivo dell'autunno prima e dell'inverno subito dopo, era fortemente associato all'idea della morte poiché si credeva che gli spiriti, ricordati la notte del 31 ottobre, esercitassero il loro potere sull'abbondanza dei raccolti dell'anno nuovo.

La festa di Halloween è dunque legata al mondo della natura, per quanto lo spiritismo apparisse contrario ai principi del Cristianesimo. Lo stesso nome 'Halloween', variante scozzese del nome completo 'All Hallows Even', ovvero la 'vigilia di Ognissanti', viene introdotto per la prima volta nel 1556. Elemento tipico della festa è la sua simbologia: a partire dal colore arancio in tutte le sue declinazioni a richiamare le sfumature dell’autunno alle porte, fino all'intaglio delle rape, trasformate dalle popolazioni celtiche, irlandesi e scozzesi in lanterne per ricordare le anime bloccate nel Purgatorio. Furono poi gli immigrati arrivati in Nord America a sostituire la rapa con la più classica zucca, sicuramente più grande e d'effetto e, sopratutto, disponibile in grandi quantità. 

Insomma, una festa quella di Halloween che ha radici lontane nel tempo, ma che qualche studioso, fa addirittura risalire ad epoche pre-celtiche. Basti pensare al fatto che certe usanze, come quella di intagliare rape e zucche per farne lanterne, le questue giocose di bambini e mendicanti e la dedicazione dei primi giorni di novembre al culto dei morti, si riscontrano per molti anche in vaste aree dell'Europa e dell'Italia che non vennero mai contaminate in modo significativo dalla cultura celtica. Per cercare di saperne un po' di più sull’argomento, NanniMagazine.it ha parlato a lungo  con Eraldo Baldini, antropologo culturale e scrittore di successo (il suo 'Mal'aria' è diventato uno sceneggiato Rai molto seguito), che insieme a Giuseppe Bellosi nel 2006 ha scritto il libro 'Halloween. Nei giorni che i morti ritornano' edito da Einaudi: 

Baldini, 'Halloween' è un nome che, almeno Oltreoceano, richiama subito alla nota pellicola, secondo lei quanto essa ha influito nell'immaginario collettivo nel Vecchio Continente?
"È chiaro che l'odierna diffusione di questa festa ovunque, Italia compresa, è dovuta anche o soprattutto a suggestioni di carattere mediatico: film, libri, televisione. La globalizzazione investe anche l'immaginario. Allo stesso tempo, però, resta il fatto che si tratta non dell'importazione di una forma celebrativa, ma di un suo 'ritorno', perché è una festa precristiana nata anticamente in Europa e da qui giunta negli Stati Uniti con le ondate migratorie. Forse i ragazzi che oggi attendono Halloween anche da noi non sanno che i loro antenati la festeggiavano, qui, più o meno con le stesse forme, ma questa è la realtà".

Come mai, secondo lei, questa ricorrenza ha così tanta presa tra le persone?
"Intanto per le suggestioni mediatiche di cui dicevamo prima. Poi per il fascino che l'ambientazione notturna e il carattere in qualche modo 'noir' dei modi della festa ha su tanti, soprattutto sui più giovani, attratti spontaneamente dal mistero, dal soprannaturale. Inoltre occorre sottolineare che è ormai l'unica festa, avendo perso smalto il Carnevale e altre celebrazioni, che consente a tutti, compresi i bambini, di esserne protagonisti attivi".

Ricorrenza neopagana o nuova festa consumista: qual è la sua opinione in proposito?
"Nessuna festa oggi sfugge al destino di essere 'consumistica', visto che viviamo nella 'società dei consumi'. Lo è comunque meno di altre, ad esempio il Natale. In quanto al neopaganesimo...beh, 'neo' implicherebbe una forma nuova, in realtà è solo il ritorno di una celebrazione arcaica che aveva al proprio centro il culto dei morti, numi tutelari delle comunità, che tornano nella dimensione terrena nel momento di un antico Capodanno agrario, quello incentrato sui giorni in cui sono finiti tutti i raccolti e ci si appresta alle semine. Erano giorni ritenuti magici e 'fuori del tempo', per questo le entità ultraterrene trovavano modi di manifestarvisi. Ai defunti che chiedevano doni, cibo e sostentamento si facevano offerte, ed essi in cambio avrebbero garantito protezione sulle famiglie e sui raccolti futuri. I bambini che si mascherano e vanno casa per casa a chiedere un dolcetto impersonano proprio i defunti ritornanti e questuanti. Per superare e tentare di cristianizzare questa importante celebrazione antica, la Chiesa istituì il Giorno dei Santi e quello dei Morti, senza però riuscire a cancellare le vecchie tradizioni, che oggi si ripresentano con forza rinnovata, anche se, forse, prive di una consapevolezza dei celebranti".

In Italia l'adozione di Halloween ha causato numerose polemiche tra chi la considera un elogio al satanismo e chi un'americanata importata: lei però in suo libro aveva fatto notare che il nostro paese ha delle tradizioni molto simili:
"Il satanismo non c'entra niente: siamo in presenza, lo ripeto, solo di forme celebrative di un arcaico capodanno agrario. Il culto dei morti era seguito da tutte le popolazioni europee in epoca precristiana, e del resto la Chiesa non lo ha rinnegato. Nelle celebrazioni di Halloween, almeno se parliamo delle loro forme originarie, non c'è nessun 'inno al male', ma il contrario c'è una devozione nei confronti degli Antenati, un'attesa del loro temporaneo ritorno e la propensione ad omaggiarli e onorarli". 

Quindi potremmo dire che Halloween è in realtà una festa 'meltingpot' visto che unisce in sé componenti folkloriche di vari paesi?
"Beh sì, il culto dei morti e lo spartiacque temporale individuato tra gli ultimi giorni di ottobre e i primi di novembre era di stampo paneuropeo, e poi ha raggiunto anche il Nuovo Mondo".

Qualcuno dice che stiamo trascurando i nostri valori e le nostre usanze: sarà vero?
"Le tradizioni che oggi chiamiamo, con un termine - questo sì - importato dall'estero, 'Halloween', appartengono da millenni e a pieno diritto ai nostri valori e alle nostre usanze. Chiunque abbia una cultura in campo storico e antropologico lo sa..."

Una domanda per chiudere: come festeggerà Eraldo Baldini la notte del 31 ottobre?
"Sarò impegnato in una conferenza sull'argomento a Cesena, ma mi piacerebbe poter restare nel mio paesino della provincia di Ravenna ad accogliere i bambini mascherati che vengono a chiedere i dolcetti. Qui lo fanno da decenni, direi da prima che diventasse - o tornasse ad essere - consuetudine così diffusa".