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Sisma: Cnr-Irea, dopo Finale Emilia, ora la terra si solleva di 12 cm a Mirandola

Elaborati i dati inviati del nuovo passaggio dei satelliti radar Cosmo-SkyMed sull'area colpita dal sisma che mostrano gli effetti permanenti dei movimenti della terra relativi al terremoto del 29 maggio scorso

» Cronaca Natura e Ambiente Francesca Nanni - 11/06/2012

 Il dottor Eugenio Sansosti, ricercatore dell'Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente Irea-Cnr dipartimento di Osservazione della Terra e monitoraggio delle deformazioni del suolo, ce lo aveva detto subito dopo la scossa del 29 maggio: "Probabilmente il suolo si è sollevato ancora, ma per averne la certezza dobbiamo attendere le informazioni rilevate dal nuovo passaggio del satellite". Così, dopo il nuovo passaggio del Cosmo-Sky Med sull'area colpita dal sisma, il team congiunto di ricercatori dell'Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Irea-Cnr) di Napoli e dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ha potuto constatare gli effetti dei movimenti del suolo causati dalla scossa del 29 maggio scorso. così se con il sisma del 20 maggio, il suolo si è sollevato di 15 cm tra Finale Emilia e Sant'Agostino, con la scossa del 29 maggio ad innalzarsi fino a 12 centimetri è stata l'area compresa tra Mirandola e San Felice sul Panaro.

L'attività di monitoraggio dallo spazio delle aree dell'Emilia Romagna colpite dal terremoto, è stata avviata dal Dipartimento della Protezione Civile dopo l'inizio della sequenza sismica e, attraverso una tecnica denominata "interferometria differenziale", permette di misurare spostamenti del terreno anche dell'ordine di pochi centimetri su grandi aree. Così, dai nuovo dati del satellite, viene fuori che la zona maggiormente interessata si estende per circa 50 chilometri quadrati, tra Mirandola e San Felice sul Panaro nella provincia di Modena. Le immagini inviate dal Cosmo Sky Med mostrano gli effetti permanenti degli eventi sismici successivi al 29 maggio, che hanno causato un sollevamento del suolo fino a 12 centimetri: la prima raffigurazione, o interferogramma, è una mappa dei movimenti del suolo, in termini di cicli di colore, nella direzione di vista del satelllite. Ogni ciclo indica una deformazione del suolo di 1,5 cm e, sommando i cicli di colore, si ottiene lo spostamento massimo del suolo verificatosi tra le due date.


[Interferometria differenziale del CNR raccolta dal satellite COSMO Sky-Med. Il colore rosso indica la deformazione massima del suolo che in quel punto si è sollevato di 152 cm. Fonte: Cnr-Irea] 

Per rendere visivamente più chiara la deformazione misurata, le zone in rosso sono quelle che hanno subito il maggior innalzamento, mentre le aree stabili sono in verde. Il sollevamento è stato causato dallo scorrimento in profondità dei due lembi della faglia sulla quale si è originato il terremoto del 29 maggio. L'ultima acquisizione del sistema Cosmo-SkyMed sulla zona interessata dal sisma era avvenuta la sera del 27 maggio, due giorni prima del secondo evento. Il calcolo della deformazione del suolo dovuta alla forte scossa del 29 maggio è stato possibile dopo il primo passaggio utile del primo dei quattro satelliti della costellazione sulla orbita, avvenuto nella serata del 4 giugno. 


[Un'altra immagine ricavata dall'interferometria differenziale del Cnr. Fonte: INGV]

Come ha spieagato il dottor Eugenio Sansosti in un'intervsita a NanniMagazine.it, il 4 giugno scorso, l'utilizzo dei satelliti di Cosmo-SkyMed, caratterizzati da tempi di rivisita molto brevi (ossia il nuovo passaggio su una stessa area), ha permesso di avere a disposizione un gran numero di dati tali da poter studiare e separare gli effetti delle prime scosse sismiche del 20 maggio da quelle avvenute il 29. Analisi che non sarebbe stata possibile con altri sensori, caratterizzati magari da tempi di rivisita più lunghi.

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Il risultato ottenuto è particolarmente interessante in quanto consente una analisi completa della zona interessata dalle deformazioni del suolo, mostrando un orientamento prevalentemente est-ovest. Le sue caratteristiche, ed il confronto con i dati della sismicità, indicano che la faglia del 29 maggio si colloca nella continuazione verso ovest di quella del terremoto del 20 maggio. Ecco perché oltre a fornire importanti informazioni nell'immediatezza di eventi sismici come in questo caso, le osservazioni satellitari rappresentano un patrimonio informativo fondamentale che, con i dati raccolti sul campo e con la messa a punto di sofisticati modelli matematici, permette di approfondire la comprensione dei meccanismi fisici che sono alla base dei fenomeni sismici.
 

MATERIALI
- Il sistema duale 'COSMO-SkyMed' per l'osservazione della Terra

LINK
- Agenzia Spaziale Italiana (ASI)
- Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente (Irea-Cnr)
- Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)