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Corte dei Conti: tasse ed evasione il vero freno dell'Italia
Rapporto 2012 sul coordinamento della finanza pubblica: la magistratura contabile avverte che "il rigore con cui si vuole arrivare allo scopo non solo strozza la crescita, ma rischia di allontanare il conseguimento degli stessi obiettivi di gettito"
Fonte: Immagine dal web
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"In questo momento è necessario aumentare gli strumenti che possano garantire una crescita che consenta lo sviluppo del Paese, altrimenti si resta intrappolati nell'aumento della pressione fiscale che conduce via via ad una recessione". Così il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, nel commentare i dati del Rapporto 2012 sul coordinamento della finanza pubblica, presentato il 5 giugno a Palazzo Chigi, in cui si evidenzia che "la scelta di accentuare la manovra dal lato delle entrate per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 crea una controindicazione, quella cioè di alimentare impulsi recessivi che una maggiore imposizione trasmette all'economia reale".
La logica di inasprimento della crisi e delle tensioni sui mercati nel corso del 201, è dettata dall'emergenza della contrazione economica cha ripreso inevitabilmente il sopravvento, ma per la magistratura contabile "il 2011 ha consegnato la realtà di un sistema impositivo ancora distante dal modello europeo, segnato dalla coesistenza di un'elevata pressione fiscale e di un elevatissimo tasso di evasione". Un quadro che si è delineato con chiarezza nello scorso dicembre, quando il Governo "ha rafforzato le dimensioni del suo intervento, aggiungendo misure integrative di correzione e confermando il ricorso prevalente alla leva tributaria per l'intero orizzonte programmatico".
"Sostanzialmente sono esauriti i margini finora offerti dalle entrate volontarie - ha argomentato Giampaolino -, a cominciare da quelle per giochi, e dell'attività di riscossione". Ecco perché, secondo il presidente della Corte dei Conti, per ottenere uno sviluppo più elevato "occorre ridurre la pressione fiscale operando sulla distribuzione del reddito, puntando all'allargamento della base imponibile, combattere l'evasione e l'erosione fiscale per il riequilibrio del sistema di prelievi al fine poter, almeno in parte, conciliare rigore, equità e crescita".
EVASIONE, IVA E IRPEF: UNA PERDITA DA 138 MILIARDI DI EURO. Da quanto si legge nel Rapporto 2012 della Corte dei Conti, la perdita per lo Stato dovuta all'evasione dell'Iva e dell'Irap nel triennio 2007-2009 ammonta a oltre 138 miliardi di euro. Un fenomeno definito "una piaga pesante per il sistema tributario e per l'economia del nostro Paese". Così viene fuori che per il 2007 al 2009, "il tasso di evasione è pari al 29,3 per cento nel caso dell'Iva e al 19,4 per cento per l'Irap, risolvendosi in un vuoto di gettito di oltre 46 miliardi all'anno", circa 138 miliardi nell'intero trimestre. Tra le aree a più alto tasso di evasione secondo la Corte dei Conti, ci sono il Sud e le isole con il 40,1 per cento per l'Iva ed il 29,4 per cento per l'Irap, "a fronte di una 'devianza' pressoché dimezzata nel Nord del Paese".
IL PRESIDENTE DELLA CORTE DEI CONTI, LUIGI GIAMPAOLINO, SUL FENOMENO DELLA CORRUZIONE
IL PRESIDENTE DELLA CORTE DEI CONTI LAZIO, SALVATORE NOTTOLA, SUI COSTI DELLA CORRUZIONE
BENE LA SPESA SANITARIA, MALE LA CORRUZIONE. Secondo la Corte dei Conti, il settore sanitario ha fatto dei "progressi evidenti" ma continua a presentare "fenomeni di inappropriatezza organizzativa e gestionale che opportunamente ne fanno un ricorrente oggetto di attenzione ai fini dei programmi di tagli si spesa". I precorsi di rientro "sono stati positivamente sperimentati in questi anni, seppur non senza contraddizioni e criticità", come ad esempio il manifestarsi di "frequenti episodi di corruzione a danno della collettività". Tuttavia la Corte fa presente che "la gestione della spesa sanitaria nel 2011 ha presentato risultati migliori delle attese": a consuntivo, infatti, le uscite complessive (112 miliardi) sono state inferiori di oltre 2,9 miliardi al dato previsto. "Per la prima volta - ha rilevato la magistratura contabile - la spesa sanitaria ha ridotto, seppur lievemente, la sua incidenza in termini di Pil, scendendo dal 7,3 per cento del 2010 al 7,1 per cento. Si sono poi ridotte di un ulteriore 28 per cento le perdite prodotte dal sistema".
SGRAVI FISCALI PER 47 MILIARDI DI EURO. Secondo le indicazioni della Corte dei Conti, per riportare il prelievo sui redditi alla media europea servono circa 47 miliardi di euro di sgravi fiscali (38 per i redditi da lavoro e 9 per quelli dell'impresa). Alla fine del 2010, ha rilevato la magistratura contabile "il nostro Paese si collocava al primo posto in Europa nel prelievo gravante sui redditi da lavoro (con il 42,6 per cento), al secondo posto in quello sui redditi d'impresa (27,4 per cento), al quindicesimo posto (con il 16,8 per cento) nel prelievo sui consumi. Al settimo posto, infine, quanto a quota di gettito complessivo derivante dalla tassazione patrimoniale (5,9 per cento)".
MATERIALI
- Rapporto 2012 sul coordinamento della finanza pubblica
LINK
- Corte dei Conti
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