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Festival di Cannes: tra nostalgia e impegno sociale un'edizione da ricordare
La kermesse cinematografica del 2012 passerà alla storia come un'edizione 'impegnata socialmente' con film, ma soprattutto con molte iniziative benefiche. Pochi italiani in concorso, ma di qualità, molti, invece, i titoli provenienti dagli States
Quello del 2012 sarà ricordato come un Festival di Cannes un po' diverso dal solito. A partire dalla data di apertura, non più il tradizionale 8 maggio ma, probabilmente per venire incontro alle elezioni presidenziali dei cugini d'Oltralpe, mercoledì 16 maggio. Secondo poi per il forte accento yankee della maggior parte delle pellicole in concorso. Ma la 65esima edizione della kermesse cinematografica, e anche evento all'insegna del passato e della nostalgia, anche qui si parte dalla monumentale campagna mediatica con il manifesto in bianco e nero che ritrae Marlyn Monroe, di cui quest'anno ricorre il cinquantesimo anniversario della morte. Celebrata come simbolo di seduzione, mistero e grazia l’iconica attrice americana viene scelta come madrina onoraria dell'edizione 2012.
FESTIVAL DI CANNSE, UNA VISIONE D'INSIEME. Come accennato prima, questa edizione è dominata per la maggior parte dal cinema americano, poco su quello europeo, con una certa latitanza di autori italiani. Notizia quest'ultima, vera a metà, poiché sì tra i film in concorso c’è solo 'Reality' di Matteo Garrone accompagnato però, sbirciano tra i fuori concorso, da 'Io e te' di Bernardo Bertolucci e il 'Dracula 3D' di Dario Argento. E se questo non dovesse bastare, il presidente della giuria che assegna la Palma d'Oro al miglior film in gara Nanni Moretti, riequilibra le cose. Ricordiamo che proprio sulla passeggiata più famosa della Costa Azzurra, ha presentato ben sei dei suoi film e con 'La Stanza del Figlio' nel 2001 ha vinto il primo premio. Seduti in giuria, accanto al regista italiano le attrici Diane Krueger e Emmanuelle Devos, lo stilista Jean-Paul Gautier, il regista Raoul Peck, l'attore inglese Ewan McGregor. Presidente della giuria della sezione 'Un Certaine Regard' sarà, invece, l'attore inglese Tim Roth. Madrina di questa edizione, che ha aperto e chiuderà il Festival, è l'attrice francese Berenice Bejo protagonista di 'The Artist', pellicole vincitrice di una Palma d'oro per il 2011, che succede quest'anno a Melanie Laurent.
FESTIVAL DI CANNES: MATTEO GARRONE PARLA DEL SUO FILM, 'REALITY'
I PIÙ GETTONATI. I film più gettonati sono indubbiamente 'Cosmopolis' del visionario David Cronenberg con la sensuale Giuliette Binoche e il sempre più ingessato e imbarazzato Robert Pattinson che cerca, senza molto successo, di togliersi di dosso la patina del personaggio di 'Twilight', nonché il film animato 'Madagascar 3-Ricercati in Europa'.
NON SONO LUSTRINI E PAILLETTES, IL LATO SOCIALE DEL FESTIVAL. Cinema e spettacolo, dunque, ma anche impegno sociale sia per la serata di gala Haiti: Carnival in Cannes tenutasi il 18 maggio per il lancio di un progetto umanitario della durata di un anno a sostegno di Haiti, realizzato grazie alla collaborazione fra la J/P HRO (Haitian Relief Organization) e Giorgio Armani e che ha avuto come sostenitori Sean Penn, Paul Haggis, Roberta Armani e Petra Nemcova. Ma anche perché è stato presentato al Marchè du Film di Cannes Desert Dancer, film basato sulla vita di Afshin Ghaffarian. La storia è ambientata in Iran, dove la danza, in quasi tutte le sue forme, è vietata per legge. Sullo sfondo delle proteste elettorali del 2009, nonostante i pericoli, Ghaffarian rischiò la vita per realizzare il proprio sogno di diventare un ballerino. Nel cast sono stati per ora confermati Alfred Molina ed i giovani Reece Ritchie e Freida Pinto.
LA REALTÀ DI MATTEO GARRONE. Tornando al film italiano presente in gara, Matteo Garrone stupisce evitando di bissare un successo con un altro mafia-movie dal sapore di docufilm come il bellissimo 'Gomorra' ma, restando sempre nel capoluogo partenopeo, propone una commedia agrodolce farcita di cliché su l'Italia e su Napoli. Con 'Reality' Garrone mostra il lato più sottoproletario dei napoletani con il popolo dei quartieri spagnoli, aduso all'arte di arrangiarsi, a urlare da un balcone all'altro, a far sobbollire il ragù. Scene viste infinite volte in Eduardo, Peppino e Totò. 'Reality', infatti, è la storia Luciano, pescivendolo che, per guadagnare più soldi rispetto alle sue poche entrate, tira avanti compiendo piccole truffe con la moglie Maria, vendendo 'robot' per fare pasta in casa. Uomo simpatico, di verve e presenzialista, un giorno il pescivendolo, incoraggiato dalla famiglia, fa un provino per il Grande Fratello. A partire da quel momento, la sua conoscenza dei reality non sarà più la stessa, così come per la sua stessa vita. Un microcosmo popolare in cui piomba la ideocrazia, fomentando illusioni di riscatto sociale, in una versione postmoderna di quella che nei vecchi racconti dei vicoli era la vincita alla lotteria o il miracolo del Santo.
Un Festival di Cannes edizione 2012, quindi, che cerca di abbracciare, oggi più che mai, una visione globale del cinema alternando risate, lacrime, qualche sobbalzo e sospiro senza tralasciare il lato umano.
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