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INTERVISTA - Omeopatia: D'Arpa, "in Italia vige un regime monopolistico"

"L'unica Medicina ufficiale è quella convenzionale", spiega il presidente della SIMO, che auspica un cambiamento a livello sanitario "verso un sistema più tollerante, che riconosca la validità di altre Medicine, come avviene nel resto d'Europa".

» Cronaca Medicina e Salute Tatiana Battini - 05/04/2012
Fonte: Immagine dal web

Si profilano cambiamenti importanti sul fronte dei medicinali omeopatici. Anche il nostro Paese, infatti, ha aderito a una normativa europea vigente dal 2006, il Codice Unico del Farmaco, che sancisce l'obbligo per tutti i Paesi membri della Comunità di adeguare i farmaci 'alternativi' a quelli 'convenzionali'.  Ai 30mila principi attivi già sul mercato italiano se ne aggiungeranno altri, (ponendo fine a un blocco del mercato durato 17 anni) e tutti i medicinali, vecchi e nuovi, saranno sottoposti alla valutazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e registrati in via definitiva, come avviene con i farmaci tradizionali.

Secondo dati raccolti da Omeoimprese, l'associazione industriale che tutela gli interessi generali nella diffusione dei medicinali omeopatici e antroposofici, quello 'alternativo' è un mercato in ascesa. Limitandoci all'Omeopatia, nel 2011 si è avuta una crescita media del 3 per cento circa, per un totale di 162 milioni di euro, corrispondente a un venduto in farmacia di circa 325 milioni di euro. Ma se da una parte la regolamentazione dei farmaci in commercio e la fine dello stallo sul mercato rappresentano una propulsione a livello economico per le aziende produttrici, "è il mancato riconoscimento della competenza medica omeopatica a creare il vero 'stallo' - spiega a NanniMagazine.it il professor Ciro D'Arpa, presidente della Società Italiana di Medicina Omeopatica (SIMO) -. La questione, al di là del semplice adeguamento dei farmaci in commercio, è di carattere sanitario e governativo". Per approfondire l'argomento NanniMagazine.it ha rivolto alcune domande al professor D'Arpa:

Tutti i farmaci omeopatici sul mercato italiano saranno controllati e registrati dall'AIFA: in questo modo acquisiranno pari dignità di quelli tradizionali?
"Non è questo il punto. Occorre comprendere che si tratta di tipologie di medicinali completamente differenti, che andrebbero regolamentate in maniera differente. L'AIFA non ha competenza in campo omeopatico ma soltanto in farmacologia convenzionale, e c'è una notevole differenza. L'Agenzia dovrebbe disporre almeno di un consulente esperto in grado di spiegare la realtà scientifica e clinica della Medicina Omeopatica, altrimenti ci saranno sempre problemi". 

Quindi la vera questione è a monte?
"Assolutamente. Il sistema sanitario italiano è di tipo 'esclusivo' (anche detto monopolistico), è un sistema che considera valido un solo tipo di Medicina, definita 'ufficiale' o convenzionale, ed è l'unica a essere certificata dallo Stato, praticata negli ospedali, resa socialmente accessibile alla popolazione, sovvenzionata attraverso fondi pubblici (ricerca, ecc.). Di conseguenza, le altre Medicine sono considerate 'alternative' o non convenzionali. Per fortuna migliaia di medici, secondo quanto garantito dalla Costituzione in merito alla libertà di cura, conoscono e rendono disponibili al malato anche altri tipi di Medicina, come avviene nella maggior parte dei Paesi del mondo".

In Europa com'è la situazione sanitaria, da questo punto di vista?
"Diverse nazioni hanno scelto un sistema tollerante nei riguardi di altri tipi di Medicina, questo vuol dire che vi sono leggi che regolano le altre Medicine in riferimento ai titoli di formazione, alla competenza, alla fruibilità in strutture pubbliche, e così via. Ovviamente, in altre parti del mondo vi sono Stati in cui l'Omeopatia ha dignità pari alla Medicina corrente. Tornando al caso italiano, il Paese resterà in fase di stallo finché il governo non deciderà di compiere un salto di qualità sanitaria in questo campo. Per ora, come nel caso in esame, l'Italia si adegua alle normative comunitarie vigenti perché costretta, mentre continua a mancare una politica sanitaria di più ampio respiro. Consideri che, attualmente, i medicinali omeopatici sono rubricati nella categoria merceologica eterogenea dei 'medicinali o prodotti omeopatici', i quali comprendono anche altre categorie di prodotti (antroposofici, omotossicologici, complessi, ecc.). Chiaramente questa commistione spinge ad una erronea identificazione tra l'Omeopatia e altre forme di Medicina, e induce a concepire come centrale il problema della legalizzazione dei medicinali, mentre la vera questione è il riconoscimento della competenza medica omeopatica".

Un regime monopolistico è duro da abbattere, soprattutto se tra le sue fila trova posto la comunità scientifica. Crede che l'Italia avrà mai un sistema 'tollerante'?
"Mettiamola così: legalmente in Italia vige il sistema 'esclusivo', ma in pratica quello che abbiamo è un sistema 'tollerante all'italiana', cioè senza norme pianificate e con aggiustamenti normativi soltanto quando inevitabile, come avvenuto nel caso in questione. Una conseguenza non trascurabile di un regime monopolistico è che va difeso attivamente attraverso un'informazione mediatica condizionata. Alla popolazione italiana non vengono fornite informazioni scientifiche corrette sulle Medicine esistenti oltre quella convenzionale, anzi, queste vengono osteggiate da esperti ufficiali e da ricercatori ufficiali, per nulla competenti in materia di Medicine cosiddette 'non convenzionali'. Infine, quella che correntemente si intende per 'comunità scientifica' in Medicina è la retroguardia culturale della ben più vasta Scienza moderna. E la comunità scientifica italiana non ha alcun interesse a riconoscere l'importanza dell'Omeopatia".

A suo parere, la vendita di una maggior quantità di medicinali omeopatici può comprometterne la qualità? In altre parole: se l'Omeopatia diventa un business può rimetterci in termini di genuinità?
"La genuinità e la piena disponibilità dei medicinali omeopatici, a piena garanzia dei pazienti, si risolve con norme per le aziende tarate sulle necessità reali dei medici competenti in tali cure e non su esigenze burocratiche o di mercato".

Uno dei maggiori detrattori dell'Omeopatia è il professor Silvio Garattini, membro del CdA dell'AIFA, secondo il quale è "assurdo registrare e immettere sul mercato farmaci contenenti il nulla". Cosa sente di rispondere?
"Il professor Garattini ha competenze diverse da quelle omeopatiche e non ha cognizione delle scienze progredite moderne che ad essa si riferiscono. Quando il collega  fa un tale genere di affermazioni svolge un ruolo mediatico non scientifico, e bisognerebbe chiedersi perché si continua a riportare le sue opinioni come se fossero effettivamente scientifiche, pur non essendo competente in materia".

I medicamenti omeopatici sono spesso considerati 'acqua fresca' perché si pensa che, eseguite le diluizioni, non vi sia più traccia del componente di partenza e l'efficacia dipenda solo dall'effetto placebo...
"Sono convinto che nessun medico o ricercatore addetto ai lavori crede più a questa stupidaggine dell'effetto placebo come giustificativo dell'efficacia omeopatica. E chi considera il medicinale omeopatico 'acqua fresca' è rimasto parecchio indietro rispetto la Scienza attuale".

Verso quali patologie o disturbi la Medicina Omeopatica è più efficace e in quali campi lo è di meno?
"Rispetto a quella convenzionale, la Medicina Omeopatica trova indicazione preferenziale nelle patologie croniche e recidivanti e in alcune condizioni (ad esempio durante il periodo della gravidanza, in età pediatrica, in caso di intolleranza ai farmaci, ecc), e soprattutto quando l'obbiettivo della terapia và oltre la cura/guarigione della malattia, avendo come fine anche il miglioramento del paziente in tutte le sue funzioni". 

Secondo un'indagine condotta da 'Observa science in society' il numero di italiani che fa uso saltuario di farmaci omeopatici è in ascesa: c’è una fiducia sempre maggiore in questa Medicina?
"Trovo molto interessante che diversi milioni di pazienti italiani siano attualmente curati in modo non convenzionale attraverso Medicine per cui lo Stato non investe un solo euro. E dobbiamo anche considerare che si tratta, in grande maggioranza, di pazienti che hanno già avuto risposte insoddisfacenti dalla Medicina convenzionale! Sono fatti sociali assai rilevanti che aiutano a comprendere quanto il sistema sanitario corrente abbia continuo bisogno di interventi come quelli del professor Garattini e di una stampa che li riporti su carta come supposte 'ragioni di scienza' ".

MATERIALI
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Decreto legislativo 219/2006 - Codice Unico del Farmaco (pdf)
- Articolo di approfondimento sull'Omeopatia: le origini e il metodo 
- Observa science in Italy - I dati sull'Omeopatia in Italia (pdf)

LINK
- Società Italiana di Medicina Omeopatica (SIMO)
- Dott. Ciro D'Arpa