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INTERVISTA - Rossi: "Per smuovere le coscienze al cinema serve un progetto culturale"

Il direttore artistico di Campo e Controcampo Siena Film Festival analizza il potenziale del grande schermo se affiancato da iniziative collaterali di incontri e dibattiti perché ci ha detto "il cinema ha ancora una forza di coinvolgimento insuperata"

» Cronaca Cinema Vito Tripi - 04/04/2012
Titolo: Dal film
Fonte: Campo&Controcampo Siena Film Festival

"Nonostante la potenza di fuoco di tutti gli altri mezzi che producono costantemente immagini e immaginario, il cinema ha ancora una forza di coinvolgimento insuperata. Inoltre la sua finzione narrativa, data tante volte per morta conserva il fascino e la capacità di veicolare messaggi culturali ed emozionali che poche altre forme  riescono a fare". Non ha dubbi Giovanni Maria Rossi, giornalista, critico cinematografico e Direttore Artistico del Campo&Controcampo Siena Film Festival, una realtà artistica che nasce nel 2011 con una serie di rassegne cinematografiche rivolte ai cittadini della città toscana.

La prima grande prova di questo progetto, che si è dimostrato vincente per il grande consenso di pubblico, è stata 'O la Borsa o la Vita - 1929/2012: la Crisi nell'occhio del Cinema', una kermesse di tre giorni che ha visto salire sul palco i nomi più importanti del cinema e del panorama culturale italiano. Per cercare di saperne di più su questo progetto NanniMagazine.it ha parlato a lungo proprio con Rossi:

Dottor Rossi come nasce l'idea del festival internazionale Campo&Controcampo-SienaFilmFest e perché?
"A Siena, con solo tre sale rimaste aperte in città, l'offerta cinematografica è molto ridotta. Nonostante una consistente popolazione studentesca, le proposte culturali, in particolare per il cinema, sono assai limitate e frammentarie. Anche per questo Claudio Carabba e io nel 2011 abbiamo accolto la proposta dell'Associazione Amici del Cinema in Terra di Siena e del suo Presidente Antonio Sclavi per lanciare insieme un festival, Campo&Controcampo appunto, che coordinasse le forze e le istituzioni senesi più vive per organizzare una serie di eventi di sicuro impatto sulla città".

In un articolo di qualche giorno fa Antonio Sclavi ha definito questo progetto come "un nuovo modo di fare sistema nel campo della cultura e del cinema", cosa vuol dire esattamente?
"Il cinema da solo non è sufficiente, secondo noi, a smuovere le coscienze e a scuotere pigrizie consolidate se non è accompagnato da un progetto culturale complessivo che investe anche altre discipline, con le quali si deve continuamente rapportare. Ne è stato un felice esempio l'iniziativa 'O la Borsa o la vita', appena conclusa, che ha raccolto cineasti, economisti, docenti universitari, studenti, categorie sociali, intellettuali ecc. per dibattere, insieme alle proiezioni, un tema attualissimo come la crisi globale, vista però attraverso l'occhio del cinema".

Una delle vostre mission è l'osservatorio permanente sull'evoluzione del linguaggio cinematografico nel XXI secolo: cosa emerge da quanto studiato finora?
"È ancora prematuro azzardare ipotesi; una prima verifica ci ha solo confortato sul fatto che nonostante la potenza di fuoco di tutti gli altri mezzi che producono costantemente immagini e immaginario, il cinema su grande schermo ha ancora una forza di coinvolgimento insuperata. Inoltre la sua finzione narrativa, data tante volte per morta come il romanzo, conserva il fascino e la capacità di veicolare messaggi culturali ed emozionali che non sempre altre forme, come il documentario, ad esempio, che pure ha conquistato un suo spazio inedito nella programmazione cinematografica, riescono a fare".

Il prossimo autunno il Festival Campo&Controcampo chiuderà il primo anno di questa vostra attività di monitoraggio e di iniziative cinematografiche per i cittadini di Siena: perché avete scelto proprio questa città?
"Come ho spiegato poc'anzi, Siena è una città ricca, colta, ma a volte sembra sonnecchiare sulle proprie tradizioni senza aprirsi alla curiosità, a nuove esperienze culturali. Nelle nostre intenzioni, una buona dose di cinema internazionale dovrebbe provocare una scossa salutare. La nostra proposta è di non esaurire l'offerta in una settimana o poco meno di 'festa', oltretutto la città di Siena ha bisogno di individuare e allestire nuovi spazi per lo spettacolo e gli eventi culturali, ma di disseminare gli appuntamenti con il cinema e dintorni nel corso dell'anno, per creare un'abitudine nel pubblico, soprattutto giovanile".

Ogni edizione ospiterà un Paese straniero e quest'anno si inizia dalla Spagna, perché questa scelta?
"La Spagna per molti aspetti è un Paese molto vicino all'Italia, però la sua produzione cinematografica, generalmente di buon livello, arriva saltuariamente sui nostri schermi, escluso Almodóvar, che non è certo l'unico autore in circolazione. Ci è sembrato quindi giusto iniziare con lo Stato iberico il nostro giro d'Europa".

Quali sono i progetti in cantiere dopo Campo&Controcampo-SienaFilmFest?
"Per il momento ci stiamo concentrando sul festival vero e proprio in date ancora da definire. Ci saranno probabilmente anche altri eventi intermedi, ma è presto per fare anticipazioni".

LINK
- Festival Campo&Controcampo di Siena