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"O la borsa o la vita": la crisi economica raccontata dal cinema

Con una tre giorni di proiezioni e dibattiti per avvicinare il pubblico ai temi del mondo finanziario visti dal grande schermo, il Festival Campo e Controcampo ha inaugurato le sue attività cinematografiche per il 2012 rivolte proprio gli spettatori

» Festival Vito Tripi - 28/03/2012
Titolo: Pierfrancesco Favino ne 'L'industriale'
Fonte: www.coomingsoon.it

"O la Borsa o la Vita": sembra la minaccia di un rapinatore di strada d'altri tempi, ma richiama anche il titolo del film di Carlo Ludovico Bragaglia del 1933, o la più recente canzone del gruppo Après La Classe. In questo caso, però è la dicitura di una tre giorni a base di cinema e dibattiti, conclusasi da pochi giorni e organizzata nell’ambito del Campo e Controcampo Siena Film Festival. Una manifestazione apparsa fin da subito come una scommessa quanto mai ambiziosa e coraggiosa, in tempi di crisi, non solo economica, ma anche creativa del nostro cinema. Un azzardo forse, ma indubbiamente una sfida vinta per la città di Siena e per il Festival Campo e Controcampo che con il successo ottenuto dalla rassegna ha inaugurato le proprie attività per tutto il 2012, cercando di avvicinare il grande pubblico a temi difficili come l'economia e la finanza, attraverso il linguaggio del cinema.

Una kermesse che si è aperta con un'antologia di film degli anni Trenta, curata da Giovanni Maria Rossi e Claudio Carabba: nell'occhio del cinema la Grande Depressione del 1929 che segnò indelebilmente la vita di milioni di cittadini dalla quale, forse, non siamo mai usciti realmente. Alla relazione critica di Claudio Carabba sui film in calendario è poi seguita la proiezione de 'L'impareggiabile Godfrey' di Gregory La Cava (Usa 1936), 'Furore' di John Ford (Usa 1940) e 'Questa terra è la mia terra' di Hal Ashby (Usa 1976). Un manifestazione in cui trova spazio anche qualche contaminazione, come l'esposizione di una selezione di opere di Itria Monica Dresda, Anna Pisanom Emilio Sapia, Niccolò Angeli, Duccio Scheggi, Canefantasma e Silvano Silvani ispirate proprio al tema della rassegna che è entrata poi nel vivo con l'arrivo a Siena di numerosi nomi importanti del nostro cinema a partire da Gianni Amelio.

"Questa iniziativa non è nata come un appuntamento spot che si esaurisce con la presenza in città di una parata di star - ha spiegato Antonio Sclavi, presidente dell'associazione Amici del Cinema in Terra di Siena che ha organizzato la rassegna - ma fa parte un progetto ampio, articolato, stabile e di qualità, che vuole rafforzare la cultura del cinema a Siena". "Per questo - ha aggiunto - stiamo già lavorando alla presentazione del nuovo film di Gianni Amelio, 'Le premier homme', vincitore del Premio Fipresci al Festival di Toronto, in questi giorni al Bari International Film Festival". "È stato lo stesso Amelio a proporcelo - ha concluso Sclavi - e per il nostro giovane festival è un importante attestato di stima che ci rende orgogliosi e ci fa guardare al futuro con entusiasmo".

Tutti gli ospiti si sono confrontati sul tema della crisi economica vista attraverso la lente del cinema, ma le riflessioni si sono inevitabilmente estese anche alle vicende politiche che riguardano il Paese, sulle quali anche il pubblico ha potuto esprimere la propria opinione interagendo con la sala gremita con i personaggi ospiti. La proiezione degli ultimi due film in programma 'Il gioiellino' di Andrea Molaioli e de 'La stella che non c'è' di Gianni Amelio, ha chiuso la terza giornata della rassegna, che ha visto al Cinema Pendola, una grande partecipazione di pubblico per la proiezione del film 'L'industriale' di Giuliano Montaldo. Nei giorni precedenti sono stati proiettati i film 'Wall Street' di Oliver Stone (Usa 1987), 'Piovono pietre' di Ken Loach (GB 1993). 'O la Borsa o la vita' ha chiuso i battenti con la proiezione di brani tratti da 'Inside Job' di Charles Ferguson (Usa 2010).

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- Festival Campo e Controcampo di Siena