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Biblioteche: Dominici, "l'amore per la lettura passa anche attraverso l'e-book"

Il direttore del Consorzio Biblioteche dei Castelli Romani non ha dubbi: "Tra apocalittici e integrati io scelgo la mediazione. Oltre al prestito del libro cartaceo i nostri utenti possono 'sfogliare' centinaia di testi multilingue e in formato digitale".

» Cronaca Libri Tatiana Battini - 14/03/2012

Tradizione o innovazione? Questa è la (falsa) domanda. "Se si vuole innalzare il livello culturale del Belpaese occorre una collaborazione tra carta stampata ed e-book", ha spiegato Ester Dominici, direttore del Consorzio Biblioteche dei Castelli Romani (SBCR), nel corso dell'incontro 'Le nuove forme del libro: libro animato, e-book e ricerca educativa', organizzato nell'ambito della rassegna editoriale per ragazzi 'Diversità , Speranza, Irriverenza', conclusasi a Frascati  lo scorso 12 marzo. 

"Chi conosce la rete del Consorzio - ha detto la Dominici - sa bene che non si tratta di un 'circuito chiuso', non siamo mai stati fermi tra quattro mura ad aspettare che il lettore entrasse dalla porta, abbiamo sempre fatto di tutto per attirarlo fino a noi, per indurlo al piacere della lettura, attraverso una serie di iniziative come ad esempio la 'biblioteca diffusa', che consiste nel far uscire i libri dalle biblioteche e fare in modo che le persone possano usufruirne negli esercizi commerciali, tanto dal parrucchiere quanto nei supermercati". 

"PERCHÈ NON SI FINANZIA A DOVERE LA CULTURA?". Il Consorzio Biblioteche dei Castelli Romani è in contatto continuo con le scuole elementari e medie del territorio, "perché l'amore per il libro va coltivato sin dai primi anni di vita - ha proseguito il direttore del SBCR -, ma la situazione italiana è nota a tutti, si continuano a tagliare i fondi nei settori del sapere e la macchina della conoscenza si blocca, non progredisce. Eppure, l'Europa va da tempo in una direzione opposta, elogiando la conoscenza in ogni sua forma e (addirittura)  affermando che nella società contemporanea il valore più grande è quello culturale. Perché, allora, la cultura italiana è finanziata con il contagocce?"

IL LIBRO NELLA PANCIA DEL VIDEO. Sulla crisi del libro e sul fatto che gli italiani leggono poco o nulla si dibatte da almeno 30 anni, "e da sempre le opinioni vanno a rimpolpare le schiere degli apocalittici o degli integrati", ha sottolineato la Dominici, i primi sono coloro che vedono nelle nuove tecnologie digitali (come i tablet per leggere e-book) una minaccia per il libro cartaceo, mentre i secondi vi 'leggono' una risorsa da affiancare ad esso. Ma questa diatriba ha radici lontane: "Ricordo che ad Ariccia, nel 1985, la rete nascente di biblioteche dei Castelli Romani organizzò un convegno dal titolo 'Il libro nella pancia del video', e per la prima volta tante professionalità diverse ebbero modo di confrontarsi e trovare una strategia comune per veicolare cultura: bibliotecari, insegnanti, massmediologi, sociologi, esperti di comunicazione, scrittori, illustratori, tutti uniti nello sforzo comune di rilanciare il piacere della lettura. L'era informatica stava nascendo e fu proprio in seguito a tale convegno che decidemmo di consorziare le biblioteche dei Castelli Romani attraverso una rete digitale, e di operare mediando tradizione e innovazione". 



NON PIÙ TOPI DI BIBLIOTECA. È vero. Tante biblioteche italiane sono gestite da persone poco interessate alla diffusione della cultura, che preferiscono stare tra quattro mura piene di volumi ma deserte, e che di certo non muovono un dito in direzione del potenziale lettore. Ma è altrettanto vero che esistono persone volenterose, pronte a ideare strategie innovative per stare al passo con i tempi e portare sempre più persone al cospetto di un libro. E se in epoche non sospette alcuni addetti ai lavori riflettevano sul possibile sviluppo del libro nella nascente era dell'informatica, domandando 'quale ruolo avranno le biblioteche in un prossimo futuro, quando il loro oggetto principale, il libro, sarà sostituito da un supporto digitale?', oggi la domanda che rimbalza da un convegno all'altro è la seguente: 'Come possiamo adattare le nostre biblioteche alle nuove forme di lettura?"

LA SVOLTA DIGITALE PER SALVARE 'L'ANALFABETA FUNZIONALE'.  "Il Consorzio Biblioteche dei Castelli Romani ha aderito al progetto Medialibrary - ha spiegato il direttore - . Si tratta della prima piattaforma di prestito digitale destinata alle biblioteche pubbliche. Oltre ai libri in formato cartaceo è possibile visionare testi in formato elettronico e una grande quantità di quotidiani, riviste, magazine italiani e stranieri in digitale e in diverse lingue". Insomma, la virtù è nel mezzo e anche in questo caso la soluzione più saggia è sfruttare al meglio tanto le risorse classiche che quelle tecnologiche. "Il ruolo delle scuole e delle biblioteche è quello di fornire conoscenza, anche attraverso i nuovi strumenti digitali". Un articolo scritto dal Governatore della Banca d'Italia dal titolo 'Investire in cultura', ha sottolineato la Dominici, denuncia che l'80 per cento degli italiani dai 15 ai 65 anni è affetto da 'analfabetismo funzionale', ovvero è in grado di leggere un qualsiasi testo ignorando però il significato di alcuni termini. E stiamo parlando della nostra lingua italiana...



IL PARADOSSO DELL'ITALIA, CULLA DI SAPERE E CULLA DI IGNORANZA. Sono discorsi che conosciamo bene: in Italia non si non legge, non si acquistano libri, non si investe in conoscenza, anzi, si tagliano i fondi al settore. "Per ironia della sorte siamo il Paese con il più alto tasso culturale al mondo - ha puntualizzato il direttore -, abbiamo archivi, biblioteche, musei e opere architettoniche senza pari, nelle nostre scuole si studiano le lingue classiche, e via dicendo". In altre parole, il paradosso tra ciò che il Belpaese 'ha' e ciò che il Belpaese 'è' va meditato con cura. "Come bibliotecari abbiamo un'enorme responsabilità - ha aggiunto -, perché in base alla nostre iniziative possiamo contribuire ad alimentare un cambiamento di rotta e riportare le persone a contatto con la cultura. Certo, facciamo affidamento su risorse limitate, e quindi inventiamo idee low-cost per veicolare cultura, come ad esempio la biblioteca diffusa". Non è facile veicolare cultura quando scarseggiano i libri, e gli scaffali delle biblioteche italiane si stanno progressivamente svuotando a causa del taglio ai finanziamenti diretti a questi istituti: "Abbiamo sempre meno soldi per acquistare i libri - ha detto la Dominici -. Ma l'importante è ingegnarsi. Pur di aderire a Medialibrary, ad esempio, abbiamo sostituito il software di gestione biblioteche che abitualmente usavamo con uno più economico, e con i soldi risparmiati ci siamo agganciati alla piattaforma digitale".

COME FUNZIONA MEDIALIBRARY. Basta visitare la pagina web e, attraverso una password, accedere al sito per consultare tutto ciò che si vuole. Quotidiani e riviste multilingue rappresentano anche un potenziale prezioso per la scuola, per gli assessorati alla cultura, per la popolazione straniera che vive in Italia, etc. "Abbiamo intenzione di presentare ai sindaci dei Comuni consorziati le opportunità offerte da Medialibrary e il modo in cui farle fruttare - ha proseguito il direttore -. Stiamo pensando di organizzare delle dimostrazioni per dare un'idea delle potenzialità di questa piattaforma". Non dobbiamo pensare che la nostra società sia avvezza all'uso delle nuove tecnologie solo perché vive immersa nell'era digitale, non è così. Solo una minima parte della popolazione sa usare iPad, iPhone, e altri tablet. Generalmente si tratta di studenti e di giovani lavoratori. "È vero che a tenere lontane le persone da alcuni tablet come l'iPad c'è un problema di prezzo (tra i 700 e gli 800 euro), ma è altrettanto vero che UniReader costa 99 euro, quindi non è una questione economica ma di consuetudine, la gente va abituata all'uso delle tecnologie digitali e le biblioteche possono fare molto per favorire questa abitudine".

LINK
-
Consorzio Biblioteche Castelli Romani (SBCR)
- Medialibrary

MATERIALE
- Elenco Biblioteche dei Castelli Romani