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Elliott Erwitt: "La fotografia accade, come un dono che non va interrogato né analizzato"

In mostra a Venezia 140 immagini fra le più significative della carriera del celebre artista. Un omaggio alla sua lettura tagliente, ma piena di empatia, del vivere quotidiano e della sua complessità.

» Fotografia Aura De Luca - 12/03/2012
Titolo: USA, East Hampton, New York 1983
Fonte: © Elliott Erwitt/Contrasto

"Quando è ben fatta, la fotografia è interessante. Quando è fatta molto bene, diventa irrazionale e persino magica. Non ha nulla a che vedere con la volontà o il desiderio cosciente del fotografo. Quando la fotografia accade, succede senza sforzo, come un dono che non va interrogato né analizzato". Così il celebre fotografo francese Elliott Erwitt descrive l'arte che, attraverso il linguaggio dell'immagine, gli ha permesso di raccontare con piglio giornalistico gli ultimi Sessant'anni di storia e della civiltà contemporanea, cogliendo in una serie di scatti in bianco e nero gli aspetti più tragici e quelli più divertenti della vita che è passata di fronte al suo obiettivo.

Oggi 140 immagini tra le più celebri e significative della sua carriera saranno esposte presso il Centro Internazionale di Fotografia Tre Oci di Venezia con la personale dal titolo 'Elliott Erwitt-Personal Best' a partire dal 30 marzo 2012. Allestita personalmente dallo stesso Erwitt, dopo il MEP di  Parigi, il Reina Sofia di  Madrid e l'ICP di New York , l'edizione italiana dell'esposizione fotografica è promossa dalla Fondazione di Venezia in collaborazione con Jacob Cohën e curata da Denis Curti.

Membro dal 1953 della storica agenzia Magnum, fondata al termine della seconda guerra mondiale da un gruppo di fotografi fra i quali Henri Cartier-Bresson e Robert Capa, Erwitt utilizza il linguaggio privilegiato dell'istantanea per comporre un racconto visivo da cui risulta tutta l'ironia di un universo congelato in pose bizzarre, ma anche l'insospettabile perfezione formale che può scaturire dal caso. "Nei momenti più tristi e invernali della vita, quando una nube ti avvolge da settimane - scrive Erwitt - improvvisamente la visione di qualcosa di meraviglioso può cambiare l'aspetto delle cose, il tuo stato d'animo. Il tipo di fotografia che piace a me, quella in cui viene colto l'istante, è molto simile a questo squarcio nelle nuvole. In un lampo, una foto meravigliosa sembra uscire fuori dal nulla".


[Spain, Madrid, 1995, Prado Museum © Elliott Erwitt/Contrasto]

Da Jacqueline Kennedy a Marilyn Monroe fino a Che Guevara e Richard Nixon, fotografato durante un concitato dialogo con Nikita Krusciov nel 1959, sono numerose le celebrità che compaiono nel percorso di questa mostra. Su tutte Erwitt posa uno sguardo allo stesso tempo tagliente e pieno di empatia, dal quale scaturisce non soltanto l'ironia del vivere quotidiano, ma anche la sua complessità. Con lo stesso atteggiamento, d'altra parte, il fotografo concentra la sua attenzione su qualsiasi altro soggetto, senza alcuna differenza e portando all'estremo la qualità democratica che è tipica del suo mezzo.


[USA, New York City, 2000 © Elliott Erwitt/Contrasto]

Il suo immaginario è infatti popolato in prevalenza da persone comuni, uomini e donne, colte nel mezzo della normalità delle loro vite, ma anche di animali, cani sopratutto, cui Erwitt dedica nel tempo una serie di veri e propri ritratti. Fra i più celebri c'è quello di un chihuahua vestito con tanto di cappotto e cappellino e messo di fianco alle zampe di un altro cane di grossa taglia e alle gambe della padrona tagliate dall'inquadratura. Passato il riso del primo impatto, rimane l'evidenza dei fatti: stanno tutti sullo stesso piano.


[Marilyn Monroe USA, New York, 1956 © Elliott Erwitt/Contrasto]

Parte integrante del percorso espositivo saranno inoltre gli scatti appartenenti a un progetto nato dall'incontro dell’artista con Nicola Bardelle, direttore creativo di Jacob Cohёn e da sempre grande appassionato alle opere di Elliott Erwitt. Il concept per l’immagine del brand si basa sulla rivisitazione di alcune fotografie scattate negli anni Ottanta e Novanta - il celebre "jumping dog" e l'immagine al Prado di Madrid - e dà vita a un effetto di grande suggestione, riproponendo una quotidianità fatta di humour, ironia e poesia.


[USA, Las Vegas, Nevada, 1954 © Elliott Erwitt/Contrasto]

BREVE BIOGRAFIA DI  ELLIOT ERWITT. Nato a Parigi nel 1928 da una famiglia russa di origini ebraiche, Elliott Erwitt trascorre l'infanzia in Italia e si trasferisce definitivamente negli Stati Uniti nel 1939, prima a New York e poi a Los Angeles. Travolto dalle vicissitudini della propria vicenda personale e animato da un'inesauribile vitalità, è il fotografo della commedia umana. La riconosce e la mette in scena nelle situazioni più disparate, dall'inizio della sua carriera alla metà degli anni Quaranta fino ad oggi. È diventata un'icona della fotografia mondiale l'immagine del 1949 in cui una statua della dea Diana al Metropolitan Museum of Art punta una freccia verso un ignaro visitatore voltato di spalle, mentre lo scatto più recente di questa selezione mostra il Presidente Obama e la moglie Michelle sullo sfondo di una selva di telefoni cellulari e fotocamere digitali tenuti alti verso di loro: la fotografia nel frattempo si è trasformata dal mezzo di comunicazione più potente nelle mani dell'uomo a quello più diffuso, costantemente e indiscrimintamante a disposizione di tutti.

INFORMAZIONI
Titolo:
'Elliott Erwitt. Personal Best'
Quando: 30 marzo - 15 luglio 2012
Dove: Casa dei Tre Oci
Orario: tutti i giorni 10-19. Chiuso martedì
Telefono: 041.2412332
E-mail: info@treoci.org
Sito web: Tre Oci-Centro Internazionale di Fotografia

LINK
- Sito web di Elliott Erwitt