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Enoturismo: l'identikit del Bacco moderno

Italiano, giovane, internauta. È questo il profilo del perfetto viaggiatore 'gaudente' che alla cultura, alla natura e al relax associa un buon bicchiere di vino sorseggiato nelle numerose cantine che offre il Belpaese.

» Costume Vera Sermoneta - 07/03/2012
Fonte: Immagine dal web

L'identikit dell'enoturista italiano? È presto detto: ha un'età tra i 30 e i 50 anni, ha dimestichezza con il web e pianifica online le proprie vacanze, viaggia in coppia o con amici e cerca proposte di vacanze a 360 gradi, un tour del benessere che oltre alle visite nelle cantine prevede cultura, sport e natura. A delineare il profilo del Bacco moderno è un'indagine condotta dal Movimento Turismo del Vino, dal titolo 'Il volto dell'enoturista oggi', che ha preso in esame le cantine del Movimento. Lo studio è stato presentato lo scorso febbraio in occasione della Conferenza Internazionale dell'Enoturismo di Perugia. 

In Italia, si sa, in fatto di cantine abbiamo solo l'imbarazzo della scelta: dalla Toscana alla Sicilia, dal Friuli al Veneto, dal Piemonte all'Umbria è un tripudio di percorsi enoturistici all'insegna del Barolo, del Brunello, del Chianti, dell'Amarone, e chi più ne ha più ne metta. Il Belpaese è la culla dell'enogastronomia, e le vacanze legate al buon bicchiere stanno prendendo sempre più piede. Secondo l'identikit, l'enoturista italiano non è vincolato al periodo di ferie canonico, ma si sposta alla ricerca di cantine durante tutto l'anno, e nel costruire il proprio tour personale fa affidamento sui vari siti web delle aziende. Insomma, quella della visibilità online si conferma una carta vincente anche nel caso dell'enoturismo, non solo: oltre la metà dei produttori di vino ha dichiarato che la posta elettronica è il mezzo più utilizzato per registrare il cliente e ricontattarlo dopo la visita. 



IN VIAGGIO TRA CANTINE E VIGNETI. Secondo l'indagine del Movimento Turismo del Vino, il 90 per cento dei produttori ha reso noto che l'attività prediletta dalla stragrande maggioranza degli enoturisti è la degustazione dei vini, nell'80 per cento dei casi abbinata alla visita guidata in azienda e in cantina. I viaggiatori più appassionati (circa la metà del campione) scelgono le proposte di visita ai vigneti e la degustazione di prodotti locali. Le iniziative che in assoluto richiamano il maggior numero di persone e che hanno  le migliori ricadute sulle aziende vinicole sono le Cantine Aperte, che attirano l'89 per cento dei visitatori. Bene anche gli eventi Calici di Stelle (29,7 per cento) e San Martino in Cantina (17,15 per cento).

LA VACANZA INTEGRATA. Gli amanti del calice, comunque, cercano un'offerta vacanziera 'multitasking', in grado di soddisfare ogni loro desiderio: visite culturali, immersioni nella natura e nel relax, attività sportive e angoli del benessere. Questo tipo di soggiorno implica un lavoro di équipe che, oltre all'azienda vinicola, chiama in causa diversi enti e operatori turistici del territorio, a tutto vantaggio dell'economia locale. "L'offerta integrata di cultura, paesaggio, eventi e sport  - ha dichiarato Chiara Lungarotti, presidente del Movimento Turismo del Vino - costituisce un asset strategico sul quale è indispensabile puntare per sfruttare appieno le potenzialità di crescita dell'enoturismo che, ad oggi, sono al 20 per cento. Occorre che tutti gli attori, pubblici e non, accelerino il passo per valorizzare in maniera globale i territori italiani, abbinando patrimonio culturale, eventi di promozione, qualità della produzione enologica e turismo ambientale".



ENOTURISTI ITALIANI E STRANIERI A CONFRONTO. Anche se la maggioranza degli enoturisti che viaggia lungo lo Stivale è italiano, a spendere le somme più ragguardevoli è il turista straniero. Infatti, nel 65 per cento dei casi il viaggiatore straniero è più propenso ad aprire il portafogli per acquistare i prodotti del territorio. La spesa media per la visita in cantina è di 50 euro (con punte fino a 100), esclusi i costi per il pernottamento e per altre attività. Un dato interessante emerso dall'indagine è che, comunque sia, la spesa media giornaliera dell'enoturista italiano tocca cifre ragguardevoli (193 euro), se confrontate alla spesa media giornaliera nazionale per le vacanze (90 euro). 

LA STAGIONE MIGLIORE? LA PRIMAVERA INOLTRATA. Il mese preferito dagli enoturisti è maggio, seguito da agosto, settembre, luglio e giugno. Le persone che abitualmente risiedono nei pressi delle cantine e delle aziende vinicole le visitano anche nei mesi invernali, e gli escursionisti giornalieri vi si recano anche in autunno. A scegliere i mesi estivi, invece, sono la maggioranza dei turisti che pernottano nei dintorni per le vacanze e scelgono anche la visita in cantina. Un particolare singolare è che, contrariamente a quanto si possa pensare, le cantine non sono frequentate solo nei week end, molti enoturisti infatti preferiscono visitarle nei giorni feriali (45 per cento delle affluenze nel weekend, 55 per cento il resto della settimana).
 
LINK
 - Movimento Turismo del Vino

MATERIALE
- Cantine Aperte 2012 (pdf)