Economia e Lavoro » Economia » Cronaca economica

Liberalizzazioni: NCC, "non siamo come i taxi, a noi le licenze in più servono"

La protesta della categoria sulla legge che, secondo loro, chiude il mercato della concorrenza. Mattiazzo: "Servono almeno 10mila licenze in più e lo stop alla territorialità. Meglio una concessione unica per operare a livello nazionale"

» Cronaca economica Aura De Luca - 23/02/2012

‘N.C.C.’, ovvero Noleggio Con Conducente, ma non sono taxi. Si tratta di autisti in giacca e cravatta, che guidano automobili eleganti, sono istruiti con buona conoscenza di una lingua straniera e la loro professionalità vale tanto quanto i servizi di lusso da loro offerti. Alla luce della nuova legge sulle liberalizzazioni,però, questa categoria lamenta una completa mancanza di regolamentazione e la chiusura della concorrenza. Per questo Federnoleggio insieme alla Federazione autotrasportatori italiani (Fai) e all’Associazione Nazionale Imprese trasporto Viaggiatori (Anitrav) ha chiesto al governo di intervenire per un'apertura alla libera concorrenza che veda un numero maggiore di licenze: circa 10mila in più.

"Siamo l'unica categoria che vuole la liberalizzazione e anche l'unica cui non viene concessa - ha dichiarato  Francesco Mattiazzo, presidente di Federnoleggio -. Abbiamo chiesto al governo di adeguarsi alle norme europee per togliere territorialità e contingentamento delle licenze, due norme cui siamo al momento soggetti". Attualmente "le licenze sono rapportate in base al numero degli abitanti in ogni singolo Comune. In Italia, al momento, ci sono 60mila licenze, mentre ce ne vorrebbero altre 10mila circa, con differenze da città a città”. “Roma ad esempio - ha aggiunto Mattiazzo - ha bisogno di un grande afflusso, così come tutte le maggiori città turistiche".

A preoccupare ulteriormente la categoria, anche la territorialità: "Gli Ncc – ha sottolineato il presidente di Federnoleggio - devono tornare alla rimessa da cui sono partiti per effettuare il servizio e, dunque, la macchina che ha una licenza di Treviso o Milano non può lavorare su altre città". A tal proposito, la categoria chiede "una licenza unica per operare a livello nazionale: se domattina, per esempio, io vincessi una gara d'appalto a Roma, dovrei avere la possibilità di effettuare il servizio pur essendo a Milano".

Dal punto di vista dell’accesso alla professione, per effettuare il servizio di noleggio con conducente al momento "bisogna avere un patentino e un accesso al ruolo dalla Provincia, e - ha sottolineato Mattiazzo - chiediamo che sia nazionale, visto che la normalità è che la macchina possa essere a Milano, poi a Firenze e a Roma. Non ha senso la territorialità”. “Noi chiediamo la massima trasparenza, ma - ha precisa - la possibilità di operare in tutta Italia". Non meno importante, la richiesta di una normativa che si adegui a quella europea e che non sia soggetta al 'federalismo' regionale. Al momento, infatti, il settore è regolato dalla legge n. 21 del 15 gennaio 1992 (Legge Quadro), che fissa le linee guida per la normativa regionale e comunale per il trasporto con autovetture e dalla legge n. 218 dell'11 agosto 2003, che disciplina l'attività di noleggio autobus con conducente.

Per le vetture fino a 8 posti siamo soggetti a una legge italiana; superati gli 8 posti siamo soggetti a quella europea. Inoltre, la legge 21 del '92 accomuna taxi e Ncc; ma si tratta di due servizi diversi, due mondi separati, uno di piazza e uno no”, ha tenuto a precisare il presidente di Federnoleggio. “E poi - ha aggiunto - c'è anche l'articolo 29 comma 1-quater, sospeso perché anticostituzionale e antieuropeista, che rafforzava la territorialità con cose senza senso, strampalate. Abbiamo fatto denuncia e dal 2008 la legge viene sospesa ogni sei mesi". "Ma il governo, ora, deve chiudere questa partita con l'Europa, muovere verso l'assimilazione della normativa al noleggio con autobus e - ha commentato - procedere con le liberalizzazioni: l'80% della categoria lo chiede e non capiamo perché non ci viene concessa".

"Ci sono anche i taxi a fermarla - ha specificato il presidente di Federnoleggio -. Loro vorrebbero il contingentamento per entrambe le categorie. Ma sono due servizi completamente differenti: nei costi, per il tipo di clienti, per gli spostamenti, per tutto; noi diamo un servizio di lusso, con autisti istruiti, e macchine eleganti”. “E' ovvio, poi, che le mele marce ci sono dovunque, nel settore taxi e nel noleggio, come in tutte le categorie, ma - concluso Mattiazzo - noi siamo contro l'abusivismo, che rappresenta solo l'1% della categoria, a causa del quale, però, 'qualcuno' si nasconde su una falsa realtà, e a giovarne, poi, sono proprio i taxi".

MATERIALI
- Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea
- Disciplina dell'attività di trasporto di viaggiatori effettuato mediante noleggio di autobus con conducente

LINK
- Federnoleggio
- Federazione autotrasportatori italiani (Fai)
- Associazione Nazionale Imprese trasporto Viaggiatori (Anitrav)